Tumore al pancreas, come diventa resistente ai farmaci. La scoperta dei ricercatori e perché è importante

Uno studio internazionale, coordinato anche dall’Italia, ha individuato la proteina causa la resistenza ai trattamenti

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Si chiama Fra-2 ed è la proteina che potrebbe rappresentare la “chiave” per rendere curabile il tumore al pancreas. A scoprirla sono stati i ricercatori che hanno condotto uno studio internazionale a cui hanno preso parte anche esperti di diverse università italiane. La proteina sarebbe la responsabile della resistenza del carcinoma agli attuali farmaci a disposizione.

Cos’è la Fra-2

Lo studio è partito dalla considerazione che ciò che rende distinguibile l’adenocarcinoma duttale del pancreas, cioè la forma più comune e aggressiva del tumore al pancreas, è la mutazione del gene Kras. Nel corso degli ultimi anni sono stati messi a punto diversi farmaci per il trattamento della patologia oncologica caratterizzata da questo gene, ma tutti finora si sono dimostrati poco efficaci a causa di un meccanismo di resistenza. I ricercatori hanno scoperto ora la causa della resistenza, cioè proprio la proteina Fra-2.

Lo studio e la scoperta della proteina

Lo studio internazionale, pubblicato sulla rivista dell’Accademia nazionale delle scienze americana (la Proceedings of the National Academy of Sciences o Pnas), è stato guidato dall’Università Sapienza di Roma e dalla Ohio State University, ma ha visto la partecipazione anche di altri atenei, compresi alcuni italiani: in particolare, sono stati coinvolti il Policlinico Universitario Gemelli di Roma, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Verona e il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, in Friuli Venezia Giulia. A coordinare il lavoro sono stati Gian Luca Rampioni Vinciguerra, dell’Università La Sapienza, e Carlo Croce dell’ateneo statunitense. Il team ha individuato la proteina che è causa della resistenza ai trattamenti contro il tumore al pancreas, ossia proprio la proteina Fra-2. Questa scoperta rivesta una notevole importanza, in vista dello studio di nuovi farmaci che possano aggirarne l’azione o vanificarla.

Come agisce la Fra-2 e perché è importante aggirarla

Di fatto la Fra-2 agisce normalmente modulando la risposta della cellula allo stress. In presenza di malattia oncologica, però, si è visto che si attiva in modo anomalo: facilita, infatti, la proliferazione delle cellule tumorali, rendendola indipendente dal gene Kras. Come spiega una nota della Sapienza, “Attraverso la regolazione dell’espressione genica, Fra-2 è inoltre in grado di rimodellare profondamente l’assetto molecolare delle cellule neoplastiche, rendendone la proliferazione indipendente da Kras quando questo viene farmacologicamente inibito, e rendendo quindi difatti inefficace l’azione dei farmaci progettati per colpirlo”. Per questo motivo, dunque, anche i trattamenti studiati appositamente contro il gene non permettono di ottenere i risultati sperati. La ricerca, quindi, permetterà di concentrare gli studi sul nuovo bersaglio. “Gli studi di laboratorio hanno infatti dimostrato che l’inibizione combinata di Kras e Fra-2 è in grado di potenziare significativamente l’efficacia dei trattamenti contro la patologia, aprendo nuove strade per la terapia di questa neoplasia ancora difficile da curare”, si legge ancora nella nota dell’ateneo della Capitale.

Nuove speranze per i pazienti

La notizia della scoperta, a seguito della ricerca sostenuta anche da Fondazione Airc-Associazione italiana ricerca sul cancro, è stata accolta con entusiasmo anche dai pazienti di tumore pancreatico e dalle loro famiglie. Come spiega proprio l’Airc sul proprio portale, “secondo i dati più recenti, nel 2024 sono stati stimati 13.585 nuovi casi di tumore al pancreas in Italia, di cui 6.873 tra gli uomini e 6.712 tra le donne. Il tasso di mortalità non si è modificato in modo significativo negli ultimi anni. Anche per questo il tumore del pancreas è il tipo di cancro con la minore sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, arrivando ad appena l’11% negli uomini e il 12% nelle donne. Inoltre, la probabilità di vivere ulteriori 4 anni, condizionata dall’aver superato il primo anno dopo la diagnosi, è pari a circa il 31% per gli uomini e il 28% per le donne”.

Le cause del tumore al pancreas

“Per molto tempo si è registrata una maggior prevalenza di questo tumore negli uomini, dovuta principalmente al fumo, abitudine storicamente più diffusa nei maschi rispetto alle femmine. Nel tempo le donne hanno iniziato a fumare sempre più frequentemente, tanto che a oggi il carcinoma pancreatico è il quarto tipo di tumore più diffuso tra le ultrasettantenni. In base agli ultimi dati relativi alla prevalenza si stima che attualmente, in Italia, siano circa 23.600 le persone che vivono dopo una diagnosi di tumore del pancreas, con una equa distribuzione tra i due sessi”. Proprio il fumo di sigaretta è considerato uno dei principali fattori di rischio modificabili, insieme all’obesità. “Seguire una dieta ricca di grassi e proteine animali sembra essere associata a un aumento del rischio di ammalarsi, mentre frutta e verdura sembrano avere un ruolo protettivo. Esistono inoltre evidenze di un legame tra il rischio di sviluppare questo tumore e l’obesità”, chiarisce l’Associazione. A contribuire negativamente possono esserci anche il “consumo eccessivo di alcolici, la sedentarietà e le esposizioni professionali ad alcuni solventi di uso industriale e agricolo o a derivati della lavorazione del petrolio”, spiega ancora Airc.

L’età di insorgenza e le cure

Il tumore al pancreas risulta poco diffuso nella fascia di popolazione più giovane, sotto i 40 anni, mentre l’incidenza aumenta tra i 50 e gli 80 anni. È però in crescita, di recente, anche tra adolescenti e giovani adulti tra i 15 e i 39 anni. Non va sottovalutato neppure il fattore genetico ereditario: “La presenza in famiglia di tumori al pancreas, alla mammella o al colon-retto rappresenta un ulteriore fattore di rischio (…). Una familiarità è riscontrabile in circa il 10% dei pazienti e, in alcuni casi, è dovuta alla presenza di condizioni ereditarie come la sindrome di Peutz-Jeghers, la sindrome familiare con nevi atipici multipli e melanoma, le mutazioni germinali del gene BRCA2, la pancreatite ereditaria e la sindrome di Lynch”. Tra gli altri potenziali fattori di rischio ci sono il diabete mellito, la pancreatite cronica e una pregressa gastrectomia.

I sintomi che rappresentano un campanello d’allarme

Nelle fasi iniziali della malattia i sintomi possono essere piuttosto generici: si possono presentare un calo di peso non motivato, scarso appetito, ittero, dolore nella parte alta dell’addome o alla schiena, uniti a debolezza, nausea o vomito.