Tosse cronica, cos’è e come riconoscerla

La tosse cronica è un disturbo che deve durare almeno 8 settimane. Quando i sintomi sono severi si osserva un declino della qualità della vita

Federico Mereta Giornalista Scientifico

In tempi di Covid-19, tosse fa rima con timori. Ma questo disturbo, ovviamente, non è legato solo all’infezione da virus Sar-CoV-2 e a volte si trasforma quasi in una malattia, accompagnando per mesi chi ne soffre e influendo pesantemente sulla qualità di vita. In questi casi si parla di tosse cronica (il disturbo deve durare almeno otto settimane), problema che interessa soprattutto – ma non solo – le donne tra i 50 e i 60 anni. Prende il via sul tema una campagna d’informazione, in occasione del Congresso 2020 della European Respiratory Society – ERS: si intitola “La tosse cronica non è social” ed è realizzata con il patrocinio di FederAsma.

Quando la tosse non lascia pace

La tosse è un riflesso protettivo vitale, che impedisce l’aspirazione e migliora la pulizia delle vie aeree ma una tosse patologicamente eccessiva e prolungata (tosse cronica, ovvero tosse che persiste da almeno otto settimane) diventa fortemente invalidante per chi ne soffre (si stima, dal 5 al 10 per cento della popolazione).

Quando i sintomi sono severi, però si osserva un declino della qualità della vita con comorbilità come l’incontinenza, la sincope da tosse e la disfonia, fattori che portano all’isolamento sociale, alla depressione e alle difficoltà nelle relazioni. Sono tante le malattie che possono condurre a questo quadro, ma oggi si è visto che  la maggior parte dei pazienti adulti che presentano tosse cronica come disturbo primario, definita anche tosse idiopatica, hanno una presentazione clinica comune.

Si lamentano spesso della sensibilità all’inalazione di sostanze irritanti ambientali come profumi, candeggine e aria fredda che provocano sensazioni di solletico / irritazione alla gola e voglia di tossire. Queste caratteristiche suggeriscono una maggiore sensibilità delle vie nervose che gestiscono il riflesso della tosse. In ogni caso le condizioni più comunemente associate alla tosse cronica sono: il reflusso gastro esofageo, l’obesità e una varietà di sindromi neuropatiche.

La tosse cronica iatrogena, cioè dipendente da trattamenti farmacologici, è spesso non riconosciuta. I motivi più comuni per cui i pazienti con tosse cronica cercano assistenza medica, oltre la preoccupazione di una grave malattia, sono disturbi del sonno, difficoltà di relazioni sociali, difficoltà a parlare al telefono, incontinenza urinaria e l’essere fonte di disagio per la famiglia, gli amici e i colleghi di lavoro oltre che vomito e stanchezza.

Emoji per aiutare a capire

Ad oggi – nonostante esista una chiara definizione clinica di cosa sia la tosse cronica – manca ancora una consapevolezza del quadro. Dall’ascolto dei pazienti nasce “La tosse cronica non è social”: una campagna digitale e multicanale che dà voce a chi sperimenta quotidianamente lo stress psico-fisico ad essa correlato, scegliendo un linguaggio universale, riconoscibile e semplice ma al tempo stesso, ad alto impatto emotivo.

“La tosse cronica – spiega Laura Mastrorillo, Presidente di FederAsma e Allergie – condiziona pesantemente la qualità di vita delle persone che ne soffrono e di chi vive accanto ad esse, limita azioni quotidiane che sono parte integrante della socialità di ciascuno di noi, può generare difficoltà sul posto di lavoro, indurre stati di stress e di progressivo isolamento. Con questa campagna di comunicazione, la nostra Federazione è come sempre impegnata a favorire l’informazione e ad aiutare le persone ad avere maggiore conoscenza e consapevolezza sulla propria salute”.

Per esprimere tutto questo, la campagna fa ricorso alle emoji, oggi un’estensione del nostro normale modo di esprimerci, in grado di evocare e comunicare emozioni con un’ampia gamma di sfumature. L’obiettivo è far conoscere l’impatto che la tosse cronica può avere sulla sfera emotiva e relazionale della persona e promuovere, al contempo, l’health literacy, grazie ai messaggi informativi della campagna stessa che saranno resi disponibili su una pagina dedicata, sugli account social e attraverso un’app di automonitoraggio – che sarà disponibile sui sistemi Android e iOS.

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