Dieta, è boom di mocktail, tra moda e salutismo: cosa sono, benefici e nuove tendenze

Negli Stati Uniti è una tendenza affermata, trainata anche da vip come Katy Perry, Kylie Minogue e Blake Lively. Il dibattito sui vantaggi per la salute, in occasione del World Cocktail Day 2026

Foto di Eleonora Lorusso

Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Pubblicato:

Il nome ricorda quello dei classici cocktail, ma a differenza di questi ultimi non contengono alcol. Sono i mocktails, bibite analcoliche che promettono di gustarsi l’happy hour, senza l’inconveniente dei tradizionali drink, ossia il tasso alcolico. Piacciono ai più giovani (e alle donne) proprio perché, a differenza dei drink classici che sono off limits per i minorenni, possono essere ordinati e bevuti in compagnia senza incappare in divieti. In più sarebbero più salutari. Ma proprio riguardo i “presunti” benefici il dibattito è aperto, specie in Italia, tra sostenitori, detrattori e scettici. Il tema è al centro dell’attenzione in occasione del World Cocktail Day (12 maggio).

Cosa sono i mocktails

Nati a Manhattan, nel cuore di New York, i mocktails hanno rapidamente preso piede negli Stati Uniti e da qualche tempo sono ormai presenti nei menù dei locali anche in Italia. Il nome deriva da “mock”, che significa “finto” e “cocktail”: emulano, infatti, i tradizionali drink alcolici, ma hanno il vantaggio proprio di non contenere alcol. Ideali per i più giovani, sono amati anche dalle donne, ma non solo. Da qualche tempo, infatti, anche i più famosi bartender del mondo, compresi quelli italiani, si sono sbizzarriti in una gamma sempre maggiore e ricca di proposte che piace anche ai più salutisti.

I vantaggi: meno alcol e più frutta

Il maggior punto di forza dei mocktails, infatti, è di essere analcolici. Specie quando le temperature si alzano, come in primavera e ancora di più in estate, permettono di dissetarsi senza l’inconveniente dell’alcol. I ‘finti cocktail’, infatti, sono per lo più a base di frutta o succhi. Anche la presentazione è molto invogliante, perché sono per lo più molto colorati. Ma proprio a proposito degli ingredienti non tutti li ritengono così “healty” come sembrerebbero.

I dubbi: sono davvero salutari?

Tra i più dubbiosi (per non dire dei “detrattori”) ci sono coloro che fanno notare come i “finti cocktail” siano un mix di ingredienti non sempre all’insegna della salute. Seppure alcol free, infatti, le ricette prevedono spesso una certa quantità di zucchero, anche se l’apporto calorico totale è certamente inferiore rispetto a quello di cocktail tradizionale, data l’assenza di alcol. Nonostante i nomi rievochino i più famosi e popolari cocktails alcolici, però, dietro la parvenza di bibite a base di frutta, spesso sono preparati con surrogati dallo scarso apporto nutrizionale in termini di vitamine e sali minerali.

Le versioni detox, energizzanti e persino dimagranti

In realtà ridurre i mocktails a una sola categoria, secondo gli esperti, è limitante. I drink analcolici, infatti, non sono soltanto quelli consumati al bancone di un bar o durante un aperitivo in spiaggia, ma contemplano ormai una gamma di possibilità che comprende anche le versioni detox, dimagranti ed energizzanti. Insomma, non sarebbero solo dei semplici “parenti” di serie B. La presenza di acqua di cocco, per esempio, o di spezie e diverse varietà di verdure tra gli ingredienti del mix permetterebbe un effetto disintossicante. Quando poi i bar tender ricorrono al ginge ale, ecco che si aggiungono alcuni benefici tipici proprio dello zenzero: ad esempio, la radice è consigliata come base per bevande in grado di contrastare nausea e dispepsia. In Cina il ginger è anche un rimedio contro il raffreddore, mentre in molti altri paesi viene utilizzato contro la dissenteria. In generale è indicato come rilassante per l’apparato gastrointestinale, perché migliora la digestione e previene l’insorgere di fastidiosi gas e gonfiori. È anche un buon antidolorifico naturale e, in caso di mal di gola in forma lieve, può contribuire a ridurne i sintomi, anche in caso di dolori da ciclo mestruale.

Dal brunch al dopocena

Queste caratteristiche rendono i mocktails particolarmente richiesti in diverse fasce orarie del giorno (mentre i cocktails tradizionali sono più limitati all’happy hour o al dopocena). Ricorrendo ad acqua frizzante, limonata o altre spezie, infatti, possono favorire la digestione dopo il pranzo o la cena, o anche in caso di brunch, mentre se prevedono succo d’arancia e bitter possono sostituire il classico Spritz con una versione analcolica adatta anche all’aperitivo.

I mocktails più famosi

Tra i nomi dei mocktails più famosi e popolari ci sono senza dubbio quelli che ricordano gli “originali” alcolici, come per esempio il Moscow Mule che, in versione mocktails, diventa un Virgin Mule. Ecco poi la Virgin Piña Colada o il Virgin Mojito, o ancora il Shirley Temple, dedicato alla famosa attrice bambina, che ha nel proprio mix sia ginger ale che granata. Sempre con lo zenzero c’è anche una variante come il Ginger Sour, oppure si può scegliere tra Lemongrass Citrus Cocktail, Aniseed Sour, Violet Vamp.

Boom di mocktails nelle diete detox

Tra i gusti più originali che si sono affermati di recente ci sono anche la cannella e il caramello salato. Tutte varianti che piacciono sia in estate che in inverno. La conferma del successo dei mocktials – anche per i loro benefici in termini di detox – arriva dalla diffusione tra i vip. Non è necessario, infatti, berli in un locale alla moda: in molti li preparano anche a casa, specie in gennaio, il mese “secco” (o Dry January). È il periodo tradizionalmente dedicato alle diete e nel quale ci si astiene abitualmente anche dall’alcol, dopo gli eccessi delle festività natalizie. Secondo Alcohol Change Uk, ad esempio, solo nel Regno Unito, hanno aderito in 8 milioni, mentre in Francia il magazine Icon ne ha stimati 4,5 milioni. La tendenza comunque è in crescita: secondo le stime globali di IWSR, fino al 2028 il settore salirà del 10%.

Tutti pazzi per l’alcohol free, anche tra i vip

Un’ulteriore prova è il boom del settore alcohol free, trainato anche dai vip: Kylie Minogue, per esempio, ha creato la Kylie Minogue Wines nel 2020 con una linea zero alcol; stesso investimento anche per Blake Lively, con gli sparkling analcolici fruttati di Betty Buzz e i cocktail golosi di Betty Booze, sia in lattina che in bottiglia. Tra i nomi noti di chi traina il settore ci sono anche Carla Bruni e Katy Perry, cofondatrice dei drink De Soi, che propone proprio cocktail analcolici che sembrano del tutto identici agli originali, come nel caso del Margarita senza alcol.