Covid-19, le gengive fortemente infiammate aumentano i rischi di complicazioni

La parodontite aumenta il rischio di complicanze da Covid-19: i segnali da non trascurare. Fondamentale è la corretta igiene orale

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Attenzione ai denti, alle gengive e più in generale alle infiammazioni in bocca. Se questa regola è valida sempre, diventa ancor più pressante in questo periodo di pandemia: pur se non incidono in termini di prevenzione del contagio, una corretta igiene e i controlli dell’odontoiatra si aggiungono alle regole di distanziamento e alle protezioni personali da non dimenticare mai. Per chi ha l’infezione in corso, invece, potrebbero essere importanti per il controllo della malattia.

A segnalare i rapporti tra gengiviti serie e Covid-19 è una ricerca che ha valutato l’esito di Covid-19 in pazienti con parodontite, un’infiammazione gengivale estesa che riguarda 8 milioni di italiani. In chi ha le gengive molto infiammate e contrae l’infezione da Sars-CoV-2 la probabilità di decesso cresce di 8.8 volte, quella di avere bisogno di ventilazione assistita di 4.6 volte e il rischio di un ricovero in terapia intensiva aumenta di 3.5 volte, con un pericolo che sale al crescere della gravità della parodontite e che non dipenderebbe da altri fattori di rischio concomitanti.

Cosa dice la ricerca

Sia chiaro: non esiste un rapporto tra gengive infiammate e maggior rischio di contagio. Ma lo studio apparso su Journal of Clinical Periodontology dimostra che  una volta contratta l’infezione virale, una grave gengivite può avere conseguenze più gravi per colpa dell’alta carica batterica presente nel cavo orale, che potrebbe favorire sovra-infezioni polmonari, e per l’infiammazione sistemica cronica, che potrebbe rendere più suscettibili alla tempesta infiammatoria scatenata da SARS-CoV-2.

I dati, come sottolineano gli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), confermano l’importanza di prevenire, diagnosticare e trattare la parodontite ma anche di ritenere una priorità l’igiene orale dei pazienti contagiati.

Lo studio caso-controllo ha coinvolto 568 pazienti con diagnosi confermata di Covid-19 fra febbraio e luglio 2020, per i quali era disponibile la cartella clinica integrata medica e odontoiatrica ed è stato condotto in Qatar.

“Fra i 40 pazienti che hanno avuto complicazioni, ben l’80% aveva la parodontite – spiega Luca Landi, presidente SIdP – La probabilità di una qualsiasi complicazione da Covid-19 è risultata 3.7 volte più alta in chi aveva le gengive infiammate con un effetto evidente in particolare sui decessi, quasi 9 volte più probabili. Questo rischio elevato è stato confermato anche dopo aver effettuato l’analisi statistica escludendo ogni fattore confondente come la contestuale presenza di altri elementi di pericolo noti, come età, diabete e fumo. Quindi i pazienti con una parodontite di stadio più avanzato avevano un rischio maggiore di complicanze rimarcando come la prevenzione e la cura precoce delle malattie gengivali proteggono dalle forme più gravi di Covid-19 e sono fondamentali per la salute generale ”.

Nei pazienti senza complicazioni da Covid-19 la prevalenza della parodontite è risultata del 43%, in linea con la percentuale nella popolazione generale del Qatar.

Attenzione ai segnali delle gengive

Le malattie gengivali sono molto diffuse e gli italiani con parodontite sono circa 8 milioni: questa infiammazione cronica del sistema di supporto del dente, che si manifesta con gengive che si arrossano e sanguinano, è la causa principale della perdita dei denti e comporta anche un’infiammazione generale che può contribuire all’insorgenza e al peggioramento di altre patologie sistemiche.

“Proprio l’infiammazione sistemica cronica indotta dalla parodontite potrebbe essere uno dei meccanismi alla base dell’aumento del rischio di complicanze da Covid-19, perché potrebbe rendere i pazienti più suscettibili alla tempesta infiammatoria scatenata dal contagio – commenta Maurizio Tonetti, Editor del Journal of Clinical Periodontology – Anche l’alta carica batterica nella bocca dei pazienti con parodontite potrebbe giocare un ruolo, perché potrebbe aumentare la probabilità di sovra-infezioni bronco-polmonari specialmente nei pazienti che hanno bisogno di ventilazione meccanica. Questi dati iniziali, che dovranno essere confermati da studi successivi, sottolineano l’importanza di prevenire, diagnosticare e trattare la parodontite, oggi più che mai”.

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