Covid-19 e cure con radiazioni ultraviolette, come comportarsi

Quali sono le accortezze da tenere a mente per chi soffre di malattie croniche della pelle in tempi di Covid-19? Il parere degli esperti

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Se ne parla da tempo, soprattutto per chi soffre di malattie croniche della pelle e si espone ai raggi del sole o ai raggi Ultravioletti artificiali spesso necessari per affrontare al meglio la malattia cutanea. Come bisogna comportarsi, in termini di possibile rischio legato a Covid-19? Un’importante risposta arriva ora dalla scienza italiana, impegnata a stabilire se il corpo umano, esposto alle radiazioni solari durante la stagione estiva o a quelle artificiali per la cura di malattie dermatologiche possa rischiare maggiormente di poter contrarre l’infezione da virus Sars-CoV-2 o di favorirne l’aggravamento.

Lo dimostra lo studio pubblicato su Italian Journal of Dermatology and Venereology, organo ufficiale della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmissibili). Sia chiaro: è sempre fondamentale preservare la pelle con la protezione adeguata, caso per caso, dalle radiazioni solari in base ai consigli del dermatologo, per evitare “danni” che potrebbero rivelarsi comunque deleteri.

La risposta della scienza

“Alla luce dei dati in nostro possesso, l’esposizione al sole naturale o agli UV artificiali non comporterebbe rischi di maggiore suscettibilità alla malattia COVID-19; è, inoltre, verosimile che nel caso in cui il paziente sia stato recentemente contagiato, la risposta infiammatoria, responsabile degli effetti più lesivi della malattia possa essere molto meno esasperata – commenta Giuseppe Monfrecola, esperto di fotodermatologia dell’Università Federico II di Napoli”.

Lo studio sul tema è stato condotto dall’esperto insieme a Gabriella Fabbrocini, consigliere SIDeMaST, con lacollaborazione dei ricercatori Matteo Megna e Claudio Marasca. “Nella review – spiega Monfrecola – sono state prese in considerazione una serie di malattie infettive virali sistemiche, non solo cutanee, e gli effetti dei raggi UV sul sistema immunitario che ad esse si contrappone. Abbiamo seguito le linee guida di una metodologia di indagine chiamata ‘Prisma’ e della proposta ‘Moose’ che danno indicazioni su come ‘leggere’ i dati grazie a dei parametri stabiliti; nel nostro articolo abbiamo preso in esame 101 studi della letteratura internazionale. Ciò che è veramente poco noto, anche nel mondo medico, è che la luce solare è in grado di influenzare a livello sistemico sia la risposta immunitaria innata, che potremmo definire ‘forza di primo intervento’, sia quella acquisita, più mirata e specifica. Insomma, esponendoci al sole noi ‘moduliamo’ il nostro sistema immunitario, non solo cutaneo ma anche a livello generale. E questo avviene sia quando ci esponiamo al sole, sia alla luce delle lampade per fototerapia”.

In pratica quindi questa analisi sottolinea come sia verosimile che da una parte la risposta immunitaria innata, sotto lo stimolo degli UV solari o artificiali, contrasti l’infezione grazie non solo all’attivazione di particolari recettori, chiamati TLRs, ma anche producendo vitamina D che, fra i suoi tanti effetti, è alla base della produzione dei cosiddetti peptidi antimicrobici. “Dall’altra – conclude Monfrecola – è dimostrato che gli UV modulino l’immunità acquisita modificando la liberazione di quelle che vengono chiamate citochine proinfiammatorie responsabili della tempesta infiammatoria all’origine degli effetti più lesivi della malattia COVID-19”.

Cure tranquille con la fototerapia

Secondo Gabriella Fabbrocini “in Italia, come nella maggior parte dei Paesi del mondo, la fototerapia con apparecchiature medicali ad emissione di particolari UV viene da decenni impiegata per il trattamento di forme diffuse di malattie come psoriasi, vitiligine, dermatite atopica. I dati da noi analizzati in questa review ci consentono di ritenere che pazienti dermatologici affetti da tali dermatosi possano continuare i loro trattamenti fototerapici; è chiaro che dovranno essere rigorosamente rispettate tutte le norme di igiene e prevenzione suggerite dalle Autorità Sanitarie. Ovviamente, considerando che ormai ci troviamo in estate, occorre ricordare che quando ci si espone ai raggi solari bisogna farlo gradualmente e sempre con una protezione adeguata, più che mai necessaria in questi casi. Per questo motivo – conclude – va sempre consultato il dermatologo che sulla base del fototipo e delle eventuali problematiche dermatologiche saprà consigliare a tutti come trarre dal sole soltanto i benefici, senza rischi”.

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