Colesterolo alto: valori, sintomi e dieta

Tenere sotto controllo il colesterolo alto è importante per il nostro benessere: ecco quali sono i valori di riferimento, i sintomi e la dieta da seguire

Serena Allevi Editor specializzata in Salute & Benessere Da sempre innamorata della scrittura e dei libri, lavora come editor e copywriter da circa vent’anni nel mondo del benessere a tutto tondo.

Il termine colesterolo crea sempre parecchia confusione: infatti, non tutti sanno che il colesterolo in sé non è un pericolo per la salute ma che sono invece i suoi valori e la sua tipologia a fare la differenza. Con l’aiuto della dottoressa Martina Semeraro Bertozzi, dietista, facciamo chiarezza sul colesterolo, sui suoi valori di riferimento e sullo schema alimentare più indicato per tenere i grassi sotto controllo.

Cos’è

«Il colesterolo è un composto organico che fa parte della famiglia dei grassi. A differenza di quello che comunemente si possa pensare, la presenza del colesterolo nell’organismo è fondamentale. Infatti, il colesterolo ha la funzione di regolare diversi processi ormonali e di mantenere la fluidità delle membrane, senza contare che è anche il precursore (ndr. serve cioè alla formazione) della vitamina D e dei sali biliari. Il vero problema con il colesterolo inizia ad esistere quando il suo quantitativo supera i valori-soglia di normalità» spiega la dottoressa Bertozzi «Non tutto il colesterolo fa male, ed è importante specificarlo. Il colesterolo, infatti, è pericoloso per l’organismo solo se in eccesso».

Sintomi

Generalmente il colesterolo alto non si manifesta attraverso sintomi o segnali specifici. Nei casi più severi, però, possono comparire delle escrescenze di colore giallo composti da accumuli di grasso sotto pelle, chiamati xantomi.

Valori di riferimento

Non essendo il colesterolo elevato legato a una sintomatologia specifica e riconoscibile, per misurare i livelli di colesterolo nell’organismo è necessario effettuare periodicamente un’analisi del sangue, che va prescritta dal medico curante.

«Facendo gli esami del sangue si dosa il colesterolo totale, HDL (high-density lipoprotein, definito “colesterolo buono”) e LDL (low-density lipoprotein o “colesterolo cattivo”, poiché è quello con una maggiore azione infiammatoria per l’organismo)» spiega l’esperta «Il livello di colesterolo totale dovrebbe essere inferiore a 200mg/dl e andrebbe controllato, in un soggetto sano, una volta all’anno».

Per quanto riguarda l’HDL, il livello auspicabile è maggiore di 40mg/dl, mentre l’LDL dovrebbe rimanere sotto la soglia di 100mg/dl. D’altro canto, però, bisogna evidenziare che quelli indicati sono valori di riferimento, che non prendono in considerazione altri importanti fattori: per questo motivo, i risultati delle analisi devono sempre essere valutati dal medico o da uno specialista.

Colesterolo alto: fattori di rischio

Vi sono particolari categorie di persone che sono più soggette di altre ad avere valori di colesterolo elevati. Le variabili sono differenti e fanno soprattutto riferimento a stile di vita, stato di salute generale (presenza o meno di altre patologie), età e genetica.

«Con l’aumento dell’età si è più predisposti all’ipercolesterolemia. Inoltre, patologie e condizioni fisiche come obesità o sovrappeso, diabete di tipo II, ipertensione arteriosa ed elevata circonferenza addominale, favoriscono questa problematica. In alcuni soggetti, infine, è presente una familiarità genetica e dunque vi è maggiore predisposizione a sviluppare questa patologia» chiarisce la dietista.

Cosa non fare

La centralità dello stile di vita rispetto alla maggiore predisposizione a sviluppare alcuni tipi di patologie è ormai riconosciuta dalla comunità scientifica. Sappiamo, infatti, che vi sono alcune abitudini che favoriscono l’insinuarsi di determinate patologie e sappiamo anche che uno stile di vita sano e una dieta equilibrata sono invece fortemente correlati al benessere psico-fisico dell’individuo.

In merito al colesterolo alto, cattive abitudini alimentari (e non solo) possono portare ad accumulare elevati livelli di colesterolo, in primis «un abuso di acidi grassi saturi o idrogenati, sedentarietà e consumo eccessivo di alimenti ricchi in colesterolo. Quali sono? Burro, strutto, carni grasse, uova, latte e prodotti da forno. Attenzione, però: ciò non vuol dire eliminare questi alimenti dalla nostra alimentazione ma imparare ad usarli in modo equilibrato» chiarisce la dottoressa Bertozzi.

Anche il movimento ha un’influenza importante sui livelli di colesterolo cattivo (e buono) nel sangue. Sempre attraverso uno stile di vita attivo e il controllo del peso, possiamo aumentare o comunque mantenere costante il livello di colesterolo buono. «Tendenzialmente è bene restare nella fascia del normo peso e praticare attività fisica: questi sono gli unici modi per mantenere il colesterolo nella norma» aggiunge l’esperta.

Alimentazione e dieta

Seguire uno schema alimentare sano e bilanciato è, dunque, il primo passo per controllare i livelli di colesterolo e prevenire le più comuni patologie ad esso correlate. La dieta ideale per ridurre e tenere sotto controllo il colesterolo è un regime equilibrato, genuino e adatto a tutti, da seguire anche quando i livelli di colesterolo sono nella norma, per mantenersi sani e in forma. La dieta mediterranea si rivela sempre una scelta vincente.

«Una dieta equilibrata e bilanciata, ricca in carboidrati integrali, pesce, olio extravergine d’oliva, verdura e legumi è la base. Utile anche limitare il consumo di formaggi e di prodotti lattiero caseari in genere. È bene ridurre anche il consumo di affettati e limitare quello di uova a due alla settimana. Inoltre, è importante ricordarsi di mantenere uno stile di vita attivo: principio fondamentale per abbassare il colesterolo. Infine, consiglio di limitare il più possibile gli alimenti pronti e confezionati» conclude la dottoressa Bertozzi.

Per ottenere uno schema dietetico più dettagliato, invece, è indispensabile il consulto di uno specialista dell’alimentazione, che potrà stilare un regime alimentare ritagliato su esigenze e caratteristiche individuali.

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