Sofia di Svezia, la verità su Epstein: “L’ho incontrato poche volte, spero sia fatta giustizia”

Alcuni documenti proverebbero i suoi contatti con Epstein, adesso Sofia di Svezia rompe il silenzio sulla vicenda, raccontando la sua verità

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Nicoletta Fersini

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La favola moderna di Sofia di Svezia è oscurata dall’ombra del caso Epstein. Il nome della Principessa è apparso nei documenti desecretati relativi al finanziere americano, al centro di uno degli scandali più oscuri del secolo. E lei, per la prima volta, ha deciso di affrontare l’argomento, approfittando della sua presenza al Ctrl + Rights Youth Summit, che si è tenuto a Stoccolma.

La verità della Principessa

In un momento che doveva essere di pura gioia, con il primo compleanno della figlia Ines, la Principessa Sofia di Svezia si è trovata a dover gestire una tempesta mediatica senza precedenti.

A dicembre 2025 il quotidiano svedese Dagens Nyheter aveva portato alla luce un episodio risalente a oltre vent’anni fa quando, prima del matrimonio con il Principe Carlo Filippo, una giovanissima Sofia muoveva i primi passi come modella e aspirante attrice a New York. Contestualmente, la stampa aveva reso pubbliche anche alcune email risalenti al 2005. All’epoca, Sofia è stata introdotta a Epstein da Barbro Ehnbom, imprenditrice e figura di rilievo nella rete finanziaria svedese-americana.

Documenti alla mano, Sofia ha avuto contatti con il finanziere morto suicida in carcere, accusato di numerosi crimini contro donne, ragazze e bambini. Adesso ha deciso di rompere il silenzio, raccontando la sua verità.

“L’ho incontrato in un paio di occasioni sociali. Ma ora che ho letto di tutti i crimini orribili che ha commesso contro le giovani donne, sono così grata di non aver avuto più niente a che fare con lui dalle poche volte in cui avevo vent’anni. Il mio pensiero va davvero a tutte le vittime di reati e spero che in questo caso venga fatta giustizia. Ci siamo incontrati in un ristorante, in un contesto sociale, dove sono stato presentato, e alla proiezione di un film con molte altre persone. Per fortuna, è stato tutto”, ha dichiarato, come riporta ancora Dagens Nyheter.

Solo incontri puramente casuali e pubblici, avvenuti in ristoranti o durante anteprime cinematografiche. Poi, più nulla.

Il presunto coinvolgimento nel caso Epstein

Per capire come la Principessa Sofia di Svezia sia finita nell’orbita di Epstein, bisogna tornare indietro fino al 2005. All’epoca era ancora Sofia Hellqvist, una ragazza che sognava il mondo dello spettacolo, come molte della sua età. Secondo le email pubblicate da Dagens Nyheter, Barbro Ehnbom, un’imprenditrice svedese che faceva da mentore a molte ragazze scandinave negli Stati Uniti, sarebbe stata l’intermediario tra lei ed Epstein.

In un messaggio si legge che l’imprenditrice avrebbe presentato Sofia al finanziere come “aspirante attrice appena arrivata” negli USA, suggerendo che gli sarebbe piaciuto conoscerla. “Sono ai Caraibi. Vuole venire per un paio di giorni? Le mando un biglietto”, questa la risposta di Epstein, che si riferisce all’isola privata di Little Saint James, oggi tristemente nota come il centro dei suoi traffici illeciti. La Corte Reale svedese è intervenuta, chiarendo un punto fondamentale: Sofia rifiutò categoricamente quell’invito, non mettendo mai piede sull’isola.

Nuovi documenti emersi all’inizio del 2026 suggeriscono, però, che il nome di Sofia apparirebbe anche in liste di invitati per eventi sociali, anche se il Palazzo nega fermamente ogni incontro dopo l’inizio della sua relazione con Carlo Filippo.