Meghan Markle punta sull’Australia: il viaggio con Harry è strategico

Tempismo perfetto per Meghan Markle: la duchessa di Sussex porta il suo brand nella terra dei canguri, ma il viaggio in Australia non era un royal tour?

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Giorgia Sdei

Giornalista pubblicista, esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Meghan Markle si prepara a tornare sotto i riflettori con un nuovo viaggio insieme al principe Harry, previsto nelle prossime settimane in Australia. Ma questa volta, accanto agli impegni pubblici e istituzionali, c’è anche un altro elemento che attira l’attenzione: la crescita del suo brand, sempre più proiettato verso una dimensione internazionale. Coincidenze? Forse. Ma quando si parla della duchessa di Sussex ogni mossa sembra avere un preciso significato, anche un “semplice” royal tour.

Meghan Markle e un brand che punta lontano

Quello di Meghan Markle non è più solo un marchio di lifestyle: As Ever, infatti, è diventato in poco tempo qualcosa di più articolato, quasi un ecosistema costruito attorno all’immagine pubblica della duchessa.

Negli ultimi mesi Meghan ha lavorato duramente per tutelare e ampliare il suo brand anche fuori dagli Stati Uniti – specialmente dopo la rottura con Netflix – includendo diversi mercati internazionali. Tra questi, l’Australia ha attirato particolare attenzione, soprattutto per l’ampiezza delle categorie coinvolte: prodotti per la casa, beauty, accessori, contenuti digitali e persino esperienze legate al benessere.

Una strategia che racconta chiaramente una visione ben precisa che non riguarda solo il vendere oggetti, ma soprattutto proporre uno stile di vita riconoscibile e, soprattutto, replicabile.

Il royal tour in Australia con Harry

In questo senso il ritorno dei Sussex in Australia, previsto per aprile, segna una tappa simbolica. È la prima volta infatti che Meghan e Harry tornano nel Paese dopo anni, e l’interesse mediatico è già altissimo. In agenda ci sono appuntamenti legati al mondo del benessere, incontri professionali e momenti istituzionali. Meghan sarà protagonista di un evento esclusivo dedicato alla crescita personale, mentre Harry interverrà su un tema a lui caro: la salute mentale sul lavoro.

Ma è davvero solo questo? Oppure il viaggio rappresenta anche un’occasione perfetta per rafforzare la presenza del brand sul territorio? Il dubbio resta, soprattutto considerando il tempismo con cui la terra dei canguri è entrata nei piani di espansione di As Ever.

E non è un caso. Il legame tra i Sussex e il pubblico australiano è sempre stato forte, fin dai primi anni della loro esposizione mediatica. Oggi, quel rapporto potrebbe trasformarsi in un’opportunità concreta. Un mercato ricettivo, internazionale e attento ai trend potrebbe essere il terreno ideale per testare la crescita del brand. E anche l’assenza dei figli Archie e Lilibet durante il viaggio sembra sottolineare una scelta chiara: questa volta, al centro non c’è la famiglia, ma il lavoro.

La nuova fase di Meghan Markle dopo Netflix

A rendere il quadro ancora più interessante è la recente evoluzione del brand personale. Dopo il debutto legato alla serie With Love, Meghan, il brand ha intrapreso una strada più indipendente. La collaborazione iniziale con Netflix ha contribuito a lanciare il marchio, ma oggi Meghan Markle sembra intenzionata a costruire qualcosa di ancora più personale e diretto.

Lei stessa, va detto, ha sempre rivendicato un’identità precisa: non da influencer, ma da imprenditrice. Una distinzione che, nel mondo dei brand lifestyle, fa tutta la differenza. Nel frattempo, comunque, l’offerta continua a evolversi: prodotti per la tavola, oggetti per la casa, collaborazioni creative e nuove linee che ampliano il racconto di un quotidiano curato nei dettagli.

Il viaggio in Australia potrebbe quindi rivelarsi molto più di una semplice trasferta: è l’occasione di consolidare il passaggio da figura mediatica a imprenditrice globale. Ci riuscirà?