Sbadigliare davanti a cinquemila persone, con i fotografi di mezzo mondo puntati addosso, è un lusso che a corte possono permettersi in pochissimi. Il principe Louis, otto anni, se l’è preso sabato pomeriggio alla Hydro Arena di Glasgow, durante la semifinale di netball dei Commonwealth Games tra Australia e Giamaica. Più volte, con generosità, e in un’occasione anche con la testa tra le mani. Era il suo debutto a un grande evento sportivo internazionale, e l’ha onorato come qualunque bambino di otto anni trascinato a una partita di uno sport che non conosce: da spettatore sincero.
La sorpresa di Glasgow
A rendere il colpo di scena ancora più riuscito c’è il calendario. Appena quattro giorni prima, il 28 luglio, William e Kate avevano salutato tutti con il post Summer Rewind: un carosello di ricordi degli ultimi mesi che la stampa britannica aveva letto come il congedo semi-ufficiale prima della pausa estiva, quella che ogni anno porta la famiglia lontano dai riflettori, tra Anmer Hall e le vacanze scozzesi a Balmoral. Il ritorno in agenda era atteso per metà settembre, insieme a un passaggio non da poco in casa Galles: George inizia Eton. E invece, a pausa appena cominciata, eccoli tutti e cinque in tribuna a Glasgow.
Kensington Palace, in mattinata, aveva annunciato soltanto William e Kate Middleton, in Scozia con i titoli di duchi di Rothesay per il penultimo giorno dei Giochi. In tribuna, invece, i principi del Galles si sono presentati in cinque: con loro anche George, tredici anni compiuti a luglio, e Charlotte, undici, abito a pois in curioso coordinato con il completo bianco e nero della madre. Mai i tre fratelli erano apparsi in pubblico insieme in Scozia, e l’applauso dell’arena ha certificato l’effetto sorpresa, riuscito alla perfezione.

Il copione della giornata era quello da etichetta: partita, saluti agli atleti del Team Wales e alle loro famiglie, incontro con i giovani sostenuti da SportsAid, l’associazione di cui Kate è madrina dal 2013. Un copione che George e Charlotte ormai eseguono a memoria, tra Wimbledon e finali degli Europei. Louis no, e si vede.
L’ultimo royal spontaneo
Il calendario pubblico del terzogenito, finora, si era fermato alle occasioni cerimoniali di famiglia, dove peraltro aveva già costruito un piccolo repertorio: le smorfie al Giubileo di Platino, le mani sulle orecchie durante il volo della pattuglia acrobatica, i balletti fuori programma. A Glasgow ha semplicemente aggiornato la collezione. E la stampa britannica, puntualissima, ha trasformato ogni sbadiglio in una galleria fotografica.
E in fondo è questo il motivo per cui le foto di Louis girano sempre più di quelle dei fratelli. A corte non esiste il fuori programma: perfino la presenza in tribuna, per essere ufficiale, deve passare da un comunicato del Palazzo. Poi però in mezzo a tutto quel protocollo c’è un bambino di otto anni che si annoia, e non fa nulla per nasconderlo. George e Charlotte hanno già imparato le regole del mestiere, lui evidentemente no. Per fortuna, aggiungeremmo.
Kate, il netball e il déjà-vu
Per Kate la trasferta aveva anche un risvolto personale: ai tempi della scuola a Pangbourne giocava a netball in difesa, dettaglio che rende la scelta della semifinale meno casuale di quanto sembri. Nell’altro incrocio l’Inghilterra è caduta contro la Nuova Zelanda, e domenica i Giochi si chiudono con la cerimonia finale.
Quanto ai precedenti, raccontano da soli il passaggio del tempo: a Birmingham 2022 con William e Kate c’era la sola Charlotte, mentre a Glasgow, nell’edizione del 2014, il terzo posto in tribuna accanto ai principi era occupato dal principe Harry. Dodici anni dopo, stessa città, e quel posto è conteso da tre bambini.