Mantenere l’equilibrio di coppia quando il partner perde il lavoro

E vissero sempre felici e contenti o, almeno, così dovrebbe essere: cosa succede, però, se il partner perde il lavoro e viene meno il suo supporto economico?

Insieme: così ci si avvia lungo un percorso fatto di complicità, verso progetti futuri che ci vorrebbero per sempre felici e contenti. Eppure, banalmente e in modo oggettivamente materialista, a fare la differenza sono anche gli apporti economici che le due parti della coppia portano all’interno del nido. Cosa succede, dunque, quando il nostro partner perde il lavoro? Come mantenere gli equilibri?

Può essere difficile ritrovarsi nella situazione in cui, all’improvviso, tutto pesa sulle nostre spalle. In passato, magari, non eravamo state influenzate dal denaro nella scelta del partner. Facevamo ancora parte di quella schiera di eroine romantiche che credono nel significato profondo dell’amare in due, in quel due cuori e una capanna che supera ogni ostacolo.

E invece, eccoci qui. Davanti a noi c’è sempre la persona che amiamo ma, avendo perso il lavoro, non è più in grado di darci quella stabilità economica che finora c’è apparsa scontata. Come se non bastasse, inoltre, sembra un fantasma senza scopo, che vaga per quella casa che era un santuario e che ora sembra ospitare uno spirito tormentato e pieno di insicurezze.

Anche noi crolliamo, anche noi vacilliamo. Travolte dalla caduta di un pilastro che poteva apparire eterno, ci confondiamo. Eppure, adesso abbiamo un compito più alto: quello di mantenere l’equilibrio di coppia. Siamo le stesse che non sono mai state interessate ad accalappiare un uomo ricco e, diciamocelo, siamo anche esperte in resilienza e reinvenzione.

Guardiamo negli occhi il nostro partner e ricordiamoci che in questo momento ha bisogno di noi: manteniamo il nostro atteggiamento positivo, cercando di tenere presente che in questo momento noi siamo le sue radici. Non evitiamo di comunicare con lui e anche se è sempre giù di morale o arrabbiato non rinfacciamogli mai nulla.

È facile, in momenti di incertezza, lasciarsi andare a osservazioni tristi come “Sono io che lavoro!” o “I soldi sono miei!”. Pur non intendendole mai come insulto nei suoi confronti ed essendo una chiara espressione della rabbia col destino che l’ha punito (e che di conseguenza ha punito noi), possono ferirlo in modo irrimediabile e allontanarlo per sempre.

Studi di psicologia e psicoterapia, infatti, affermano che in queste situazioni si innescano dinamiche complicate: vivendo, purtroppo, in una società ancora permeata dagli stereotipi di ruolo, il nostro partner avvertirà la perdita del lavoro come uno sminuimento del suo valore, come una mancanza di autonomia e potere. Per questo dobbiamo fargli sentire che è ancora il nostro centro e chiedergli sempre se possiamo fare qualcosa per aiutarlo.

Riduciamo, inoltre, le spese non necessarie: non sarà un gioiello, un mazzo di fiori o un sushi a fare la differenza. A fare la differenza, invece, è l’amore: accompagniamolo in nuovi progetti, supportiamolo in ogni nuova avventura, sproniamolo alla proattività e lodiamo ogni sua capacità. Solo così il nostro rapporto non solo non ne risentirà ma si rinsalderà e crescerà in bellezza. E vedrete che se lui si darà da fare, ci sarà un nuovo inizio.

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