Le poche persone che resteranno accanto a te, valgono tutto

Gli amici veri sono quelli che non hanno paura di asciugare le nostre lacrime. Sono quelli che restano quando la festa è finita

Ci ho messo un po’ a comprendere quanto valore dare alle relazioni che contraddistinguevano le mie giornate, perché c’è stato un tempo in cui, lo ammetto, avevo fame di amore e di affetto.

Così, mi bastava un sorriso e quattro chiacchiere per decidere di aprire il mio cuore a quelle persone, perché in fondo ho sempre pensato di avere un buon fiuto per comprendere i caratteri. E quanto mi sbagliavo!

Ricordo quel periodo come uno dei più dolorosi della mia vita, mentre io davo il cuore agli altri, in cambio ricevevo solo pugnalate alle spalle e tradimenti, uno dopo l’altro. Mi hanno lasciata sola nei momenti più complicati della mia vita, hanno fatto finta di non sentire quando imploravo il loro aiuto e si sono voltati dall’altra parte quando chiedevo solo una mano per rialzarmi.

Perché era facile stare insieme quando tutto andava bene. Così sono capaci tutti.

Ma poi l’ho capito che in fondo, la colpa era anche un po’ mia. Avrei dovuto valutare con più attenzione di chi fidarmi e a chi affidarmi, perché gli amici veri, ora lo so, sono come una famiglia che si sceglie. Sono come degli angeli custodi che ci proteggono e che ci accompagnano ovunque, anche quando non sappiamo dove stiamo andando.

Persone che ci accettano esattamente per quello che siamo, coraggiose, forti e fragili, spettinante, fiere e permalose, che scelgono di amare prima i difetti e poi i pregi.

Gli amici veri sono quelli che restano quando i momenti dolorosi prendono il sopravvento sulla felicità e le risate, sono quelli che non hanno paura di trascorrere le giornate ad asciugare le lacrime, anche se questo vuol dire rinunciare a un aperitivo o una serata fatta di spensieratezza.

Sono quelli che restano quando è “Finita la festa“, come la bellissima poesia che ha scritto Gio Evans (la trovate nell’album Natura Molta) che vi riportiamo qui:

Papà mi diceva, “Per capire chi è un buon amico, organizza una festa
Fai una festa bellissima, prendi buone birre e dei vini sopra i 13
Prendi del buon cibo, e che la musica di sottofondo
Sia bella e che possa accogliere tutti
Mettila alta da poter far dire ‘Bellissimo sto pezzo! Che gruppo è?’
Ma non troppo alta, lascia che i vostri dialoghi
Non vengano coperti dagli assoli”
“Invita amici”, mi diceva, “Invitane tanti
Invita tutti gli amici che conosci
E poi, finita la festa, lascia che ognuno prenda la via che preferisce
Non forzare mai nessuno a rimanere, non convincere
Non prolungare mai la festa
Che le feste hanno origini più antiche di noi
Sanno loro quando finire
Tu saluta e augura la buonanotte a tutti
E osserva, osserva bene chi di sua volontà resta ad aiutarti
Chi ti aiuterà a lavare i piatti
Chi ti aiuterà a rimettere a posto, a sistemare le cose
Questi saranno i tuoi buoni amici
Quelli che non ti staranno accanto
Quando la musica e il vino gioiranno con le tue buone lune
Questi sono i buoni amici, quelli che rimarranno
Anche quando la tua vita avrà da offrire solo briciole e disordine”
“E alla fine di tutto”, mi diceva papà
“Ricorda, alla fine di ogni bellissima festa
Alla fine di ogni momento epico
Di ogni grande successo e di ogni impresa riuscita
Vedrai che accanto a te resteranno sempre pochissime persone
Ma quelle pochissime, ricordalo sempre
Valgono tutto”

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Le poche persone che resteranno accanto a te, valgono tutto