I Cioccolatini della Ricerca per rendere il cancro sempre più curabile

Il 7 novembre tornano nelle piazze italiane I Cioccolatini della Ricerca di Fondazione AIRC: il nostro contributo nella lotta contro il cancro

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Redazione

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Oggi circa il 50% delle persone colpite da un tumore guarisce, inoltre negli ultimi dieci anni la mortalità in Italia è calata in media del 9%. Il nostro Paese continua a distinguersi in Europa per la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di tumore, con valori superiori alla media europea per le principali neoplasie: 89,5% per il tumore della mammella e 67% per il colon-retto (Fonte: AIOM, I numeri del cancro in Italia 2025, Dati AIRTUM 2026).

Questi risultati positivi sono dovuti alla ricerca scientifica che sviluppa terapie sempre più precise e mirate, offrendo nuove speranze soprattutto per quei tumori che ancora oggi non rispondono alle cure disponibili.

L’importanza della ricerca contro il cancro

Fondamentale, quindi è il supporto che tutti noi possiamo dare alla ricerca con un piccolo gesto. Per questo sabato 7 novembre tornano nelle piazze italiane I Cioccolatini della Ricerca, disponibili fino a esaurimento delle scorte anche nelle filiali Banco BPM, e acquistabili anche online.

In questo modo la solidarietà si unisce al gusto. Il cioccolato fondente contiene naturalmente flavonoidi, composti presenti anche in molti alimenti di origine vegetale, e può essere consumato con moderazione nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Sapere che un assaggio può contribuire a sostenere la ricerca rende questo gesto ancora più significativo. Con i Cioccolatini sarà consegnata una speciale Guida che racconta come nasce una ricerca e illustra il percorso dalla scoperta alla cura.

L’iniziativa si inserisce ne I Giorni della Ricerca di Fondazione AIRC (fino al 15 novembre), appuntamento che offre un ricco calendario di iniziative per raccontare i risultati della ricerca oncologica, presentare le nuove sfide, promuovere la prevenzione e raccogliere fondi per garantire continuità agli oltre 770 progetti di ricerca AIRC attualmente in corso.

La cura si chiama ricerca, ma ha tanti nomi

I Giorni della Ricerca vogliono dare un nome e un volto a tutti coloro che sostengono la ricerca. La campagna di quest’anno è dedicata a tutti i protagonisti della community AIRC, rappresentati idealmente da Mariarosa (donatrice, volontaria e testimone della ricerca), Camilla (testimone della ricerca) e Lorenzo (ricercatore), i cui nomi diventano la definizione stessa di cura.

La ricerca sul cancro da molti è ancora percepita come qualcosa di astratto, ma i risultati sono le tante persone guarite, un numero in costante aumento. Come Camilla – 28 anni – che nel gennaio 2024 ha ricevuto una diagnosi di leucemia acuta bifenotipica: “Mi pesava vedere la sofferenza intorno a me. Però per fortuna il mio ragazzo e i miei genitori mi hanno sempre mostrato un atteggiamento positivo e una parvenza di normalità quando venivano a trovarmi. Sapere di avere persone su cui contare è stato fondamentale. Mi sono anche avvicinata allo yoga e alla lettura, e ho iniziato a raccontarmi sui social, dove ho ricevuto tantissimi commenti e domande”, e Mariarosa, 28 anni, a cui poco tempo fa è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin.

Tra le tante decisioni che ha dovuto prendere, anche quella di conservare gli ovuli su consiglio dei medici, che le hanno suggerito di non rinunciare alla possibilità di una futura maternità: “Devo tantissimo ai medici, agli infermieri e agli operatori sanitari, che sono riusciti a farmi sentire a casa anche nei momenti più difficili trascorsi in ospedale. Mia madre è stata la mia forza. Non dimenticherò mai che, quando ho dovuto tagliare i capelli, ha deciso di farlo anche lei per starmi accanto”.

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