Sono piccole abbastanza da muoversi con facilità nel traffico e, soprattutto, possono arrivare nelle mani dei ragazzi molto prima di un’automobile tradizionale. Le microcar sono sempre più presenti nelle nostre città e il recente caso di Davide Iacopini, l’attore rimasto gravemente ferito a Roma dopo un’aggressione attribuita a due minorenni a bordo di una minicar, le ha riportate al centro dell’attenzione. Ma chi può davvero guidarle? E quali regole bisogna rispettare?
Microcar, chi può guidarle?
Chiamarle “auto che si guidano senza patente” è comodo, ma non è corretto. Per mettersi al volante serve infatti un’abilitazione, anche quando il conducente è ancora molto lontano dai 18 anni.
La distinzione da conoscere è quella tra quadricicli leggeri e non leggeri. Nel primo gruppo, identificato dalla categoria L6e, rientrano molte delle microcar che vediamo quotidianamente nei centri urbani, comprese alcune proposte elettriche diventate molto popolari negli ultimi anni, specialmente tra i giovanissimi.
Questi veicoli non possono superare per costruzione i 45 km/h e, se hanno l’abitacolo chiuso, possono avere una potenza massima di 6 kW. Per guidarli è sufficiente la patente AM, conseguibile a partire dai 14 anni. Fiat Topolino e Citroën Ami sono tra gli esempi più riconoscibili di questa formula di mobilità cittadina.
Diverso il discorso per i quadricicli L7e, più potenti e capaci di prestazioni superiori. In questo caso bisogna aver compiuto 16 anni e possedere la patente B1; la potenza massima arriva a 15 kW.
Microcar in città: attenzione a dove si può andare
Le dimensioni non contano e fanno pensare a una libertà quasi totale negli spostamenti, ma una microcar non ha gli stessi diritti di circolazione di un’automobile.
Autostrade e strade extraurbane principali restano fuori portata per i quadricicli. È quindi soprattutto negli spostamenti urbani che questi mezzi mostrano la loro utilità, tra tragitti brevi, scuola, lavoro e commissioni quotidiane.
Più variabile è la situazione quando entrano in gioco ZTL, corsie riservate e parcheggi a pagamento. In questi casi non esiste una regola valida ovunque: sono i singoli Comuni a stabilire eventuali permessi o agevolazioni. Prima di entrare in una zona a traffico limitato conviene quindi controllare le disposizioni locali.
Anche trovare un buco tra gli scooter non significa poterlo utilizzare: gli spazi destinati esclusivamente a motocicli e ciclomotori non diventano automaticamente disponibili per una microcar. Lo stesso principio vale per eventuali sconti o gratuità sulle strisce blu.
Passeggeri e bambini, le regole cambiano con l’età
La giovane età di chi può guidare una microcar rende particolarmente importante il capitolo passeggeri. A 14 e 15 anni si può guidare un quadriciclo leggero, ma non portare un’altra persona. Dai 16 anni il passeggero è ammesso, purché naturalmente il mezzo sia omologato per farlo.
Per i bambini valgono invece le regole sui sistemi di ritenuta: se il veicolo dispone delle dotazioni necessarie, chi è alto meno di 1,50 metri deve viaggiare utilizzando un dispositivo omologato e adatto alle proprie caratteristiche.
Compatte e comode, dunque, le microcar possono offrire ai più giovani una prima forma di autonomia negli spostamenti. Proprio per questo è importante non considerarle semplicemente delle “piccole auto”: hanno limiti, abilitazioni e norme specifiche che chi le guida deve conoscere prima di partire.
Come sta Davide Iacopini, l’attore aggredito a Roma
Intanto arrivano nuovi sviluppi sul caso di Davide Iacopini. I due ragazzi di 16 e 17 anni individuati dagli investigatori hanno ammesso le aggressioni contestate, compresa quella ai danni dell’attore. La minicar ritenuta utilizzata negli episodi è stata sequestrata.
Sul fronte sanitario, Iacopini resta ricoverato in terapia intensiva al San Camillo di Roma: i medici hanno avviato una graduale riduzione della sedazione dopo il secondo intervento neurochirurgico. La prognosi resta riservata, ma dal quadro clinico filtra un cauto ottimismo.