Buone nuove in Casa Versace: la maison italiana, insieme al Gruppo Prada, ha ufficializzato la nomina di Pieter Mulier come direttore creativo del brand a partire dal prossimo luglio, sancendo così l’inizio di una nuova era. Il designer belga, noto al mondo per la sua visione architettonica e la concezione di una femminilità potente e sensuale — che attualmente ricopre lo stesso ruolo presso Alaïa, tra contemporaneità e freschezza — riporterà a Lorenzo Bertelli, presidente esecutivo della Medusa.
“Mentre consideravamo l’acquisizione di Versace, abbiamo individuato in Pieter Mulier la persona giusta per il ruolo di designer del brand. Siamo fiduciosi che saprà esprimere pienamente il potenziale di Versace e instaurare un dialogo profondo con la storia e l’estetica distintiva del marchio; siamo entusiasti di intraprendere questo percorso insieme”, ha dichiarato lui.
Un nome, quello di Mulier, che era già emerso subito dopo l’addio di Dario Vitale, a soli otto mesi dalla sua nomina e dopo una sola sfilata, e dal quale ci si aspettano grandi cose.
Chi è Pieter Mulier, il futuro direttore creativo di Versace
Oggi Pieter Mulier è certo una delle figure più influenti e riservate del fashion contemporaneo: nato e formatosi in Belgio, di origini borghesi, ha iniziato studiando architettura presso l’Institut Supérieur d’Architecture Saint-Luc di Bruxelles, formazione che ha inevitabilmente plasmato nel profondo il suo approccio alla moda, riconoscibile per un occhio particolare ai volumi, alle proporzioni ed alla costruzione del capo.
Il percorso professionale dello stilista belga è strettamente legato a quello di Raf Simons, che presente nella giuria design di fine corso lo notò fra tanti, e di cui è stato per lungo tempo uno dei collaboratori più fidati: al suo fianco ha lavorato per alcuni dei brand più prestigiosi del lusso internazionale, da Jil Sander a Christian Dior, fino a Calvin Klein, dove ha rivestito un ruolo centrale in quanto alla gestione dei team creativi uomo e donna, contribuendo alla visione globale del marchio.
Era il 2021 quando venne scelto per guidare Azzedine Alaïa, celebre casa di moda francese rimasta orfana del suo fondatore e dunque alla ricerca di una nuova direzione creativa. Ed ecco in pochi anni delinearsi una forte identità contemporanea, seppur con il tipico DNA sensuale e scultoreo rimasto del tutto intatto. Un contributo tanto rilevante, quello del designer, da essergli valso nel Novembre 2025 il premio come International Designer of the Year ai CFDA Awards.
Basti pensare che, nuovamente al centro del dibattito moda internazionale, proprio grazie a lui la firma è arrivata a conquistare persino il cuore delle nuove generazioni attraverso capi e accessori iconici, come le ballerine in pelle con cristalli e la borsa bassotto per eccellenza, Le Teckel.
Pieter Mulier, l’eleganza architettonica per un linguaggio senza pari
Linee nette, volumi scultorei, creazioni dinamiche, una raffinatezza dai tratti architettonici ed un concetto di femminilità particolarmente intimo: con ogni suo minimo intervento, e con estrema coerenza, Pieter Mulier ha dato corpo nel tempo ad un’estetica simile solo a se stessa.
La sua nomina come nuovo direttore creativo di Versace risponde perfettamente alla linea tracciata da Lorenzo Bertelli: rafforzare l’identità della Maison della Medusa senza scossoni, riportandola verso un linguaggio più aderente all’eredità di Gianni, il fondatore. Un orientamento che mette d’accordo tutti, Donatella Versace e sua figlia Allegra comprese, a loro volta coinvolte nel confronto sul futuro del brand.