Plastica nell’armadio? Eliminiamola! Ecco come

Ecco i capi plasticosi che non ti aspetti e che invece riempiono il tuo armadio

Foto di Angela Inferrera

Angela Inferrera

Fashion blogger e esperta green

La plastica ormai invade qualunque aspetto della nostra vita: dalla cucina, ai viaggi, passando per quello che ci mettiamo addosso o che mangiamo, questo materiale ha riempito le nostre vite, oltre ad aver saturato l’ambiente in cui viviamo. Sebbene ci siano dei settori in cui l’utilizzo della plastica sia imprescindibile (pensiamo al settore medico), in tanti altri settori può essere tranquillamente eliminata e senza mancarci nemmeno un po’.

Uno di questo settori è il nostro armadio: i capi realizzati in fibre plastiche sono tantissimi, sono di qualunque tipo, spesso costano poco e valgono anche poco: ecco qui 5 capi in fibra derivata dal petrolio di cui potrete serenamente fare a meno e che non vi mancheranno per nulla!

La blusa in poliestere che vorrebbe sembrare seta o raso di seta

L’effetto ottico, per un occhio poco allenato, potrebbe anche essere simile, ma sulla nostra pelle stiamo parlando proprio di due pianeti completamente diversi: il poliestere, specialmente in estate, fa sudare e, peggio ancora puzzare! In più, la mano di un capo in poliestere è più ruvida, meno soffice e fluida rispetto a quella della seta: una volta che avete cambiato, non tornerete più indietro!

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Il maglione in acrilico o misto acrilico

Bello sofficioso, il maglione in acrilico sembra morbido e caldissimo… ma non lo è affatto! Questa fibra vi farà sudare e poi il sudore vi si asciugherà addosso, lasciandovi una spiacevolissima sensazione di freddo umidiccio. Leggete le etichette e verificate che al massimo la componente in fibra sintetica sia del 20/25% e che si tratti di poliammide o nylon e non di poliestere o acrilico. Le composizioni chimiche sono diverse e anche la loro resa in termini di fibra tessile.

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Il cappotto in poliestere o misto poliestere

Volete un cappotto che vi tenga davvero caldo? allora fate in modo che sia composto almeno per l’80% di lana o cachemire e che la fodera interna sia in fibra naturale. Se la percentuale di poliestere è maggiore, il cappotto non terrà caldo e farà quei fastidiosissimi pallini che rendono immediatamente il capo sciatto e usato.

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La t-shirt in cotone e poliestere

Sembra cotone ma non lo è, quando lo indossate vi fa puzzate e quando lo lavate fa i pallini: è il cotone filato insieme al poliestere! Come fare per non incappare nel tranello, visto che al tatto sembrano molto simili (e i tessuti felpati misti sono pure molto morbidi)? Leggendo le etichette!

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Le scarpe in finta pelle (di poliestere)

Piedi puzzosissimi e sudaticci? Molto facile che la suola sia in poliestere. Eh sì, anche la pelle può essere riprodotta in versione sintetica e molto spesso viene decantata come pelle vegan! Ma altro non è che plastica, che farà sudare e puzzare i nostri piedi. Anche qui, leggete l’etichetta, quella che si trova dentro la scarpa o sotto la suola e verificate che, se si tratta di pelle “vegan”, la fibra di partenza sia recuperata e rigenerata, come l’Appleskin o il Piñatex, per darvi un esempio, o che sia in vera pelle o vero cuoio.

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