Matrimonio cattolico, scaletta, passaggi e significato del rito

Quando si celebra un matrimonio secondo il rito cattolico, ci sono dei passaggi molto precisi da seguire: la scaletta

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Anna Verrillo

Giornalista e Lifestyle Editor

Sangue campano e cuore a stelle e strisce. Scrive di cultura e spettacolo con frequenti incursioni nella cronaca rosa perché da brava gemelli non ama prendersi troppo sul serio.

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Per quanto il valore del matrimonio sia prevalentemente di valore legale e civile, la maggior parte degli sposi italiani sceglie di celebrare il rito anche in Chiesa. Da questo punto di vista, la dottrina cattolica è molto rigida: inserito nella cornice di una Messa, il sacramento viene celebrato seguendo uno schema ben preciso.

La celebrazione del matrimonio cattolico è una delle tradizioni più radicate tra gli sposi italiani, e regala al rito una dimensione fortemente spirituale e suggestiva. Ma quali sono i passaggi che caratterizzano questa celebrazione?

Matrimonio cattolico, come funziona

Dopo il rito civile, molti sposi scelgono di celebrare il proprio matrimonio anche in Chiesa, seguendo la dottrina della religione cattolica. In tal caso, gli invitati potrebbero trovarsi di fronte a due scenari:

  • rito con Messa: dopo lo scambio di promesse è prevista la celebrazione dell’Eucaristia. Questa opzione è la più gettonata se entrambi gli sposi sono cattolici, e ha una durata compresa tra i 50 e i 75 minuti.
  • rito senza Messa: termina dopo la liturgia della Parola, la celebrazione del matrimonio e le benedizioni finali. A sceglierlo, sono soprattutto le coppie in cui uno degli sposi non professi la religione cattolica, o i futuri coniugi che preferiscano una cerimonia di durata non superiore ai 45 minuti.

Quali sono i passaggi del rito cattolico di matrimonio

La celebrazione del matrimonio cattolico avviene quasi sempre in un luogo sacro, e può essere officiata esclusivamente da un sacerdote. A fare da preludio al rito, è solitamente il corteo nuziale, che si conclude con l’ingresso della sposa in Chiesa. A questo punto, ha inizio la funzione religiosa, che si compone dei seguenti segmenti.

Rito di introduzione

Il sacerdote, dopo aver salutato i presenti, inizia la celebrazione dicendo:

Fratelli e sorelle,
ci siamo riuniti con gioia nella casa del Signore
nel giorno in cui N. e N.
intendono formare la loro famiglia.
In quest’ora di particolare grazia
siamo loro vicini con l’affetto,
con l’amicizia e la preghiera fraterna.
In unione con la santa Chiesa supplichiamo Dio Padre,
affinché benedica questi suoi figli,
li accolga nel suo amore e li costituisca in unità.

Seguono, se previsti, l’atto penitenziale e il Gloria (nelle domeniche o nelle solennità). Chiude questa fase la preghiera colletta.

Liturgia della parola

In questa fase, vengono scelte due letture dai testi sacri e un Salmo responsoriale. Il sacerdote legge invece un passo dal Vangelo, a cui segue la tradizionale omelia.

Liturgia del matrimonio

Questa parte corrisponde alla celebrazione del sacramento vero e proprio. Il sacerdote è quindi tenuto ad interrogare gli sposi:

Carissimi N. e N.,
siete venuti nella casa del Signore,
davanti al ministro della Chiesa e alle vostre famiglie,
perché la vostra decisione di unirvi in Matrimonio
riceva il sigillo dello Spirito Santo,
sorgente dell’amore fedele e inesauribile.
Ora Cristo vi rende partecipi dello stesso amore
con cui egli ha amato la sua Chiesa,
fino a dare se stesso per lei.
Vi chiedo pertanto di esprimere le vostre intenzioni.
N. e N., siete venuti a celebrare il Matrimonio
senza alcuna costrizione, in piena libertà
e consapevoli della vostra decisione?
R. Sì.
Siete disposti, seguendo la via del Matrimonio
ad amarvi e onorarvi l’un l’altro per tutta la vita?
R. Sì.
Siete disposti ad accogliere con amore i figli
che Dio vorrà donarvi
e a educarli secondo la legge di Cristo e della sua Chiesa?
R. Sì.

Scambio delle promesse

Segue la manifestazione del consenso dei due coniugi. I due sposi si rivolgono a turno queste parole:

Io N., accolgo te, N., come mia sposo/a.
Con la grazia di Cristo
prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti tutti i giorni della vita.

A questo punto il sacerdote, stendendo la mano su quelle degli sposi accoglie il loro consenso:

Il Signore onnipotente e misericordioso
confermi il consenso che avete manifestato
e vi ricolmi della sua benedizione.
L’uomo non osi separare ciò che Dio ha unito.

Benedizione e consegna degli anelli

Il sacerdote benedice gli anelli con una formula di rito e li porge poi agli sposi. Anche in questo caso, a turno, ciascuno metterà la fede nuziale all’anulare del partner pronunciando questa formula:

N., ricevi questo anello,
segno del mio amore e della mia fedeltà.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo

Segue la preghiera dei fedeli dopo la quale, il sacerdote, tenendo le mani stese sugli sposi prosegue con le parole della benedizione di rito.

Liturgia eucaristica

Se il matrimonio è celebrato durante la Santa Messa, il sacerdote è tenuto a celebrare la preghiera eucaristica e il Padre Nostro prima della Comunione. Anche gli sposi e gli altri membri del corteo nuziale possono partecipare a questo momento.

Lettura degli articoli del codice civile e firma dei registri

Se si tratta di un matrimonio concordatario, il sacerdote è tenuto a leggere alcuni articoli del Codice Civile previsti dalla legge italiana su diritti e doveri dei coniugi. A questo punto, sposi e testimoni devono firmare il registro parrochiale e l’atto destinato al Comune.

Benedizione finale

Prima di congedare gli sposi e tutti i presenti, il sacerdote li saluta con una benedizione finale:

Dio, eterno Padre,
vi conservi uniti nel reciproco amore;
la pace di Cristo abiti in voi
e rimanga sempre nella vostra casa.
Abbiate benedizione nei figli,
conforto dagli amici,
vera pace con tutti.
Siate testimoni dell’amore di Dio nel mondo:
i poveri e i sofferenti, che avranno sperimentato la vostra carità,
vi accolgano grati un giorno nella casa del Padre.
E su voi tutti, qui presenti,
scenda la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo.

Il significato del rito cattolico

Per la Chiesa Cattolica il matrimonio è un sacramento, e non una semplice unione civile. Tutte la parti che compongono il rito, quindi, hanno una funzione ben precisa: gli anelli sono simbolo della promessa invisibile tra i coniugi. La loro forma tonda, in particolare, identifica l’eternità dell’amore. Altrettanto importante è la fase del consenso: affinché il rito possa considerarsi valido, gli sposi devono dimostrare di aver scelto liberamente e senza costrizione di unirsi al proprio partner. Infine, un fattore da non sottovalutare è il ruolo della collettività: i fedeli sono tenuti a pregare per sostenere la nuova famiglia.