Il matrimonio è una cerimonia pensata per celebrare l’amore tra due persone, ma non si può negare che porti ai coniugi anche numerosi vantaggi da un punto di vista legale e fiscale.
Compiendo questo importante passo, oltre a suggellare le rispettive promesse di amore eterno, i futuri marito e moglie potranno contare anche su privilegi ed agevolazioni che un semplice fidanzamento non potrebbe regalare.
Indice
Quali sono i vantaggi legali del matrimonio
Pronunciare il fatidico sì è una tappa fondamentale nella vita di ogni coppia. Non solo i fiori d’arancio rappresentano il coronamento di un sogno d’amore, ma costituiscono anche un importante atto legale che tutela i coniugi di fronte alla legge sotto molti punti di vista.
Rispetto alla semplice convivenza non registrata, quindi, un rito di nozze civile si traduce in una gran quantità di diritti dei futuri marito e moglie.
Diritti di successione
Dopo il matrimonio, il coniuge diventa erede legittimo. In caso di decesso, quindi, il partner superstite ha diritto a una quota dell’eredità anche in assenza di testamento.
Inoltre, dopo la morte del marito/moglie, si ha sempre diritto alla quota di legittima, ovvero la porzione di patrimonio ereditario che la legge italiana riserva obbligatoriamente ai parenti più stretti (coniuge, figli, ascendenti).
Infine, in alcuni casi, il coniuge può godere anche del diritto di abitazione, continuando a vivere nella casa familiare. Un convivente, invece, non eredita automaticamente, ma è necessario che i desideri del deceduto siano espressi nero su bianco.
Tutele in caso di malattia o emergenze
Anche in caso di malattie o emergenze sanitarie il coniuge ha pieno diritto ad intervenire: spetta a lui prendere decisioni sanitarie in caso di incapacità dell’altro e assisterlo anche in situazioni dove i conviventi possono essere limitati.
I coniugi, inoltre, sono gli unici ad accedere alle informazioni mediche oltre ai familiari diretti: si tratta quindi di una posizione estremamente importante soprattutto nel caso di interventi particolarmente rischiosi o terapie sperimentali.
Regime patrimoniale
Il matrimonio stabilisce automaticamente la comunione dei beni, a meno che non si scelga la separazione esplicitamente. Questo significa che i beni acquistati dopo il matrimonio sono da intendersi proprietà di entrambi i coniugi. Questa pratica permette di “bilanciare” la situazione economica dei due partner dopo il “sì”, rendendola più equilibrata.
Diritti sul lavoro
Anche in fatto di lavoro molti diritti sono riconosciuti solo ai coniugi. Tra questi figurano permessi lavorativi per assistenza familiare; congedi per lutto o malattia del coniuge, e infine anche precedenze in trasferimenti o graduatorie in alcuni settori lavorativi pubblici. Questi privilegi non possono invece essere applicati a partner e conviventi.
Tutela in caso di separazione
Anche in caso di divorzio gli ex coniugi restano più tutelati rispetto ad una semplice convivenza. In presenza di squilibri economici, ad esempio, uno dei due ha diritto ad un assegno di mantenimento, oltre al possesso della casa familiare se ci sono figli. Questo sostegno economico ha lo scopo di garantire lo stesso tenore di vita al consorte economicamente più debole e di coprire le spese ordinarie dei figli.
Adozione
Per le coppie intenzionate ad adottare, inoltre, il matrimonio può rappresentare una sorta di corsia preferenziale: la legge italiana pone infatti l’unione nuziale come requisito fondamentale per l’adozione legittimante sia nazionale che internazionale. Il “sì” viene interpretato come una prova di maggior stabilità per il ruolo genitoriale.
Vantaggi fiscali e finanziare del matrimonio
I vantaggi finanziari del matrimonio in Italia dipendono molto dalla situazione economica della coppia. In molti casi, tuttavia, i coniugi possono godere di alcune agevolazioni che non sono invece riconosciute a semplici conviventi e compagni.
Pensione di reversibilità
Il coniuge superstite può avere diritto alla pensione di reversibilità del partner defunto. Secondo la legge italiana, infatti, ai familiari superstiti (coniuge, figli, o altri parenti) spetta una percentuale della pensione del deceduto, solitamente il 60% al solo coniuge, fino al 100% con due o più figli a carico.
Il reddito viene erogato dal primo giorno del mese successivo al decesso, ed è da considerarsi a vita salvo caso di un nuovo matrimonio. Questa situazione può rivelarsi vantaggiosa nel caso in cui il coniuge sopravvissuto percepisca una pensione più esigua rispetto al coniuge scomparso.
Tasse e detrazioni
Grazie alla dichiarazione dei redditi congiunta due persone possono unire le dichiarazioni dei redditi in un solo documento, pur mantenendo separate le responsabilità fiscali. Questo documento può essere molto vantaggioso se uno dei due coniugi non ha il sostituto d’imposta e per poter velocizzare le operazioni di conguaglio rispetto alla propria situazione.
Per potervi accedere è tuttavia necessario che entrambi i coniugi abbiano redditi dichiarabili con il 730 (niente Partita IVA o redditi da impresa); e che almeno uno dei due sia dipendente o pensionato.
Detrazioni per coniuge a carico
Se uno dei due coniugi ha un reddito basso o pari a nulla, l’altro può avere diritto a delle detrazioni fiscali. Poiché infatti il reddito viene calcolato sul nucleo familiare, anche per l’ISEE si può contare su detrazioni e benefici.
Da questo punto di vista, la legge non ammette interpretazioni: i redditi di due persone unite in matrimonio vanno sommati e da questi va poi calcolata la situazione economica dell’intero nucleo familiare.
Assegno Unico
Il matrimonio influisce direttamente anche sul calcolo dell’assegno unico per il figlio, ovvero un supporto mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico dal settimo mese al ventunesimo anno di età. L’importo può variare in base all’ISEE del nucleo familiare e al numero dei figli a carico.
Accesso più facile a benefici indiretti
In alcuni casi il matrimonio aiuta nell’accesso a diversi tipi di spese, che potranno essere equamente divise tra i due coniugi. Su tutti c’è ovviamente il mutuo per l’acquisto di un’abitazione: richiederlo come coppia permette di accedere a prestiti di maggiore entità e quindi mettere le mani su case più lussuose o di dimensioni maggiori.
Anche nel caso degli affitti potrebbero esserci delle differenze: due persone legalmente sposate diventano infatti contitolari automaticamente, e in caso di decesso di uno dei due l’altro subentra automaticamente. Dividere l’affitto permette chiaramente di risparmiare cifre superiori, contribuendo ad una maggior solidità economica della coppia. Lo stesso ragionamento si applica ovviamente a bollette e a finanziamenti di vario tipo.