Quando scelgono di sposarsi, due persone potrebbero limitarsi al rito civile per motivi differenti: potrebbero avere credo religiosi diversi, o semplicemente non essere interessati alla dimensione spirituale dell’unione.
Col tempo, ad ogni modo, due coniugi potrebbero cambiare idea, e sentire la necessità che la loro unione sia riconosciuta anche dalla Chiesa. In questa situazione, gli sposi possono richiedere una convalida di matrimonio.
Indice
Che cos’è una cerimonia di convalidazione?
Una cerimonia di convalidazione è un tipo di celebrazione nuziale pensata per le coppie che si sono sposate al di fuori della fede cattolica e che desiderano che il proprio matrimonio venga riconosciuto come valido all’interno della Chiesa.
La parola convalidazione deriva infatti proprio dal latino e significa “rendere saldo” o “rafforzare”. Una cerimonia di questo tipo quindi è una celebrazione religiosa che permette a una coppia di essere validamente sposata secondo il Diritto Canonico.
Le persone che hanno celebrato un rito civile non sono riconosciute ufficialmente come “marito e moglie” per l’istituzione religiosa, e la validazione serve proprio a legittimare la loro unione davanti a Dio.
Anche se può sembrare qualcosa di molto formale, una cerimonia di convalidazione non è molto diversa da un matrimonio tradizionale: le coppie preferiscono spesso renderla leggermente più sobria, ma molti capisaldi dei fiori d’arancio in Chiesa sono ugualmente rispettati.
Come funziona la convalida di matrimonio
Il matrimonio è uno dei sette sacramenti della religione cattolica: rappresenta quindi una delle celebrazioni più importanti per la Chiesa, e avvicina due persone a Dio, oltre che l’una all’altra. Tuttavia, un rito celebrato civilmente o secondo un’altra fede non è riconosciuto come valido dalla fede cattolica: la “convalida” serve proprio a rendere effettiva l’unione anche per la Chiesa. La validazione si può richiedere sia nel caso di una conversione tardiva, che per conferire un significato spirituale più profondo a un rito celebrato solo civilmente.
Non ci sono grosse differenze rispetto al matrimonio religioso, né da un punto di vista simbolico, né dal punto di vista dei festeggiamenti. Tuttavia, poiché la coppia potrebbe aver riservato le celebrazioni in grande stile al momento del rito civile, in questo caso potrebbe optare per qualcosa di meno sfarzoso: a tal proposito, non ci sono assolutamente regole di alcun tipo.
Tutto è lasciato alle esigenze e alle preferenze degli sposi: alcuni potrebbero vivere la convalida in modo autentico e minimal, trasformandola in una promessa d’amore in due davanti a Dio. Altri, invece, qualora non abbiamo avuto modo di vivere il rito come una festa in senso assoluto, potrebbero approfittare di questo momento per celebrare in pompa magna.
Che valore ha il rito
Nella Chiesa cattolica, validazione e matrimonio sono essenzialmente la stessa cosa. A differenziare i due riti, sono le tempistiche.
Le coppie cattoliche che desiderano sposarsi in Chiesa celebrano un matrimonio cattolico tradizionale. Solo le coppie già sposate civilmente al di fuori della Chiesa ricorrono alla convalidazione per ricevere il sacramento del matrimonio.
Quando una coppia dovrebbe considerare una convalidazione?
Le coppie possono richiedere una convalidazione se uno o entrambi i coniugi non erano liberi di sposarsi in una Chiesa cattolica a causa di un precedente matrimonio. Nella fede cattolica, i divorziati non possono risposarsi finché il matrimonio precedente non è stato dichiarato nullo.
Alcune coppie scelgono di celebrare la convalidazione nell’anniversario del matrimonio civile, così da non dover gestire più date diverse e approfittare di un unico giorno per i festeggiamenti futuri.
Dove si svolge una convalidazione e quanto dura?
Le cerimonie di convalidazione si tengono generalmente in Chiesa. La durata dipende da diversi fattori: se il rito viene celerato durante la Messa (cosa che accade nella maggior parte dei casi), potrebbe aggirarsi intorno ai 60 minuti; in caso contrario, lo scambio delle promesse potrebbe non sforare la mezz’ora.
Tuttavia, se entrambi i coniugi sono cattolici, è appropriato che la convalidazione venga celebrata durante l’ufficio eucaristico.
In quanto ai presenti, la coppia può invitare chi desidera come testimone della convalidazione. Tuttavia, è bene ricordare agli invitati non cattolici che non dovrebbero ricevere la Comunione se non sono stati battezzati e cresimati nella Chiesa cattolica.
Come organizzare una convalidazione
Una volta che la coppia ha deciso di effettuare la validazione in una Chiesa cattolica, dovrebbe contattare la propria parrocchia per ricevere indicazioni. Solitamente, il primo incontro con il parrocco avviene almeno sei mesi prima della data prevista.
Il religioso aiuterà a chiarire tutti gli aspetti della convalidazione, a verificare se è adatta alla situazione specifica e a indicare eventuali requisiti da soddisfare prima della celebrazione, come una dichiarazione di nullità (annullamento) di un matrimonio precedente. Se uno dei partner non è cattolico ma desidera entrare nella Chiesa, questo è il momento opportuno per iniziare il percorso di conversione.
Proprio come per il matrimonio tradizionale, anche per la convalidazione tutte le coppie devono seguire un percorso di preparazione al rito. I passaggi sono simili, ma in questo caso l’attenzione è rivolta in modo particolare alla comprensione del rito e della sua sacralità secondo l’insegnamento cattolico.
Solo dopo aver completato la preparazione e aver regolarizzato la propria posizione canonica si può fissare la data della convalidazione: questo giorno è, per la Chiesa cattolica, quello in cui il matrimonio inizia realmente. Si può quindi considerare la convalidazione come una vera e propria celebrazione nuziale. Dopo la cerimonia, la coppia è incoraggiata a festeggiare questo importante traguardo di fede e di relazione insieme ai propri cari, condividendo un momento di gioia e convivialità.
Festeggiamenti, sì o no?
Una delle domande che si pongono più spesso gli sposi che optano per la convalidazione di nozze, è se far seguire al rito religioso una piccola festa in compagnia delle persone care. A questa domanda, non esiste una risposta universale: tutto dipende dalle motivazioni e dallo spirito con cui i coniugi vivono questo momento.
Nel caso in cui si tratti di una scelta prettamente religiosa legata ad un’eventuale conversione, potrebbe non avere senso allestire un ricevimento in grande stile: una decisione di questo tipo, infatti, sembrerebbe addirittura tradire la sacralità del momento. Se la validazione arriva in seguito all’annullamento di un precedente matrimonio, invece, sarebbe peccato non festeggiare a dovere.