I veri eroi dei bambini? Molto più vicini di quanto immaginiamo

In un mondo popolato da personaggi dei cartoni, creator e campioni dello sport, i più piccoli continuano a scegliere mamma e papà come modelli. Un risultato che dice molto sul bisogno di presenza, fiducia e relazioni autentiche.

Foto di Giorgia Marini

Giorgia Marini

Parenting Specialist

Ex avvocato. Blogger, con la laurea sul campo in Problemi di Mammitudine. Da 6 anni scrivo di gravidanza, maternità ed infanzia, sul mio blog “Stato di Grazia a Chi?” e su altre testate online. Racconto la maternità con brio, garbo ed empatia.

5 min di lettura

Chiedi a DiLei

Un bambino che corre da mamma o papà per farsi curare, con un bacio, il ginocchio sbucciato. Una bambina che si rifugia nel letto dei propri genitori, per sfuggire al mostro del buio. Un ragazzino che piange tra le braccia della mamma, dopo una delusione. Una ragazzina che cerca consolazione dal papà, dopo un litigio. Sono immagini che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi e che sono cariche di significato. Scene come queste ci raccontano che, di fronte al dolore, alla paura, al mistero, alla difficoltà i nostri figli e le nostre figlie hanno bisogno del sostegno di veri eroi. Eroi mortali, senza tutine e poteri da blockbuster, che hanno la mano tesa ad accogliere la loro.

Gesti spontanei, invisibili ai quali siamo abituati, che diamo per scontato, ma che racchiudono una verità profonda: i primi eroi delle nostre vite sono mamma e papà. Questo è anche il risultato di una ricerca realizzata nell’estate 2026. Secondo questa indagine, condotta da SWG, e dedicata ai bambini e ai loro modelli di riferimento, “i veri eroi dei bambini sono i genitori”.  L’indagine ha coinvolto 735 famiglie italiane, dando voce direttamente ai bambini/e tra i 6 e i 12 anni. Dalle domande formulate, inerenti al fascino dei super eroi e ai loro poteri, si evince che il 76% dei piccoli apprezza questi personaggi fantastici, ed i valori ai quali danno più importanza sono: il coraggio di combattere i cattivi e il difendere i fragili. Nella ricerca si è chiesto ai bambini/e quali fossero le persone pronte ad aiutare gli altri, e ad essere di supporto di fronte alle difficoltà, i piccoli intervistati  hanno indicato papà e mamma, per primi, seguiti dai nonni e dai fratelli/ sorelle maggiori. Solo in piccola percentuale ha indicato i propri idoli sportivi.

Un risultato che può sorprendere chi immagina l’infanzia completamente conquistata dagli schermi, ma che in realtà racconta qualcosa di molto importante sul rapporto tra adulti e bambini.

I supereroi veri non volano, ma sono vicini

Che i bambini siano affascinati dai supereroi è fuori discussione. Anche noi, da bambini, abbiamo avuto i nostri miti sotto forma di fumetti o cartoni animati. A chi non piace immaginare di avere superpoteri o di conoscere qualcuno che si possa allungare, rendere invisibile, leggere nel pensiero, saltare tra i palazzi, volare e, con poche mosse, rimettere le cose al proprio posto! Il bene sul podio, mentre il male scompare.

I bambini e le bambine amano immaginare mondi straordinari, poteri incredibili e imprese impossibili: attraverso il gioco esplorano il coraggio, la giustizia, la forza, la capacità di proteggere gli altri, anche con l’aiuto di eroi dalla sceneggiatura ben confezionata.

Eppure, quando dalla fantasia si passa alla realtà, cambia anche il significato della parola “eroe”.  In questo caso, l’eroe o l’eroina diventano coloro che possiedono capacità comuni, ma che sanno esserci. Chi consola dopo una giornata difficile, chi insegna ad andare in bicicletta, chi accompagna a scuola, chi ascolta senza giudicare.

È una differenza che dice molto sul modo in cui i bambini osservano il mondo: distinguono perfettamente ciò che li fa fantasticare da ciò che li fa sentire al sicuro. E qui la partita è tutta nostra con oneri ed onori.

Il super eroe è imperfetto e sa fallire

Se parliamo di supercattivi e di chi, con mantello nero e tutina aderente, deve salvare le nostre città, allora è bene che il super eroe sia fortissimo, che non molli mai e, possibilmente, che vinca alla grande!

Per tutti gli altri casi, più comuni, concreti e quotidiani, quando siamo noi adulti ad essere chiamati in causa, essere imperfetti è un bene. Oltre che un vizio della nostra natura umana! Essere un modello implica l’essere visti, osservati, scannerizzati, ogni giorno e di fronte a mille diverse occasioni. È il famoso fattore dell’esempio, che vale più di mille parole.

Vedere che si può cadere, anche da adulti; che si può riconoscere un errore e che si deve sapere chiedere scusa; che si possono provare anche emozioni negative sono lezioni importanti per i nostri figli e le nostre figlie. I bambini non cercano l’infallibilità (che del resto non troverebbero) ma persone autentiche dalle quali imparare ad affrontare la vita. Persone che accettino il rischio di fallire e lo sappiano fare: senza cercare colpe altrove, senza riversare sugli altri rabbia e frustrazione. I bambini e le bambine cercano persone che ci sono e che vogliono esserci, non chi non sbaglia mai.

Influencer versus Eroi

Dobbiamo però dirci anche le cose come stanno. Le mamme ed i papà di oggi combattono contro i mulini a vento: il sempre più limitato tempo a disposizione, un’infanzia sempre più breve, e i contenuti social che remano- spesso, ma non tutti- contro i principi che cerchiamo di trasmettere.

Oggi l’infanzia è molto diversa da quella di appena vent’anni fa. I bambini conoscono creator, seguono sportivi, guardano video online e incontrano ogni giorno decine di nuovi personaggi, attraverso gli schermi. Questo potrebbe far pensare che il peso educativo della famiglia sia destinato a diminuire ed in parte, è sotto gli occhi di tutti, un po’ è così. E lo è non per mancanza di volontà da parte di noi genitori ma perché anche noi dobbiamo continuamente aggiornarci, rincorrere nuovi modelli, nuovi spunti educativi, che spesso gli esperti ci offrono a chili non sempre fattibili e coerenti.

I tempi non sono a nostro favore. Ma c’è un “ma”. Più aumentano gli stimoli esterni e le figure pubbliche che i bambini seguono, più il contesto familiare diventa il luogo in cui trovare stabilità. Le figure pubbliche possono ispirare passioni o alimentare sogni, ma con genitori presenti queste raramente sostituiscono chi rappresenta il punto di riferimento emotivo nella vita di ogni giorno.

Il vero superpotere? Esserci!

La parola “presenza” incombe sulle nostre teste come un peso enorme. Perché molti di noi hanno vite lavorative e di cura così impegnative, da avere difficoltà ad esserci sempre, anche nella vista dei figli.

Ma essere presenti non vuol dire trascorrere ogni minuto insieme ai propri figli, ma significa dedicare loro un’attenzione autentica, ascoltare ciò che raccontano, condividere momenti ordinari senza essere continuamente distratti da notifiche, lavoro o incombenze.

Per un bambino, spesso, il gesto che resta nel cuore non è quello eccezionale. Anche, perché, in caso contrario, cercherebbe le ali dietro le nostre schiene! Ma il gesto che conta, quello che ci rende unici e più graditi dei personaggi Marvel, è leggere una favola prima di dormire, preparare una torta insieme, fare una passeggiata, ridere di qualcosa accaduto durante la giornata.

Sono questi i ricordi che, nel tempo, costruiscono il senso di sicurezza e appartenenza.

Gli eroi di cui si ha davvero bisogno

Forse la parte più interessante dell’indagine non è tanto scoprire chi siano gli eroi dei bambini, quanto il perché. I bambini non cercano persone famose. Cercano adulti affidabili.

E siamo noi quelle persone: coloro che mantengono le promesse (o che sanno chiedere scusa, ammettere l’errore, se non ci riescono), che proteggono senza soffocare (provandoci ogni giorno per riuscirci bene un domani), che incoraggiano senza pretendere la perfezione e che insegnano, con l’esempio, che ci possono essere difficoltà inaspettate, che ci colgono impreparati ma che l’importante è cercare di affrontarle al meglio.

In un’epoca in cui si parla spesso dell’influenza dei social media e della forza dei modelli digitali, questa fotografia restituisce una prospettiva rassicurante: il legame costruito ogni giorno all’interno della famiglia continua ad avere un valore enorme.

Forse è proprio questa la definizione più bella di eroismo: non compiere imprese straordinarie, ma essere la persona verso cui un bambino continua a voltarsi quando ha bisogno di sentirsi al sicuro. Del resto, non sottovalutiamoli, lo sanno che non è un bacio a chiudere una ferita, ma conoscono il valore che entrambi diamo a quel bacio: un “io ci sono sempre, per te” , una promessa che non potrebbe garantire nessuno Spider Man.