Come passare dal pannolino al vasino

A che età è opportuno abituare il bambino a usare il vasino? Come aiutarlo a prendere confidenza con questo misterioso oggetto? Le risposte

Prima dei venti mesi i bambini non sono assolutamente in grado di riconoscere lo stimolo che arriva dall’intestino o dalla vescica. È, quindi, del tutto inutile forzarli a utilizzare il vasino. Anzi, nella maggior parte dei casi, l’uso precoce del vasino, non solo non dà i risultati sperati, ma risulta addirittura controproducente. Se, infatti, all’inizio il piccolo potrebbe essere incuriosito da quella che per lui non è altro che una novità come un’altra, alla lunga si rischia di stancarlo portandolo a un netto rifiuto, accresciuto da fatto che un bimbo così piccolo non è assolutamente in grado di comprendere a cosa serva quella strana sediolina sulla quale la mamma si sforza di farlo sedere. Nessun tentativo precoce, quindi, prima dei due anni.

E’ dopo i 24 mesi che ha senso iniziare a fare i primi tentativi per educare il piccolo alla cura della sua igiene personale. Si tratta di un’operazione molto complessa, in alcuni casi persino più lunga ed esasperante che abituarlo a mangiare. Si può sperare di ottenere buoni risultati, che, comunque, prima o dopo, arrivano per tutti, solo quando ci si rende conto che il bambino ha capito che pipì e popò sono prodotti del suo corpo di cui lui è, in qualche modo, responsabile. Fino a quando questi vengono espletati automaticamente, senza che il piccino ne abbia coscienza, è utopico sperare che capisca che non devono essere fatti nel pannolino. In ogni caso, come in tutto ciò che riguarda il neonato, lasciate che sia lui a stabilire i suoi tempi, senza forzarlo, prenderlo in giro o sgridarlo se non esegue alla lettera ciò che voi pretendete da lui.

Come comportarsi
Procedete per gradi, come dicevamo sopra, solo e quando vi accorgerete che il bambino ha compreso il legame tra lui e i suoi bisognini (si guarda, arrossisce, si tocca il pannolino bagnato?). A questo punto, potrete cominciare a far sedere il piccolo sul vasino, senza avere la pretesa che faccia tutto lì dentro, ma abituandolo a utilizzarlo. Rimanetegli vicino, raccontategli una favola, fatelo giocare. Col tempo capirà a cosa serve quella strana sedia. Nel frattempo continuate a usare il pannolino, soprattutto durante la notte e quando uscite. Potrete chiedere al bimbo se gli scappa la pipì e farlo, comunque, sedere la mattina non appena si sveglia, prima della pappa, nel pomeriggio, sempre prima di portarlo a spasso, la sera prima di metterlo a nanna. Comprenderà che ci sono momenti clou in cui usare il vasino. Dopo qualche mese, potrete cominciare a togliere il pannolino per qualche ora nel corso della giornata, aumentando sempre di più il tempo in cui rimane senza. Durante questa fase, potrà capitare al piccolo di sporcare le mutandine. Non sgridatelo: non è ancora completamente padrone dei suoi stimoli.

La scelta del vasino
Dovrà essere comodo, stabile, in materiale atossico, facilmente lavabile e disinfettabile e dalle forme allegre e colorate. Perfetti quelli che rappresentano animali o giocattoli. Diventeranno subito gli amici dei bimbi che saranno lieti di sedervisi sopra.

Il momento migliore
La stagione migliore per cominciare a effettuare il passaggio dal pannolino al vasino è sicuramente l’estate quando il bambino non è ingoffato da abiti pesanti, pantaloni, calzamaglie, body? In spiaggia, potrete lasciarlo senza pannolino abituandolo piano piano a usare il vasino senza correre il rischio di dovergli cambiare strati e strati di vestiti.

E se, anche da grande, continua a bagnare il letto?
È un problema abbastanza diffuso che preoccupa i genitori, ma che spesso non nasconde alcun vero trauma se non un’eccessiva sensibilità del piccino ed emotività. Se, perciò, intorno ai 3/4 anni il piccolo facesse la pipì a letto, ossia se soffrisse di enuresi notturna, non preoccupatevi eccessivamente. Evitate di sgridarlo per non suscitargli inutili sensi di colpa, non prendetelo in giro, soprattutto, davanti a estranei, fate in modo che questa cosa non si trasformi nell’evento familiare. Generalmente il problema tende a risolversi da solo nel giro di qualche settimana. Nel caso in cui, però, dovesse persistere, parlatene con il vostro pediatra.

Fonte: DiLei

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