Tablet e smartphone limitati ai bambini: parla la psicologa

Tablet e smartphone possono rivelarsi dannosi per la crescita dei bambini, per questo è importante limitarne l'uso

I tablet e gli smartphone sono diventati nell’ultimo periodo uno dei giochi preferiti dei bambini. Una tendenza che, secondo gli psicologi, può rivelarsi dannosa.

La tecnologia è ormai entrata di diritto nella vita quotidiana dei più piccoli e non è raro vedere bambini, anche al di sotto di un anno d’età, giocare con smartphone e tablet. Spesso i genitori scelgono questi strumenti per intrattenere i figli, preferendoli ai giochi “tradizionali”. Si tratta però di un errore, come ha svelato anche Maria Rita Parsi, celebre psicopedagogista e psicoterapeuta, preoccupata per il diffondersi di questo fenomeno in Italia.

“I piccolissimi non dovrebbero proprio avere accesso a smartphone e tablet, mentre per gli adolescenti l’accesso dovrebbe essere limitato nel tempo – ha spiegato ad Adnkronos -. Se fin da piccolissimi questi bimbi non hanno più tempo di oziare e giocare, ma la loro fantasia è ingabbiata da giochi tecnologici che bloccano movimento, olfatto, immaginazione e contatto con gli altri, le conseguenze le vedremo solo fra qualche anno”.

Il problema nasce soprattutto dalla constatazione che spesso smartphone e tablet vengono scelti come baby sitter oppure calmanti per i più piccoli, proprio per questo motivo stanno cambiando il modo di vivere l’infanzia. Se la tecnologia non viene sfruttata nel modo giusto, può rivelarsi particolarmente dannosa per i bambini, che non riescono a distinguere la realtà dal virtuale.

Nella fase della crescita è fondamentale che i bimbi sperimentino e scoprano il mondo intorno a loro. Metterli davanti allo schermo di un tablet o di uno smartphone significa togliere loro questa possibilità. Con  il tempo la realtà virtuale diventa quella “vera”, disabituandoli alla quotidianità, che risulta sempre più noiosa e deludente. Questo porta i figli a rifugiarsi nel virtuale, dove trovano consolazione e la risposta a tutte le loro esigenze.

La situazione si aggrava quando si entra nel periodo dell’adolescenza e sfocia in fenomeni come quello degli Hikikomori, i giovani che fuggono dal mondo, scegliendo di vivere solamente nel virtuale: di giorno dormono e di notte chattano, sviluppando una dipendenza verso smartphone e tablet.

Qual è la soluzione? Per prima cosa è importante che i genitori limitino il tempo che i piccoli passano davanti allo schermo, fissando degli orari ben precisi che vanno rispettati. In secondo luogo i bambini dovrebbero tornare a scoprire i passatempi classici, come le fiabe, i disegni e i peluches. Infine è d’obbligo che anche i genitori, sempre distratti dagli smartphone, diano il buon esempio.

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