Fascia o marsupio, quale metodo è il migliore?

I supporti per bebè sono ormai sempre più popolari anche in Italia: come capire quale tipologia fa per noi?

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Se fino a qualche anno fa passeggino e carrozzina regnavano sovrani, oggi sono sempre di più i genitori italiani che si affidano a supporti alternativi per il trasporto dei loro piccoli: stiamo parlando del babywearing (letteralmente “indossare il bebè”), un’usanza in realtà antichissima, reintrodotta negli Stati Uniti e poi nel resto dell’Europa da qualche decina di anni a questa parte.

I benefici di questa pratica sono tanti, perché rimanendo a stretto contatto con il corpo del genitore, il neonato ritrova la sensazione di calore, nutrimento e protezione del ventre materno. Questo garantisce tranquillità immediata, lunghi sonnellini e un corretto sviluppo psicofisico. Mamme e papà, d’altro canto, potranno non solo sintonizzarsi perfettamente con il bebè, imparando a riconoscere tutti i segnali, ma anche avere finalmente le mani libere per dedicarsi alle attività quotidiane o prendersi cura dei fratelli maggiori. Via libera, quindi, a fasce e marsupi! Ma come funzionano esattamente questi supporti e come capire quale dei due fa al caso nostro? Scopriamolo insieme in questo articolo!

Fascia: il massimo della versatilità

La fascia non è altro che un telo rettangolare, che può essere più o meno lungo ed elastico e realizzato in varie tipologie di tessuto. Per indossarla basta avvolgerla attorno al proprio corpo e a quello del bambino: si tratta, quindi, di un supporto non strutturato, a cui possiamo dare svariate forme a seconda della tecnica di legatura preferita. Per questo motivo, la fascia offre il massimo della versatilità: in base a come la annodiamo, infatti, potremo utilizzarla in sicurezza a partire dai primissimi giorni di vita del neonato fino ai tre anni circa. Inoltre, avremo la possibilità di scegliere se portare il piccolo sul petto, sulla schiena oppure sul fianco, a seconda delle nostre preferenze e necessità. La fascia, infine, è l’ideale per i bimbi prematuri, che, perfettamente avvolti in un nido caldo e accogliente, ritrovano la protezione del pancione materno. 

Marsupio sì, ma ergonomico!

Se la popolarità della fascia risale agli ultimi anni, il marsupio rappresenta una scelta più classica ma ancora molto amata; nella sua versione tradizionale, si tratta di un pannello imbottito, dotato di spallacci e cintura da assicurare al corpo tramite delle fibbie. A differenza della fascia, dunque, il marsupio è un supporto strutturato: le possibilità di regolarlo e adattarlo al corpo del bambino (e del portatore), quindi, saranno più limitate, motivo per cui non è indicato per bimbi di età inferiore ai tre mesi di vita.

Recentemente, il marsupio è stato oggetto di un acceso dibattito relativo alla sua sicurezza: la struttura dei modelli tradizionali, infatti, non garantiva il supporto adeguato alla schiena e al collo dei più piccoli, costringendoli a scaricare il peso sulla colonna vertebrale e sui genitali. Per questo motivo, sono stati creati i marsupi ergonomici, la cui seduta garantisce una postura corretta,  permette una maggiore aderenza del piccolo al portatore e consente di variare la posizione, con risultati del tutto paragonabili a quelli della fascia.

Una questione di pratica

Ma quindi… meglio fascia o marsupio? Non esiste, in realtà, una risposta univoca: la cosa migliore è basare la scelta sulle vostre esigenze e preferenze personali. Se desiderate un supporto versatile, con cui trasportare il vostro piccolo fin da subito, optate per la fascia: dopo qualche tentativo, trovare la legatura perfetta per voi e il bambino e variarla all’occorrenza diventerà semplicissimo. Se però l’idea di avvolgervi in lunghi tessuti e annodarli al vostro corpo proprio non vi alletta, vi consigliamo di puntare sulla praticità del marsupio ergonomico, un supporto decisamente più intuitivo.

Fascia o marsupio, quale metodo è il migliore?