Bambini e aggressività: i consigli della pedagogista

Quando i nostri bimbi mostrano segni di aggressività, noi genitori entriamo subito in stato di allarme. Ma i comportamenti che interpretiamo come aggressivi, spesso sono solo dei maldestri tentativi del bambino di entrare in comunicazione con gli altri.
Vediamo cosa ne pensa la pedagogista Giulia Marchioli, istruttrice di educatrici ed ex responsabile degli asili nido pubblici di Milano.

AGGRESSIVITA’ O VOGLIA DI COMUNICARE?

Dobbiamo preoccuparci se il nostro bambino ha comportamenti aggressivi?
“Bisogna fare distinzione fra i vari tipi di aggressività. Noi adulti tendiamo a pensare che un bambino aggressivo stia attuando un atteggiamento negativo, mentre questo non è sempre vero. Esiste, infatti, un’aggressività sana e normale che è il modo naturale con cui i bambini cercano di mettersi in comunicazione con gli altri. Questo comportamento, che noi definiamo in modo errato “aggressivo”, non ha niente a che vedere con l’aggressività causata da ansie o paure.”

A che età si presenta questa aggressività “naturale”?
“Direi fra i 2 e i 5 anni. Un bambino così piccolo non possiede le proprietà di linguaggio per comunicare con i suoi coetanei. Quindi, per entrare in comunicazione, si avvale del contatto fisico, cercando di acchiappare gli altri oppure di “assaggiarli”. Non si tratta di aggressività vera e propria, ma di un modo inadeguato e inappropriato di rapportarsi con gli altri.”

Quindi non serve sgridare o punire un bambino che ha questi atteggiamenti?
“Sgridarlo in questi casi non serve a nulla, perché il piccolo non capisce il collegamento tra la sua voglia di conoscere e il possibile dolore causato agli altri. Cerchiamo invece di spiegargli con molta calma che i morsi e i graffi fanno male ai suoi amichetti.”

Perché ai bambini piace giocare alla lotta?
“L’aggressività giocosa, detta anche gioco turbolento, serve a entrare in comunicazione con gli altri. Se ci pensate, anche i cuccioli di animale si comportano così. La conoscenza degli altri passa innanzitutto attraverso il contatto fisico: come noi trasmettiamo amore al bambino toccandolo, così anche lui ha bisogno di toccare gli altri per comunicare.”

E se due bimbi litigano per lo stesso giocattolo?
“La contesa per gli oggetti è un classico nei bambini molto piccoli. Non si tratta di aggressività ma, anche in questo caso, di un modo per entrare in comunicazione. Il giocattolo o l’oggetto conteso in realtà è solo un pretesto per confrontarsi con gli altri. E’ inutile fare la morale: a 5 anni non si è altruisti. Anzi, prima il bambino capirà che cosa è suo e che cosa no, prima potrà decidere di cedere uno dei suoi giocattoli a un amichetto.”

L’AGGRESSIVITA’ VERA E PROPRIA

Qual è, invece, l’aggressività cui dobbiamo fare attenzione?
“Esiste un tipo diverso di aggressività, che si manifesta quando il bambino cerca di scaricare ansie o paure. In questo caso, è importante cercare di comprendere la causa del suo atteggiamento, perché solo eliminando alla base il disagio che lo turba, il bambino tornerà sereno e abbandonerà il comportamento aggressivo.”

E’ possibile che i bambini assumano comportamenti aggressivi soltanto per attirare la nostra attenzione?
“Pur di ottenere l’attenzione di mamma e papà, il bambino è disposto anche a farsi sgridare o punire. La cosa che più lo spaventa è essere ignorato. I bambini che si comportano male “solo per farsi vedere”, sono evidentemente bambini che avrebbero bisogno di più attenzione positiva. Se il piccolo ottiene la nostra attenzione quando è tranquillo, non avrà bisogno di combinare qualche guaio per farsi guardare dai genitori.”

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Bambini e aggressività: i consigli della pedagogista