10 frasi da non dire mai ad un bambino, per farlo crescere sereno

Buona autostima, coraggio, relazioni positive con gli altri. Tutti vorremmo crescere dei bambini con queste caratteristiche, ma non è così facile. A volte, può bastare una frase sbagliata per compromettere la loro serenità.

Foto di Giorgia Marini

Giorgia Marini

Blogger e Content Editor

Mamma Blogger, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore molto incasinata, stop.

Ci sono frasi da non dire mai al proprio bambino o alla propria bambina. Frasi che hanno un potere devastante, tranciante. Ci sono frasi che fanno male ai bambini perché incidono fortemente sulla percezione che hanno di loro stessi, con conseguenze permanenti, qualora siano parole e giudizi ripetuti nel tempo e non meramente occasionali.

Per far crescere i bambini sereni, felici, con  fiducia verso le proprie capacità e dunque nel proprio futuro, è importante essere in ascolto e sapere quali frasi non pronunciare mai. Un compito tutt’altro che facile, va detto, ma che non per questo debba essere lasciato al caso.

Il famoso metodo danese, per crescere bambini felici

Qualcuno di voi si ricorderà il famoso metodo danese per crescere bambini felici. Chi, all’epoca, aveva figli piccoli, lo leggeva come una piccola bibbia, per cercare la verità, la medicina a tutti i mali che possiamo mettere in atto, da genitori, pur senza volerlo.

Mamme e papà vogliono crescere figli sereni e, per farlo, sono pronti a rivoluzionare il proprio metodo educativo, in teoria. In pratica, la quotidianità, le difficoltà della vita, non sempre permettono di applicare modelli educativi diversi da quelli ai quali siamo stati noi stessi soggetti.

I principi del metodo danese per crescere bambini felici ruotavano attorno a sei regole base, ma un concetto che più volte tornava, era quello dell’autostima dei bambini. Il sillogismo sembra essere: buona autostima, bambini sereni.

Per avere una buona autostima, veniamo a noi, è importante che i genitori condividano un preciso modello educativo. In esso sono decisive anche le frasi da non dire mai ai propri bambini: battute maldestre, espressioni inopportune, che possono innescare nei bambini riflessioni negative sulle proprie capacità. Per questo è fondamentale non cadere nel tranello di dar poco peso ai propri giudizi o alle frasi che pronunciamo.

Nella vita di tutti i giorni è facile esprimersi in malo modo, frettolosamente, emettere giudizi superficiali, anche verso i nostri figli. Non dobbiamo essere troppo severi con noi stessi, non è possibile pensare di essere sempre concentrati, sereni, e riuscire a snocciolare le parole, dopo aver pesato una ad una ogni singola sillaba. Con questa premessa, dobbiamo lavorare affinché ciò accada il meno possibile: quando capiamo che stiamo per fare uscire il peggio di noi stessi, con la conseguenza di esprimerci male, ci dobbiamo prendete un attimo. Dobbiamo imparare a rimandare successivamente, a quando saremo più calmi e calme, un confronto con i bambini.  Ci sono frasi buttate lì, con sufficienza o addirittura in modo virulento, che possono essere devastanti per la famosa autostima.

Osserviamo i nostri figli, ascoltiamoli

Prima di vedere quali frasi non vanno mai dette ai propri bambini, per farli crescere sereni, è fondamentale mettersi su un piano di ascolto ed osservazione. Non solo perché, oltre alle frasi più comuni da non dire, che vedremo a breve, potrebbe essere necessario aggiungere alla lista nera qualcuna che risponda più al caso nostro, ma anche per capire come stanno davvero i nostri bambini. Si sentono sempre in balia degli eventi? Credono di non farcela mai? Sono perennemente scoraggiati? E così via. Questo ci permette di essere più sensibili ad alcuni temi ed anche di andare alla radice del problema, capendo quale sia la causa scatenante della loro insicurezza e sfiducia.

Frasi da non dire ai bambini

10 frasi da non dire mai ad un bambino, per farlo crescere sereno

Queste frasi, con le diverse varianti e sfumature, non vanno mai dette ad un bambino. Questi ne avvertirà il peso e comincerà a basare il giudizio che ha su se stesso sulle nostre parole, ripetute nel tempo, alle quali non abbiamo dato alcun peso nel pronunciarle.

1. Non sei capace

Quale frase può essere può tranciante di questa! In questo modo, si offre al bambino una sola prospettiva: la sconfitta, il fallimento. Lo si proietta già al risultato, scoraggiandolo sin dall’inizio.

2. Sei sfortunato

Anche questa frase non va assolutamente detta ai nostri bambini. Con essa si pone il bambino di fronte al più grosso scoramento. Perché dovrebbe provare a fare qualcosa ad impegnarsi, se tutto dipende alla cecità della fortuna?

3. Sei grasso/basso

Sbagliatissime sono le osservazioni sul suo stato fisico. Il bambino deve diventare una persona in grado di volersi bene, di apprezzarsi, con tutti gli eventuali piccoli difetti. Nessuno è perfetto e dare eccessiva importanza all’aspetto fisico, alla corrispondenza con gli stereotipi del momento, può avere gravi conseguenze. Pensiamo ai disturbi alimentari di molte ragazze.

4. I tuoi amici sono più bravi di te

Mai paragonare i bambini fra loro. Lo sappiamo da quando sono in fasce, tra le nostre braccia. Ogni bambino è diverso, ognuno ha i propri tempi. Se un amico o amica dei nostri figli è più bravo a far qualcosa, diamo il giusto peso. Non dobbiamo negare la bravura di un compagno ma contemporaneamente possiamo porre l’attenzione su qualcosa che nostro figlio è bravo a fare.

5. Vedi come fa tua sorella/fratello

Anche qui, alla base, c’è l’errore del paragone. Purtroppo, è una frase nella quale cadere è praticamente automatico. Spesso, alla radice, c’è solo la voglia di spronare, ma lo si fa nel modo sbagliato. Con questa frase si possono anche creare cattive competizioni fra fratelli e sorelle che, negli anni, nuocciono alla loro relazione.

6. Se fai cosi non ti voglio più bene

Può mai dipendere il bene per i nostri figli dal loro comportamento? La risposta è no. Allora perché lo diciamo? Il problema è che mentre noi pronunciamo questa sfortunata frase, non ci crediamo affatto, al contrario, i nostri bambini ci credono pienamente. In pratica, stiamo ricattandoli, innescando in loro il meccanismo malato di accontentare gli altri per essere amati.

7. Se continui a fare così, ti picchio

La sculacciata non va più di moda, eppure, in molte case, pur sapendo che le mani non si devono mai alzare, la frase scappa. Si tratta di una minaccia, che innescando la paura di essere colpiti, darebbe al bambino la spinta a desistere da un comportamento. Non c’è autorevolezza in questa minaccia e neanche la possibilità che il bambino comprenda la radice del suo eventuale errore.

8. Lasciami in pace

Dal bagno, a quando siamo al telefono per lavoro, a quando stiamo parlando con il nostro partner o quando cerchiamo di rilassarci, i bambini ci seguono ovunque. Richiedono attenzioni. In soldoni, effettivamente non ci lasciano in pace. È vero, è innegabile. Eppure non possiamo permetterci di esprimere la nostra stanchezza, la necessità di voler stare per conto nostro, con questa frase. Verbalizziamo, invece, la nostra necessità di parlare con il loro papà/ mamma,  di avere il bisogno di staccare. Non ci ascolteranno, può essere! Ma perché dar loro la sensazione di essere un peso, qualcuno che rappresenti un ostacolo al proprio momento di benessere?

9. Non piangere

Nessuno può negare le nostre emozioni, nessuno ci può dire come dobbiamo sentirci o come manifestare ciò che proviamo. Altrettanto vale per i bambini: dobbiamo insegnare loro ad esprimersi, ad essere autentici, a dire le cose come stanno. È importante per la loro vita da adulti.

10. Pensa a quello che diranno gli altri

Far dipende dal giudizio degli altri, tra l’altro ipotetico, il nostro comportamento è l’errore più grande che possiamo fare. Questo non vuol dire essere indifferenti al prossimo, alle situazioni o ai contesti ma non dobbiamo insegnare ai bambini ad essere vincolati da un giudizio esterno. Spesso, leghiamo questa frase alla possibilità che gli altri possano deridere i nostri bambini o non prenderli sul serio, se si vestono in un determinato modo o fanno una determinata cosa. In questo modo non stiamo spiegando, ma gli imponiamo una condotta attraverso la paura del giudizio dell’altro.