Boy George: biografia e curiosità

Boy George, icona musicale e culturale degli anni Ottanta. Un personaggio affascinante dalla vita intensa e travagliata, scopriamola insieme

George Alan O’Dowd, noto come Boy George, nasce a Londra il 14 giugno del 1961. Da giovanissimo entra a far parte come cantante del gruppo Bow Wow Wow. L’avventura è di breve durata, ma lui decide che è quella la strada che vuole intraprendere. Già conosciuto per servizi fotografici e copertine, con il bassista Mike Craig, incontrato in un club, decide di formare una band. Il gruppo cambierà nome un paio di volte, prima di adottare quello che li renderà celebri in tutto il mondo: nascono i Culture Club.

Il suo stravagante look e la sua voce intensa fanno di Boy George il leader del gruppo. Dopo due dischi usciti senza riscuotere particolare interesse, arriva Do You Really Want to Hurt Me, che fa schizzare la band in cima alle classifiche di tutto il mondo. Il secondo album, Colour by Numbers, uscito nel 1983, contiene il singolo Karma Chameleon il brano di maggior successo dei Culture Club, considerato un classico degli anni Ottanta. L’album contiene anche il singolo Victims, che è considerato il capolavoro del gruppo.

Verso la metà degli anni Ottanta qualcosa si spezza. La relazione che Boy George aveva avuto con il batterista del gruppo finisce, e lui comincia fare uso di droghe. La sua dipendenza diventa negli anni sempre più grave. La morte per overdose di Michael Rudetsky, trovato senza vita a casa sua, porta Boy George ad abbandonare gli stupefacenti. Nel 1987 i Culture Club si sciolgono e Boy George firma un contratto con la Virgin. Il suo primo album, Sold, ottiene un grande successo soprattutto in Italia, diventando l’album più venduto in assoluto dal cantante.

La sua carriera procede ma senza raggiungere i picchi ottenuti negli anni precedenti. Crea una nuova band, I Jesus Loves You, della quale fa parte usando lo pseudonimo di Angela Dust. Con loro incide un unico album, con esito discreto. Bisogna aspettare il 1992 per vedere Boy George di nuovo in cima alle classifiche, con una cover di The Crying Game, usata nel film La moglie del soldato. Negli anni Duemila ha recitato in un musical basato sulla sua vita, per il quale ha anche scritto la colonna sonora, dal titolo Taboo. Lo spettacolo è stato in scena a Londra per due anni.

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