Se l’ultimo film di Checco Zalone riuscirà ad arrivare a 68 milioni, ed è sul Buen Camino per farlo, supererà addirittura il record di Avatar e sarà incoronato il film di maggiore incasso del cinema italiano di sempre . Più dei tanti cinepanettoni dei tempi d’oro, più di Benigni, più di Fellini, più di chiunque. Per buona pace dei detrattori, di chi vede in Zalone solo banalità e battute ripetitive e grossolane. Checco piace in maniera trasversale, più dei film di Vanzina che attiravano un certo tipo di pubblico ma erano snobbati in toto da altri. Luca Medici, in arte Zalone (e con lui il regista Gennaro Nunziante) è riuscito nel miracolo di far risorgere il cinema italiano, con la sua comicità semplice ma tutt’altro che superficiale, in grado di mettere alla berlina i vizi e pregiudizi dell’italiano medio, e in questo ultimo film soprattutto, di mixare il tutto con del buon sentimento.
Il pregio di Checco? Quello di non esagerare mai, di non scivolare nell’eccesso, nella volgarità, nella comicità pecoreccia alla Pio e Amedeo, nel cinismo nichilista e cattivo alla Angelo Duro. Mantenendosi sempre sull’equilibrio perfetto tra la risata di pancia e quella di testa, Checco prende tutti nella sua rete, dall’intellettuale al manovale. Certo, può far ridere o meno, la comicità è soggettiva, ma gli si deve riconoscere di riuscire a mettere alla berlina le nostre pecche italiane senza forzare mai la mano.

Soprattutto, in un momento che dura ormai da tempo, di grande difficoltà economica del nostro cinema, dove i pochi timidi tentativi di uscire dal giardinetto e volare alto (basti pensare a Gabriele Mainetti e Matteo Rovere) non vengono sostenuti quanto meriterebbero, almeno Checco dà una gran mano.
Non a caso sui 10 film più visti degli ultimi 50 anni quelli di Zalone sono ai primi cinque posti per incasso (Buen Camino, seguito da Quo vado, Sole a catinelle, Tolo tolo e Che bella giornata), al sesto l’altro miracolo di C’è ancora domani di Paola Cortellesi, caso cinematografico del 2023, poi Benigni con l’insuperabile La vita è bella, Aldo Giovanni e Giacomi dei fasti passati (Chiedimi se sono felice) e infine quel che resta del cinepanettone (Natale sul Nilo, 2002).
Questo significa che Checco, o meglio Luca Medici e Gennaro Nunziante, i Re Mida del Cinema italiano, di soldi ne incassano e ne portano anche tantissimi.
Buen Camino traina l’intero mercato cinematografico italiano, un livello che non si raggiungeva dal 2011. Certo, oggi i biglietti costano molto di più e questo dato andrebbe rivisto e corretto, perché. attenzione, se pure gli incassi sono i più alti di sempre, gli spettatori erano molti di più nel passato, ai tempi di Benigni e pima ancora di Alberto Sordi, Federico Fellini, Pasolini, Bertolucci. Senza dimenticare l’amata coppia Bud Spencer- Terence Hill. Ecco perché pur risultando il film italiano che ha incassato di più in Italia nella storia, nella classifica del numero degli spettatori Buen Camino è lontanissimo dal podio, intorno al 70esimo posto.
Tanto per capirci, Titanic (1997) è stato visto in Italia da 13milioni 886mil 330 spettatori, mentre Avatar che pure incassò di più, “solo” da 8 milioni e 157mila. Buen Camino è fermo a 8 milioni e 946mila. Un conto è quindi l’incasso, un altro il numero di spettatori che vanno a vedere il film, che non è più quello di una volta. Ma quelli erano altri tempi, in cui non esisteva la pay tv, il cinema era davvero il Cinema, momento di condivisione e di magia per tutta la famiglia. Come dire insomma, che Zalone ha portato tanti, tantissimi soldi alle casse del cinema, ma non così tanti spettatori in sala. Per quello di vorrebbe un altro miracolo.