Al minimo accenno di caldo la Mandevilla diventa una cascata di fiori a tromba; in estate è un vero spettacolo da osservare, ma da curare? Non possiamo abbandonarla a se stessa, necessita delle giuste attenzioni, ma anche chi non ha il pollice verde può coltivarla. Cerchiamo di capire come farlo e come distinguerla dalla dipladenia.
Indice
Mandevilla, cos’è
Basta guardarla un attimo per capire da dove arriva: i fiori che si aprono spavaldi uno dopo l’altro per tutta l’estate svelano subito un’origine tropicale, i climi caldi dell’America centrale e meridionale da cui la Mandevilla proviene. Botanicamente fa parte delle Apocynaceae, è perenne e sempreverde.
Il portamento cambia a seconda della specie e della varietà. Alcune Mandevilla sono rampicanti vigorose e hanno bisogno di un sostegno a cui aggrapparsi, come un graticcio o un tutore; altre, invece, restano più raccolte e quasi ricadenti, perfette da tenere in vaso.
Ciò che teme maggiormente è il freddo; se abitiamo in un luogo con clima rigido, scegliamo un vaso in cui ospitarla e farla crescere, così da poterla riparare in casa nei mesi più rigidi. C’è ancora una cosa da sapere su di lei: indossiamo sempre dei guanti prima di procedere con la potatura, poiché rilascia un lattice bianco che può irritare la pelle.
Dove posizionare la Mandevilla
L’esposizione è uno degli aspetti più importanti, in particolare perché sta bene se riceve la luce, tanta luce, ma con qualche attenzione. In casa dobbiamo sistemarla in un ambiente molto luminoso, con luce intensa ma filtrata: evitiamo di lasciarla invece al sole diretto e forte che passa attraverso i vetri, soprattutto nelle ore centrali, perché rischia di bruciare le foglie. All’aperto, invece, scegliamo una posizione calda e riparata, luminosa oppure leggermente ombreggiata nelle ore più calde della giornata.
E quando in primavera arriva il momento più bello della natura, spostiamo la pianta all’esterno abituandola gradualmente alla luce, senza esporla subito al pieno sole. C’è una temperatura in cui dà il meglio: sui 21°C di giorno, intorno ai 18°C la notte. Attenzione però alle correnti fredde, che rischiano di renderla fiacca abbastanza in fretta. E quando le notti iniziano a restare stabilmente sotto i 10-15 gradi, portiamola al riparo senza tergiversare: resta pur sempre una tropicale.
Quando e quanto innaffiare la Mandevilla
Veniamo a una delle questioni più frequenti: quando e quanto innaffiare la Mandevilla? Cerchiamo di mantenerne il terriccio umido ma mai zuppo. Non appena notiamo che lo strato in superficie inizia ad asciugarsi, allora è il momento di prendere il nostro annaffiatoio.
Dalla primavera all’autunno le annaffiature devono essere regolari e, in piena estate, soprattutto se abbiamo scelto di coltivarla in vaso esposta al caldo, bagniamo e attendiamo sempre che defluisca l’acqua in eccesso dai fori del vaso, svuotando poi il sottovaso: i ristagni, in effetti, sono il principale nemico delle radici e portano al temutissimo marciume.
In inverno, invece, con la pianta a riposo, dobbiamo diradare parecchio le annaffiature e mantenere il substrato appena umido, quel tanto che basta a non farlo seccare del tutto.
Il terreno, il vaso e il rinvaso
Come per ogni pianta, il terreno è un elemento da non sottovalutare e in questo caso, per coltivare la Mandevilla, ci occorre un substrato fertile e ben drenante: possiamo usare un buon terriccio da giardino alleggerito con del materiale drenante, come del ghiaino, in modo che l’acqua in eccesso possa defluire senza problemi.
E il rinvaso? Il periodo giusto è all’inizio della primavera, idealmente a marzo, ma soltanto quando le radici hanno ormai riempito tutto il contenitore. In quel caso scegliamo un vaso appena più grande del precedente. Per le piante ormai adulte, c’è una soluzione ancora più comoda: ogni primavera possiamo semplicemente sostituire i primi cinque centimetri di terriccio in superficie.
Come concimare la Mandevilla
Anche la concimazione ha la sua importanza, soprattutto se desideriamo una fioritura abbondante. In tal caso si sceglie di solito un fertilizzante liquido per piante fiorite, seguendo sempre scrupolosamente le dosi riportate sulla confezione.
In estate, per dare una spinta in più ai fiori, possiamo passare a un concime più ricco di potassio, come quello che si usa per i pomodori. Durante il riposo invernale, invece, sospendiamo del tutto le concimazioni e lasciamo che la pianta si riposi.
Come potare la Mandevilla e le cure in inverno
La potatura principale va effettuata tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando eliminiamo i rami più deboli, soprattutto se danneggiati e troppo fitti, così da dare respiro alla pianta. I germogli laterali vanno accorciati fino a lasciare tre o quattro gemme rispetto alla struttura permanente della pianta: come dicevamo, la Mandevilla fiorisce sulla vegetazione nuova, quindi è proprio da questi tagli che nasceranno i fiori della stagione.
E in inverno? La pianta va tenuta in un luogo luminoso, possibilmente sopra i 15°C; si riducono anche le annaffiature e si sospende il concime. Può capitare che perda una parte delle foglie quando luce e temperatura calano: è del tutto normale, e con l’arrivo della primavera si riprenderà.
Mandevilla e Dipladenia: che differenza c’è
Mandevilla e Dipladenia sono la stessa pianta? Dal punto di vista botanico, Dipladenia non è più considerato un genere distinto: il nome, usato in passato, è oggi un sinonimo di Mandevilla. Nei vivai e nel linguaggio comune continua però a essere molto diffuso.
I due termini vengono utilizzati soprattutto per distinguere il portamento delle piante. Con Mandevilla si indicano più spesso le selezioni vigorose e rampicanti, che sviluppano lunghi fusti volubili e richiedono un graticcio o un altro sostegno. Il nome Dipladenia viene invece riservato di frequente alle varietà più compatte, cespugliose o leggermente ricadenti, particolarmente adatte a vasi e cassette da balcone.
Anche foglie e fiori possono cambiare: le piante vendute come Dipladenie presentano spesso foglie e corolle più piccole rispetto alle Mandevilla rampicanti: rimane comunque di una distinzione commerciale. Molte piante disponibili oggi sono cultivar e ibridi ottenuti da diverse specie di Mandevilla, perciò le caratteristiche variano in base alla pianta acquistata: è sempre meglio chiedere al vivaista qualche informazione in più.