In architettura, un piano rialzato è un livello abitativo situato a un’altezza tipica di 1 metro o 1,5 metri dal piano stradale. Non è quindi un pianoterra classico, ma non è un primo piano, che invece ha una distanza maggiore rispetto alla strada.
Ma quindi a che serve? Il piano rialzato vanta i benefici del pianterreno, con la medesima facilità di accesso, ma garantisce una maggiore privacy e sicurezza, visto che le finestre sono a un livello più alto rispetto allo sguardo dei passanti e dei malintenzionati.
Non solo, chi ha una casa o una villetta a piano terra, sa che il nemico principale è l’umidità di risalita. Con la soprelevazione si garantisce più aerazione e isolamento, rendendo gli ambienti più salubri, meno soggetti ai tipici ristagni umidi delle mura a contatto col terreno.
Per quanto riguarda la realizzazione tecnica, tutto dipende da che opera abbiamo in mente, quindi ristrutturazione o costruzione nuova. In entrambi i casi serve il permesso a costruire o la SCIA, con i calcoli strutturali da depositare al Genio Civile.
Indice
Cos’è il piano rialzato
Il piano rialzato, come detto, rappresenta una sorta di evoluzione del piano terra, garantendo più isolamento dall’umidità e maggiore privacy personale. Lo si realizza lasciando un margine dal terreno che slitta dai 50cm ai 2 metri, anche se in media ci si ferma al metro.
È proprio questa altezza da terra che rende gli spazi abitativi più salubri, riducendo il problema dell’umidità di risalita. Ma aiuta anche la sicurezza, in quanto eventuali intrusioni di estranei dalle finestre sono rese meno immediate rispetto al piano terra classico.
Lo stesso dicasi per gli sguardi indiscreti: grazie alla maggiore altezza dal suolo, risulta difficile sbirciare. Il che rende la soluzione del piano rialzato sempre più scelta da chi non vuole rinunciare alla comodità del pianterreno, con qualche beneficio in più.
Per gli accessi, va ricordato che i piani rialzati hanno bisogno di una piccola rampa di scale, in modo da raggiungere la porta di ingresso. In più, sarebbe corretto anche prevedere uno scivolo, utile per garantire l’assenza di barriere per sedie a rotelle o passeggini.

Come realizzarlo con nuova costruzione
Il modo più semplice per avere un piano rialzato è con nuova costruzione, prevedendolo già in fase progettuale della casa. Per tenere il solaio più in alto rispetto al terreno, si opta per la creazione del cosiddetto vuoto sanitario con vespaio aerato, sopra le fondamenta.
Di fatto, sulle travi rovesce o a platea, si appoggiano delle strutture a forma di cupola, gettando sopra una soletta armata. In questo modo si avrà un cuscinetto d’aria che separerà la casa dal suolo di 50, al massimo 80 centimetri. È la soluzione più veloce e economica.
Un’altra alternativa è alloggiare il solaio in laterocemento su muretti, creando una intercapedine ispezionabile. In questo caso lo spazio aumenta, sopraelevando il piano di circa un metro e lasciando libertà di sistemare tubature e impianti in questo anfratto.
La soluzione più estrema è invece il piano pilotis, con la casa che poggia su pilastri alti che lasciano il pianterreno aperto. Gli spazi vuoti potranno diventare posto auto o giardino coperto, donando un’estetica moderna alla costruzione.
Piano rialzato con ristrutturazione edilizia
Se invece abbiamo una casa già costruita, trasformare il nostro pianterreno in piano rialzato va considerata un’operazione di ristrutturazione edile pesante. Di fatti, il cambiamento è impegnativo, andando a modificare volumi interni e sagoma dell’edificio nella sua interezza.
Ci sono due modi principali per alzare il pavimento di un guscio già esistente e uno lo abbiamo già visto prima. Col vespaio aerato, andremo a demolire il solaio esistente e a posizionare gli igloo nello scavo sottostante, gettando una nuova soletta in cemento armato.
In questo caso a una quota più alta rispetto alla condizione precedente. Si tratta della soluzione più completa, ma anche quella più pesante. Se non vogliamo gravare sulle fondazioni, l’opzione più leggera è il cosiddetto solaio a secco.
Si crea una struttura a telaio in legno o acciaio sopra il pavimento attuale, posizionando poi dei pannelli rigidi in OSB o fibrogesso, meno invasivi del cemento. Si ultima il lavoro con la posa di un tappetino e la finitura desiderata, come parquet o piastrelle.
Il problema delle finestre
La sfida maggiore, quando si opera su un solaio già esistente, è di trovare un compromesso tra piano rialzato e posizione delle finestre. Di fatti, alzare il pavimento significa che le aperture risulteranno più basse di almeno mezzo metro, il che non è poco.
Le soluzioni possono essere varie, ma la più semplice è di alzare il vano finestre, tagliando il muro e spostando l’architrave più in alto. La parte sottostante va invece rifatta in muratura e così manteniamo il rapporto aeroilluminante inalterato e a norma di legge.
Se il rialzo è maggiore di 50cm, il consiglio è di trasformare le vecchie finestre in porte-finestre, rendendo il passaggio della luce ottimizzato. In pratica si demolisce il muro fino al livello del nuovo pavimento, così da avere anche un migliore accesso agli spazi esterni.
Si tratta di una soluzione indicata per chi ha ville che si affacciano su balconcini o camminatoi interni, perché in caso contrario, possono verificarsi problemi di sicurezza. In questi casi è necessario provvedere a ringhiere per evitare cadute e vetri antisfondamento.
Piano rialzato: permessi e oneri
A livello tecnico, un piano rialzato ha l’obiettivo di sollevare il solaio dal terreno, realizzando un’intercapedine isolante. Per farlo è necessario affidarsi a professionisti, che potranno occuparsi sia della progettazione, sia della burocrazia, sia delle verifiche strutturali.
In questo caso, un passaggio fondamentale prima di passare ai lavori, è di misurare le effettive distanze richieste. La legge obbliga una distanza minima del piano rialzato dalle pareti finestrate di edifici antistanti pari a 10 metri e almeno di 5 dai confini di proprietà.
Ma non solo, visto che un innalzamento del piano calpestabile influisce anche sull’altezza complessiva dell’edificio. Per questo è richiesto anche un calcolo volumetrico, con verifica nel Piano di Governo del Territorio, per capire se è possibile o no alzare la quota della casa.
Per finire, trattandosi di un intervento che modifica in modo essenziale la sagoma di un edificio, è richiesto PdC o SCIA, oltre a Variazione Catastale e pagamento degli oneri di urbanizzazione. Se si tratta di nuova struttura, richiesta del PdC e oneri vanno messi in conto prima dell’apertura del cantiere.
E sempre in caso di nuova costruzione, serve anche una relazione geologica, che identifichi l’eventuale presenza di acqua o gas Radon nel sottosuolo e la capacità portante del terreno. Va anche impostata una Relazione ex Legge 10, per documentare come il piano rialzato incida sull’isolamento termico.