Impermeabilizzazione del tetto, cos’è, quando farla e quanto costa

In cosa consiste l'intervento di impermeabilizzazione del tetto: quali sono i vantaggi e i costi da sostenere per l'attività

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Serena De Filippi

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Non dobbiamo pensare al tetto solo quando qualcosa ci insospettisce, come una macchia sul soffitto o un alone che si allarga settimana dopo settimana. Perché solo in quel momento comprendiamo l’importanza di uno degli interventi che più vengono suggeriti negli ultimi anni: l’impermeabilizzazione. Vediamo di cosa si tratta, quando vale la pena intervenire e quali sono i costi.

Cos’è l’impermeabilizzazione del tetto

Con impermeabilizzazione del tetto ci riferiamo a tutta quella serie di lavori che servono per creare una vera barriera contro la pioggia. L’obiettivo è uno solo: tenere l’umidità fuori dalla copertura. Il materiale scelto deve essere in grado di reggere parecchio: sbalzi di temperatura, vento, sole, usura, eventi atmosferici di ogni intensità. Una guaina o una membrana di scarsa qualità, dopo qualche stagione, funziona sempre meno e i problemi tornano puntuali.

Capita spesso che l’impermeabilizzazione venga scambiata per la coibentazione, ma è bene sottolineare che sono due interventi distinti. La coibentazione è la protezione termica della casa, quindi serve per trattenere il caldo d’inverno e a mantenere fresco d’estate (così le nostre bollette sono più leggere). L’impermeabilizzazione, invece, è un lavoro “di sbarramento”, per così dire. Il suo compito è impedire all’acqua di entrare nella struttura.

Sui materiali la scelta è ampia, anche se in parte è legata a come è realizzato il tetto. Le guaine bituminose sono ancora le più diffuse: bitume distillato unito a polimeri, con un’armatura interna in poliestere. Poi ci sono le resine impermeabilizzanti, che si applicano a freddo, le membrane autoadesive, le malte specifiche e le coperture in PVC. Ognuna ha pregi, limiti e situazioni in cui rende al meglio.

A cosa serve

Lo scopo è proteggere la casa, perché le conseguenze di un tetto mal impermeabilizzato sono concrete e possono pesare sul nostro portafoglio anche in modo abbastanza importante. Il primo segnale è quasi sempre estetico: macchie, aloni, odore di chiuso. Ma il vero rischio è nascosto, perché l’acqua può raggiungere strati della copertura che dovrebbero restare asciutti, riducendo l’efficacia dell’isolamento e danneggiando nel tempo la struttura. Gli effetti si vedono con il tempo, ma intervenire con una corretta prevenzione è ormai essenziale, soprattutto per l’instabilità del meteo e le piogge forti che si scatenano in determinati momenti.

Ma il problema, che si scopre solo quando è troppo tardi, è strutturale. L’acqua che penetra di continuo è di fatto un problema, in quanto può bagnare i materiali, favorire il degrado delle travi in legno o la corrosione degli elementi metallici, compromettere l’isolante termico e indebolire nel tempo la struttura.

Quali sono i benefici

Ma quali sono i vantaggi di un’impermeabilizzazione? Si misurano nel tempo, e il primo è ovvio: una casa salubre, dove non si formano muffe e non c’è quel tipico odore di umidità che si fa sentire soprattutto d’inverno. Aumenta quindi la qualità della vita per chi ci abita.

Il secondo vantaggio riguarda la durata dell’edificio. Un tetto ben protetto dall’acqua dura decenni senza dare particolari problemi; al contrario, un tetto trascurato richiede interventi sempre più costosi e ravvicinati. Il terzo, meno immediato ma importante, è il valore dell’immobile: una casa in cui i lavori di impermeabilizzazione sono recenti e ben documentati è molto più interessante sul mercato. Volendo essere ancora più precisi, c’è la questione assicurativa: in caso di danni da eventi atmosferici, avere un tetto a norma è spesso una condizione necessaria perché la polizza copra effettivamente i danni.

Quali sono i costi per impermeabilizzare il tetto

Veniamo alla domanda da non sottovalutare: quanto costa? La risposta sincera è solamente una: dipende. Quello che possiamo provare a fare è dare una stima indicativa: nel caso delle guaine bituminose, tradizionalmente appunto le più diffuse, possiamo aspettarci un preventivo che rientra nella fascia tra i 25 e i 40 euro al metro quadro. Le guaine sintetiche – PVC, TPO, EPDM – più moderne e generalmente più durature, costano tra i 40 e i 65 euro al metro quadro.

Quelle più economiche sono le guaine liquide, che vengono applicate direttamente sulla superficie a un costo che va dai 20 ai 35 euro al metro quadro; in molti casi rappresentano una soluzione ottima anche dal punto di vista tecnico. Se invece si opta per un sistema di impermeabilizzazione con isolamento integrato – con il plus quindi della protezione dall’acqua e protezione termica – si sale a una fascia tra i 60 e i 90 euro al metro quadro. Le cifre sono da ritenersi puramente indicative, ovviamente, poiché il preventivo finale dipende sempre dalla situazione specifica della casa.

I fattori che più fanno oscillare i costi

Come anticipato, ci sono delle variabili che possono far oscillare i costi, come per esempio la tipologia del tetto: un tetto piano, uno inclinato, una superficie calpestabile o pedonabile hanno esigenze tecniche e costi differenti. La seconda riguarda le condizioni del supporto, ovvero lo stato in cui si trova la copertura prima dell’intervento. Se serve rimuovere il vecchio manto, livellare la superficie, riparare strutture danneggiate, il conto tende a salire.

Conta anche l’accessibilità del cantiere: un tetto facile da raggiungere con i mezzi tecnici è una cosa, un tetto in un centro storico con vincoli logistici è tutt’altra. E poi c’è la superficie totale da trattare, a parità di tutto, più metri quadri richiedono più materiale e più giornate di lavoro. Infine, ma non meno importante, la scelta dei materiali: la qualità incide sul preventivo finale, ma è anche quello che rende maggiormente nel lungo periodo.

Il consiglio, prima di buttarsi su un preventivo qualunque, è sempre lo stesso: far valutare lo stato del tetto da una ditta specializzata. Solo dopo un sopralluogo serio si capisce davvero se basta un ripristino superficiale o se invece serve un intervento più importante. E si evita di pagare due volte per lo stesso problema.