Creare un outdoor sofisticato e di design non basta. La sfida vera è renderlo durevole nel tempo. Chi arreda uno spazio aperto conosce le conseguenze delle intemperie e degli sbalzi climatici: i raggi UV sbiadiscono i tessuti, la pioggia rovina le intelaiature, l’umidità notturna favorisce la formazione di muffe.
Per investire con intelligenza senza rinunciare all’estetica, la differenza la fanno la scelta dei materiali e la qualità con cui i pezzi vengono realizzati.
Indice
Metalli lavorati, la scelta più robusta

Per la massima robustezza, i metalli lavorati restano la soluzione più affidabile. Primo fra tutti l’alluminio: inossidabile per natura, resiste a pioggia e umidità costante, soprattutto se trattato con vernici che lo proteggono dai raggi UV e dalla corrosione salina. È anche molto leggero, quindi facile da spostare quando si riorganizzano sedie e tavoli.
L’acciaio inox o zincato disegna linee sottili ed eleganti senza sacrificare resistenza e stabilità: la zincatura e i rivestimenti antiruggine ne mantengono intatte le qualità nel tempo. Non mancano sgabelli e tavolini in tubo d’acciaio verniciato, leggeri all’occhio e resistenti agli agenti atmosferici, o divani outdoor con struttura in alluminio, dall’architettura solida ed essenziale.
Il legno giusto per resistere all’aperto

Il legno porta agli ambienti un calore ineguagliabile e un’eleganza senza tempo. All’esterno, però, conviene orientarsi su specie ricche di oli e resine naturali, capaci di respingere l’acqua. Il teak è forse il più adatto: resiste a pioggia, salsedine e sbalzi termici senza marcire, grazie a una fibra compatta che lo rende idrorepellente e lo protegge da muffe e parassiti.
Si trovano spesso sedute con struttura portante in teak massello abbinata a corde e tessuti, e tavoli che accostano il legno a dettagli in alluminio. Con il tempo e l’esposizione al sole, questo legno dai riflessi dorati sviluppa una patina grigia, quasi argentea, che si previene con applicazioni annuali di protettivi specifici. Tra le alternative, l’acacia e l’eucalipto offrono buona robustezza e tenuta alle intemperie, ma vanno trattati di frequente con cere nutrienti.
Sintetici di ultima generazione, manutenzione al minimo

Con i materiali sintetici di ultima generazione, la manutenzione dell’arredo da giardino si riduce al minimo. Esistono resine termoplastiche atossiche e del tutto impermeabili, stampate in monoblocco: non trattengono acqua, non si spaccano sotto il sole e ricreano quell’atmosfera materica oggi molto ricercata. Si tratta di polipropilene e polietilene, usati anche per vasi, mobili di grandi dimensioni e arredi luminosi.
C’è poi il Polyrattan, la risposta moderna al rattan naturale, che invece soffre l’umidità. Intrecciato a mano su telai in alluminio, ricrea il fascino dell’intreccio artigianale senza la sua fragilità: non si sfilaccia sotto la pioggia e si lava con semplice acqua corrente. Le fibre sintetiche sono così perfette per un outdoor contemporaneo, a prova di temporali e schiarite.
Cuscini e tessuti, dove si gioca il comfort
L’errore più comune è usare all’aperto i cuscini tradizionali. Il comfort di salotti, pouf e sdraio dipende dalla tecnologia dei tessuti di rivestimento e delle imbottiture. L’acrilico tinto in massa, in cui il colore entra nella fibra durante la produzione, impedisce ai raggi UV di sbiadire le tinte. I tessuti tecnici in PVC, fibre microforate ad alta tenuta, sono ideali per sdraio e lettini da piscina: non assorbono acqua, restano traspiranti e si asciugano in poco tempo.
Le imbottiture a cellula aperta, il cosiddetto Quick Dry Foam, lasciano defluire l’acqua in un attimo invece di trattenerla e prevengono muffe e cattivi odori.