Villa Arconati, la camera celeste: meraviglia del Barocco

Villa Arconati, la piccola Versailles di Milano, riapre le porte con una grandissima novità: il restauro della camera celeste

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Valentina Vanzini

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Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

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Nel cuore del Parco delle Groane, a pochi chilometri dal centro di Milano, sorge una delle residenze nobiliari più straordinarie d’Italia. Stiamo parlando di Villa Arconati, conosciuta anche come la “piccola Versailles di Milano”, che riapre i battenti questa primavera con una novità imperdibile: il restauro e la riapertura al pubblico della camera da letto celeste, uno degli ambienti più raffinati dell’intero piano nobile.

Villa Arconati, quattro secoli di storia e bellezza

La storia di Villa Arconati ebbe inizio nel 1610 quando Galeazzo Arconati decise di intervenire su quello che era ancora un semplice casamento di campagna, avviando un progetto di ampliamento e abbellimento che avrebbe impegnato generazioni successive. Quel progetto infatti avrebbe trasformato il Castellazzo in una delle dimore nobiliari più imponenti del patriziato milanese.

La Sala da Ballo
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La Sala da Ballo

Il risultato è un palazzo di ben diecimila metri quadrati su due piani, con settanta sale situate solo nel piano nobile. Una struttura concepita secondo i canoni del barocchetto lombardo, uno stile che si distingue dal barocco romano o napoletano per una maggiore sobrietà formale. Qui la ricchezza decorativa si esprime attraverso stucchi finissimi, dorature misurate e affreschi di straordinaria qualità. A differenza di molte altre ville, Villa Arconati ha mantenuto intatta la propria identità nel corso dei secoli grazie alla protezione del parco che la circonda.

I giardini di Villa Arconati
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I giardini di Villa Arconati

Tra le sale del piano nobile, ogni ambiente racconta una storia differente e intrisa di fascino. La Sala di Fetonte custodisce una delle pochissime opere conservate dei Fratelli Galliari, gli scenografi che inaugurarono il Teatro alla Scala di Milano. La Sala da Ballo con i suoi dieci specchi antichi alle pareti trasforma la luce del tramonto in uno spettacolo irripetibile.

L’Appartamento delle Stagioni conserva dodici dipinti del 1705 firmati da Angelo Maria Crivelli, detto il Crivellone. Mentre le Scuderie furono progettate ispirandosi direttamente al codice leonardesco della “scuderia ideale”, uno dei dodici codici che Galeazzo Arconati acquistò e donò alla Biblioteca Ambrosiana nel 1637.

La Sala della Caccia
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La Sala della Caccia

La camera celeste, un gioiello ritrovato

La novità di questa stagione è la riapertura della camera da letto celeste, uno degli ambienti affacciati sulla Corte Nobile. L’ambiente deve il suo nome alle sfumature azzurre che si trovano sulle pareti e la volta, incorniciate da eleganti stucchi e decorazioni dorate, espressione del barocchetto lombardo che caratterizza l’intera villa.

La stanza dello Zodiaco
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La stanza dello Zodiaco

Ciò che rende questa stanza particolarmente affascinante è la sua storia, in parte ancora misteriosa. I restauri condotti nei mesi invernali hanno riportato alla luce una scoperta sorprendente: nel Seicento, quando la villa era ancora più piccola, questo ambiente non esisteva. Al suo posto si trovava un ballatoio che chiudeva il palazzo verso la corte. La stanza fu quindi costruita nel Settecento ed era riservata agli ospiti di maggior riguardo. Tra le sue mura infatti era custodito un tesoro: un letto a baldacchino in velluto blu con ricami in oro, realizzato da Giovanni da Udine sul disegno di Raffaello. Un oggetto di grande valore artistico e altamente raffinato.

Il restauro ha restituito alla camera la sua eleganza originale, rendendola nuovamente visitabile dopo un lungo periodo di chiusura. L’occasione per visitarla è dunque adesso. Villa Arconati infatti sarà aperta al pubblico ogni domenica dall’6 aprile al 13 dicembre 2026, dalle ore 11.00 alle 19.00.