Skimpflation: cos’è e come si affronta la riduzione qualitativa degli alimenti

La skimpflation riduce la qualità degli alimenti senza cambiare prezzo o confezione: ecco come riconoscerla e difendersi con scelte nutrizionali consapevoli.

Foto di Biagio Flavietti

Biagio Flavietti

Farmacista e nutrizionista

Farmacista e nutrizionista, gestisce dal 2017 una pagina di divulgazione scientifica. Appassionato di scrittura ed editoria, lavora come Web Content Editor per alcune realtà del settore farmaceutico e nutrizionale.

Pubblicato:

La Skimpflation è un fenomeno che ci riguarda più da vicino rispetto a quanto possiamo immaginare. A differenza dell’inflazione, dell’aumento dei prezzi e della riduzione della quantità di prodotto, la skimpflation agisce in modo molto più discreto. Infatti, la confezione e il prezzo rimangono invariati, mentre cambia la qualità degli ingredienti o della ricetta.

Nel campo alimentare questo può tradursi in una sostituzione di ingredienti con materie prime di qualità più scadente, riformulazione nutrizionali e utilizzo di processi meno costosi, che vanno a impattare sul valore nutrizionale del prodotto alimentare.

Risulta sempre più importante saper leggere le etichette nutrizionali per combattere il fenomeno della skimpflation e salvaguardare il proprio benessere a tavola. In questo articolo del magazine di DiLei analizzeremo nel dettaglio questa pratica, fornendo esempi pratici di prodotti alimentari che potrebbero subire tali modifiche.

Cos’è la Skimpflation e perché riguarda la nostra salute da vicino

La parola skimpflation deriva dal verbo inglese to skimp, che significa “lesinare” o “risparmiare”. Nel campo alimentare sta a indicare una strategia prevalentemente di tipo economico attraverso cui le aziende riducono la qualità degli ingredienti e dei processi produttivi pur mantenendo invariato il prezzo di vendita.

In parole povere, staremo acquistando lo stesso prodotto allo stesso prezzo, ma nel quale sono stati sostituiti alcuni ingredienti con materie prime di qualità più bassa. Questo fenomeno è spesso associato all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. L’azienda per evitare incrementi del prezzo finale va a modificare la ricetta degli ingredienti, spesso a discapito della qualità nutrizionale del prodotto alimentare stesso.

Le sostituzioni più comuni riguardano:

  • Il burro sostituito con margarine e oli vegetali raffinati
  • Gli ingredienti naturali sostituiti con aromi artificiali
  • Maggiore utilizzo di ingredienti addensanti e riempitivi
  • Riduzione della percentuale di ingredienti “nobili” come carne, cacao o frutta

Tale strategia è molto subdola, in quanto passa spesso inosservata al consumatore. Eppure, dal punto di vista nutrizionale, tali cambiamenti possono alterare le proprietà dell’alimento e i benefici che questo può avere sul corpo umano nel lungo periodo.

Skimpflation e shrinkflation: qual è la differenza

La skimpflation viene spesso confusa con la shrinkflation, ma qual è la differenza? Anche se sono entrambe strategie che aiutano l’azienda a compensare i costi di produzione, la prima consiste nella riduzione della qualità di alcuni ingredienti presenti all’interno del prodotto, mentre la shrinkflation riguarda principalmente la riduzione della quantità di prodotto a parità di prezzo.

Un esempio pratico è quello di un pacco di biscotti che passa da 500 grammi a 450 grammi pur mantenendo lo stesso prezzo di vendita. Dal punto di vista della nutrizione e della salute, tuttavia, questa metodica non influisce sul benessere della persona. Al contrario, la skimpflation, utilizzando ingredienti di più bassa qualità incide direttamente sul benessere nutrizionale delle persone, riducendo la qualità delle diete nel lungo periodo. Per questo motivo si tratta di una metodica più subdola e che richiede un’attenta lettura delle etichette e delle tabelle nutrizionali apposte sulle confezioni dei prodotti comunemente in vendita.

Impatto nutrizionale della riduzione qualitativa degli alimenti

Dal punto di vista nutrizionale, la skimpflation può avere diversi effetti sulla qualità della dieta.

Riduzione della densità nutrizionale

La densità nutrizionale indica la quantità di nutrienti presenti rispetto alle calorie. Quando ingredienti ricchi di nutrienti vengono sostituiti con riempitivi o ingredienti raffinati, il prodotto diventa meno nutriente a parità di calorie.

Aumento degli alimenti ultra-processati

Molte riformulazioni comportano un maggiore utilizzo di ingredienti industriali e additivi. Secondo numerosi studi presenti in letteratura, un consumo elevato di alimenti ultra-processati è associato a un maggior rischio di obesità, malattie cardiovascolari e disturbi metabolici.

Peggioramento della qualità dei grassi

La sostituzione di grassi naturali con grassi raffinati o idrogenati può aumentare la presenza di grassi saturi o trans, che sono correlati a un aumento del rischio cardiovascolare.

Maggior contenuto di zuccheri e sale

Per compensare la perdita di sapore dovuta alla riduzione di ingredienti di qualità, i produttori possono aumentare zuccheri o sale, con conseguenze negative per la salute metabolica.

Come riconoscere la skimpflation leggendo le etichette

Per difendersi dalla skimpflation è fondamentale sviluppare una maggiore consapevolezza nutrizionale e sapere analizzare bene le etichette nutrizionali degli alimenti presenti in commercio.

Ecco alcuni segnali da osservare:

Controllare la lista ingredienti

Gli ingredienti sono indicati in ordine decrescente di quantità. Se ingredienti meno pregiati comparissero tra i primi posti, la qualità del prodotto potrebbe essere inferiore.

Confrontare le etichette nel tempo

Molti prodotti cambiano formulazione nel corso degli anni. Confrontare le versioni precedenti può aiutare a identificare eventuali modifiche.

Prestare attenzione alle “nuove ricette”

Claim come “nuova formula”, “più cremoso” o “più leggero” possono nascondere una riformulazione al ribasso del prodotto.

Osservare la tabella nutrizionale

Un aumento di zuccheri, grassi o sale può indicare una modifica della composizione e un peggior impatto sulla propria salute.

Come difendersi dalla skimpflation secondo il nutrizionista

Alcune strategie possono essere messe in campo per limitare il fenomeno della skimpflation e aiutare così a mantenere il corpo in salute. Per prima cosa bisogna preferire alimenti freschi e poco processati, come ad esempio frutta, verdura, cereali integrali e legumi, che sono meno soggetti a riformulazioni riguardanti la qualità.

Bisogna poi prediligere prodotti confezionati con liste di ingredienti corte e semplici, in modo da riconoscere facilmente la qualità del prodotto. Altri alimenti da preferire sono quelli delle filiere artigianali, provenienti da realtà locali, che tendono a mantenere standard qualitativi più elevati rispetto ai prodotti confezionati della grande distribuzione. Infine, è fondamentale aumentare l’educazione alimentare, riuscendo a interpretare al meglio un’etichetta nutrizionale, in modo da non cadere in inganno.

Fonti bibliografiche:

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.