Tita è salva: la tartaruga ora è nell’acquario di Genova

Tita ha rischiato grosso: i medici hanno riscontrando a livello gastroenterico una parziale ostruzione per aver ingerito materiale plastico. Per fortuna adesso è salva

L’incoscienza delle nostre azioni si riversa sempre sugli altri, in un modo o nell’altro, con delle conseguenze davvero tragiche. Una premessa, questa, si diffonda un messaggio di sensibilizzazione rivolto a tutti, per vivere in maniera più responsabile per il mondo che abitiamo e per tutte le creature che lo popolano. E per farlo abbiamo deciso di raccontarvi la storia di Tita, una bellissima tartaruga che ha rischiato la sua vita a causa della nostra irresponsabilità.

La vicenda di questa creatura marina inizia alcuni giorni fa quando, il 2 ottobre, a largo di Portofino un diportista la nota in seria difficoltà. Dopo aver allertato la la Guardia Costiera di Santa Margherita Ligure, la tartaruga è stata messa in salvo e affidata alle mani di un staff di esperti.

Si tratta di una Caretta caretta che pesa 36 kg. A prendersi cura di lei è, sin da subito, lo staff medico-scientifico dell’Acquario di Genova che ha coordinato le operazioni di soccorso e di recupero e ha svolto, al suo arrivo presso la struttura di Ponte Spinola, tutti i controlli di routine.

Tita, questo il nome della tartaruga scelto dai quattro bambini che si trovavano a bordo dell’imbarcazione da cui è partito l’allarme, ha rischiato grosso: è stato riscontrando a livello gastroenterico una parziale ostruzione per aver ingerito materiale plastico.

La tartaruga Caretta Caretta al momento è ricoverata in prognosi riservata presso l’area curatoriale dell’Acquario di Genova, ma lo staff medico assicura che presto si rimetterà in forma. E se questa di Tita è una storia a lieto fine che ci fa tirare un grosso respiro di sollievo, non possiamo non considerare il fatto che, invece, molti altri esemplari non hanno la stessa fortuna.

Sono tante, troppe, le tartarughe marine che vengono trasportate all’Acquario di Genova e ricoverate per ingestioni plastiche e non solo. Le attività di pesca, per esempio, possono interferire con la vita degli gli animali a causa di ami e reti, così come gli impatti con le imbarcazioni a motore possono ferire, anche in maniera letale, gli animali.

Per una storia con un lieto fine, ce ne sono tante altre che non finiscono tragicamente. Per questo è fondamentale sensibilizzare le persone affinché ci sia al più presto un cambiamento radicale culturale proteso al massimo rispetto dell’ambiente marino e del mondo che abitiamo.

Tartaruga Tita

Tartaruga Tita

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Tita è salva: la tartaruga ora è nell’acquario di Genova