Un pelo di gatto come pennello, Stefano Busonero dipinge i capolavori italiani sulle monete da 1 centesimo

Una superficie minuscola per realizzare le grandi opere italiane: la visione sul mondo del pittore di Stefano Busonero impreziosisce il metallo più freddo

Foto di Martina Dessì

Martina Dessì

Lifestyle Specialist

Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

3 min di lettura

Chiedi a DiLei

Provate a cercare una moneta da un centesimo, una di quelle che finiscono dimenticate in fondo alla borsa. Guardate il piccolo mappamondo inciso su una delle facce e sappiate che misura meno di sette millimetri. Lì dentro Stefano Busonero ha fatto entrare la Venere di Botticelli, la Gioconda, la Dama con l’ermellino. A mano libera, con i colori a olio e un pennello molto particolare, quasi romantico, fatto con un pelo di gatto.

Il micropittore vive a Porto Santo Stefano, sull’Argentario, dove è nato nel 1947. In questi giorni il suo nome è tornato a girare sui social per la Deposizione di Caravaggio, l’ultima incredibile impresa dipinta sul globo di una moneta da cinque centesimi, un cerchio di otto millimetri in cui è riuscito a contenere pure la sua firma. Quando ha finito ha scritto soltanto “Ce l’ho fatta”: dopo anni di pazienza, finalmente ha potuto ammirare il compimento della sua arte.

Francesco in meditazione
Stefano Busonero
Francesco in meditazione

Chi è Stefano Busonero, il pittore dei quadri più piccoli del mondo

La sua storia parte da tele di misura normale. Nel 1983 Busonero dipingeva ritratti di pescatori, volti cotti dal sole e dal sale che conosceva da sempre. Poi un concorso di miniature gli chiese di lavorare in formato ridottissimo. Vinse il primo premio, e da lì il suo sguardo ha cominciato a stringersi, sempre di più.

Prima la lente d’ingrandimento, poi lo stereoscopio, poi le crune degli aghi da sarta e l’interno degli aghi da siringa. Così è nata la sua pittura microscopica. Il laboratorio fa emozionare. La tavolozza è un ritaglio di nastro adesivo attaccato accanto alla moneta, il pennello un unico pelo di gatto infilato nella punta cava di una siringa. Ogni tocco si dà trattenendo il respiro, col polso ancorato al tavolo, perché basta un battito per rovinare un volto di mezzo millimetro.

Ragazzo punto da un ramarro
Stefano Busonero
Ragazzo punto da un ramarro

Sulle monete da 1 centesimo sono passati tanti capolavori che abbiamo amato sui libri di scuola: la Creazione di Adamo, la Madonna della seggiola, gli affreschi della Stanza della Segnatura di Raffaello. Proprio questi ultimi, insieme a un Giudizio Universale di Michelangelo largo poco più di un centimetro, il 10 dicembre 2025 sono arrivati in Vaticano, consegnati da lui a Papa Leone XIV.

Stefano Busonero e il Guinness dei primati: il record che nessuno riusciva a misurare

Nel 1996 il Guinness dei primati gli ha aperto le porte dell’edizione italiana con un ritratto di Padre Pio dipinto sul bordo di una scheda telefonica: 0,30 per 0,35 millimetri. Il titolo però è durato poco, per un motivo che sembra uscito da una fiaba. La categoria del quadro più piccolo del mondo è stata eliminata, perché opere così minuscole erano diventate troppo difficili da valutare e confrontare. Lui lo racconta con orgoglio, e come dargli torto: la sua arte ha battuto perfino il righello dei giudici.

Deposizione di Caravaggio
Stefano Busonero
Deposizione di Caravaggio

Oggi coltiva un sogno preciso ed è quello di aprire proprio a Porto Santo Stefano un Museo del Quadro Microscopico, un posto dove chiunque possa chinarsi su una lente e trovare Raffaello nascosto in una monetina. Un luogo dove queste opere, che in fotografia perdono quasi tutto, possano finalmente essere guardate da vicino. Il Caravaggio, ha scritto, è un altro passo in quella direzione.

A me piace immaginare quel gatto, acciambellato da qualche parte in casa, ignaro di aver prestato un pezzetto di sé a Caravaggio. La prossima volta che un centesimo vi scivolerà tra le dita, magari lo guarderete con occhi nuovi.