Chiara Ferragni, l’Antitrust chiude il caso uova di Pasqua: da pagare 1,2 milioni di euro

Chiara Ferragni e le sue società hanno raggiunto un accordo con l'Antitrust sul caso uova di Pasqua arrivando alla chiusura dell’istruttoria

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Ufficialmente chiusa l’istruttoria che ha visto coinvolta Chiara Ferragni e le sue società nel caso uova di Pasqua. Venerdì 5 giugno è stato raggiunto un accordo che prevede che le società dell’imprenditrice digitale versino 1,2 milioni di euro all’associazione I bambini delle Fate, impegnata nella salvaguardia di minori con disabilità.

L’accordo sul caso uova di Pasqua

Si è conclusa con un accordo l’istruttoria riguardante il caso uova di Pasqua che negli ultimi mesi ha coinvolto Chiara Ferragni con l’accusa di presunta promozione ingannevole. Venerdì 5 giugno l’Antitrust e le società coinvolte hanno raggiunto un accordo che prevede che Fenice, TBS Crew e Sisterhood, legate al nome di Chiara Ferragni, e Cerealitalia versino 1,3 milioni di euro all’associazione I Bambini delle Fate, l’impresa sociale a cui era associata l’iniziativa benefica collegata alla vendita delle uova: 1,2 milioni di euro da parte delle società Ferragni e 100mila euro da parte di Cerealitalia.

L’istruttoria riguardava la promozione di una linea di uova in collaborazione con Ferragni durante il  2021 il  2022: l’autorità voleva verificare se le informazioni rilasciate in fase di promozione potessero aver indotto i consumatori a pensare di contribuire economicamente alle azioni di I Bambini delle Fate comprando il dolciume in questione.

Una questione ormai chiusa, che però rimarrà comunque sotto osservazione, come si legge nel comunicato rilasciato dall’Antitrust: “L’autorità verificherà la piena e corretta attuazione degli impegni da parte delle società, e in caso di inottemperanza, oltre a riaprire il procedimento, potrà applicare una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000.000 euro nonché, qualora l’inottemperanza sia reiterata, disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.”

Il commento di Chiara Ferragni

Chiusa l’istruttoria, Chiara Ferragni, che ha voluto rinunciare al ricorso legato al caso Pandoro, ha commentato la notizia e aggiornato i suoi follower in una storia Instagram: l’influencer ha spiegato che la somma che le sue società devolveranno all’associazione è una donazione, non una sanzione, aggiungendo che né lei né le sue società smetteranno di attuare attività benefiche, dividendole però da quelle commerciali.

Chiara ha poi divulgato una nota stampa: “A seguito dell’iniziativa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che aveva avviato il procedimento PS12699 sul caso “uova di Pasqua / Chiara Ferragni”, le società TBS Crew Srl e Fenice Srl comunicano che esso è stato chiuso dall’Autorità accettando gli impegni proposti dalle Società e dalle altre parti del procedimento, in quanto ritenuti idonei a garantire la tutela dei consumatori. Come segno concreto di impulso e incentivo ad attività benefiche, le Società parti del Procedimento hanno assunto impegni economici, consistenti in versamenti in favore dell’impresa sociale I Bambini delle Fate, pari, per tre anni, al 5% dei rispettivi utili distribuibili, con un minimo complessivo di 1.200.000 euro per il triennio.”

Il comunicato prosegue spiegando quali cambiamenti avverranno all’interno delle società in merito alle attività benefiche: “Inoltre, la presentazione e formulazione degli impegni è stata vista come occasione sia per un’evoluzione interna alle aziende sia per individuare un modello di comportamento che possa fungere da benchmark per l’intero settore dell’influencer marketing. Con specifico riferimento all’attività di comunicazione relativa a iniziative benefiche, le Società hanno deciso di separare nettamente le attività commerciali da quelle benefiche, impegnandosi ad astenersi dallo svolgimento di operazioni in cui attività commerciali siano connesse ad attività benefiche e, con specifico riferimento a quest’ultime, a darne illustrazione in apposita sezione dei rispettivi siti web di prossima creazione.

Infine, le Società si sono impegnate all’adozione di un’autoregolamentazione interna relativa alle attività di comunicazione e marketing, anche ispirata alle più recenti best practice in materia, munita di presidi che ne garantiscano l’enforcement e accompagnata dall’organizzazione di training periodici a beneficio dei dipendenti.”