Tim Curry, le reali cause della morte

Una morte serena dopo anni di disavventure, Tim Curry ha lottato fino alla fine ma il male ha avuto la meglio su di lui

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Martina Dessì

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Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

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Alcuni lo ricordano con la parrucca nera e il rossetto acceso di Frank-N-Furter, chi invece non riesce a togliersi dalla mente il ghigno inquietante di Pennywise, e chi ancora lo rivede nei panni del maggiordomo Wadsworth in ClueTim Curry, l’attore britannico che ha attraversato mezzo secolo di cinema e teatro, si è spento il 25 agosto nella sua casa di Toluca Lake, a Los Angeles. Aveva 80 anni. A darne conferma è stata Marcia Hurwitz, la sua manager e amica di una vita, che ha parlato di una fine arrivata con grande serenità.

Ed è naturale chiedersi cosa sia successo davvero. Va detto con onestà, senza girarci intorno: la causa ufficiale della morte non è mai stata resa nota. Quello che conosciamo per certo, invece, è la storia di una salute messa a dura prova per oltre un decennio, un racconto che lo stesso Curry aveva scelto di condividere apertamente nei suoi ultimi mesi di vita.

L’ictus del 2012, l’evento che ha cambiato tutto

Tutto comincia nel luglio 2012, mentre l’attore si trova disteso per un semplice massaggio. Curry, in un primo momento, non si accorge di nulla di strano. È il massaggiatore, insospettito da qualcosa nel suo sguardo, a chiamare i soccorsi contro la sua volontà: una decisione che, come l’attore stesso ha ammesso più volte, gli ha probabilmente salvato la vita.

Segue un intervento chirurgico d’urgenza al cervello, reso necessario da un’emorragia interna, durante il quale i medici devono rimuovere una parte del cranio per salvarlo. Nei mesi successivi Curry deve reimparare persino a parlare, mentre la paralisi che colpisce il lato sinistro del suo corpo lo costringe su una sedia a rotelle per il resto della vita, togliendogli per sempre la possibilità di camminare.

Nonostante tutto questo, l’attore non si ferma. Sposta gran parte della sua carriera verso il doppiaggio, presta la voce a decine di personaggi e, quando le forze glielo permettono, torna persino sul palco per riabbracciare un pubblico che non ha mai smesso di amarlo.

Le ultime dichiarazioni di Tim Curry sulla sua salute

Nell’autunno del 2025, in occasione dell’uscita della sua autobiografia Vagabond e dei festeggiamenti per i cinquant’anni di The Rocky Horror Picture Show, Curry si racconta come mai prima. Parla apertamente dei problemi di memoria a breve termine lasciati dall’ictus, spiegando che un ritorno a teatro sarebbe stato ormai quasi impossibile, mentre la memoria a lungo termine gli permette comunque di ripercorrere l’intera sua vita nel libro.

La rivelazione più toccante, però, arriva nella sua ultima intervista, rilasciata a poche settimane prima della scomparsa. Curry racconta di convivere da tempo con un aneurisma addominale, senza sapere se e quando potrebbe rompersi. “È stata tutta una situazione spaventosa”, confida.

Forse è proprio in questa lunga convivenza con la fragilità del proprio corpo che va cercata la vera storia dietro la sua scomparsa e non un singolo evento improvviso. Sono stati anni di grande sofferenza, certo, ma vissuti senza mai arrendersi e con la forza di reinventarsi continuamente. Anche quando la vita non dava più speranze ed era diventata difficile da vivere.