Olimpiadi invernali 2026, chi ha realizzato le divise degli atleti italiani

Da Arianna Fontana a Federica Brignone, gli atleti italiani sono pronti per le Olimpiadi invernali 2026 di Milano-Cortina: ecco chi c'è dietro le divise della Nazionale

Foto di Giorgia Sdei

Giorgia Sdei

Giornalista pubblicista, esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Il countdown per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 è ufficialmente iniziato e gli atleti della Nazionale Italiana sono pronti a scendere in pista per contendersi l’ambito oro olimpico. Ma oltre a essere una gustosissima celebrazione dello sport, l’evento è una gigantesca vetrina per il mondo fashion e per i brand che hanno realizzato le divise degli atleti in gara. Ammettiamolo, dietro alle più visibili competizioni ce n’è una che si gioca a colpi di tessuti tecnici e di palette cromatiche che trasformano (involontariamente?) anche le Olimpiadi in una passerella di moda. Ma chi c’è dietro alle divise indossate dagli atleti italiani?

Armani firma le divise dell’Italia alle Olimpiadi invernali 2026

A vestire la squadra azzurra alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026 sarà ancora una volta Emporio Armani, attraverso la linea EA7. Una collaborazione ormai consolidata che lega uno dei nomi più iconici del made in Italy allo sport ad altissimo livello.

La collezione pensata per gli atleti italiani si muove lungo una direzione precisa: essenzialità, eleganza e funzionalità. Che poi sono gli ingredienti principali della filosofia di Giorgio Armani. La tonalità dominante è il bianco latte, scelta che richiama immediatamente i paesaggi innevati delle 8 location in cui si svolge la competizione e trasmette un’idea di purezza visiva e coerenza cromatica. Un bianco caldo, sofisticato, lontano da qualsiasi rigidità ottica.

Il guardaroba comprende un’ampia gamma di capi tecnici: piumini, giacche imbottite, completi waterproof, tute sportive, maglieria, bomber oversize e una ricca selezione di accessori coordinati (dai cappelli alle scarpe, ma anche zaini e trolley). Ogni pezzo è progettato per accompagnare gli atleti nei diversi momenti dell’esperienza olimpica, dagli spostamenti alle cerimonie, fino alle fasi di riscaldamento e rappresentanza ufficiale. Oltre naturalmente alle gare vere e proprie.

Elemento grafico centrale è la scritta “Italia” ricamata con effetto tridimensionale, che diventa firma riconoscibile dell’intera collezione. Un dettaglio forte ma misurato, capace di comunicare appartenenza senza eccessi. Dal punto di vista prettamente tecnico, i tessuti utilizzati puntano su impermeabilità, traspirabilità e protezione termica, per garantire comfort anche nelle condizioni climatiche più rigide. Il risultato è un equilibrio riuscito tra estetica sartoriale e performance sportiva, cifra stilistica da sempre cara alla visione Armani.

Con questa proposta, l’Italia sceglie una strada chiara: rappresentarsi attraverso uno stile sobrio, elegante e riconoscibile.

Le divise degli altri Paesi in gara

Accanto all’Italia, anche molte altre nazioni hanno affidato la propria immagine a grandi marchi internazionali. Gli Stati Uniti continuano il sodalizio con Ralph Lauren, che interpreta il patriottismo con cappotti scenografici, maglieria iconica e richiami allo sci vintage. Il Brasile sceglie Moncler, puntando su una palette ispirata alla bandiera nazionale e su un’estetica energica.

Il Canada rinnova la collaborazione con Lululemon, proponendo capi dall’anima futuristica e altamente funzionale, mentre la Cina torna a Li-Ning, con collezioni che fondono tecnologia sportiva ed elementi dell’estetica orientale. La Francia conferma Le Coq Sportif, la Gran Bretagna si affida ad Adidas, la Finlandia a Luhta, la Svizzera a OCHSNER SPORT e l’Austria ad AlphaTauri, brand specializzato in abbigliamento tecnico ad alte prestazioni.

Il filo conduttore è comune: trasformare la divisa olimpica in qualcosa che vada ben oltre l’uniforme, diventando racconto visivo dell’identità di ogni Paese.