Chi è Nastassja Kinski, attrice in polemica col regista Wim Wenders

Nastassja Kinski è una delle dive più iconiche degli anni Settanta e Ottanta, oggi in accesa polemica contro il regista Wim Wenders

Foto di Nicoletta Fersini

Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

Pubblicato:

Chiedi a DiLei

Sensuale e magnetica, Nastassja Kinski è stata una delle dive più iconiche degli anni Settanta e Ottanta. Una bellezza eterea che ha stregato i più grandi registi del mondo, dietro la quale si nasconde la storia di una donna che ha dovuto lottare duramente per riappropriarsi della propria vita, del proprio corpo e, soprattutto, della propria dignità.

Oggi, a 65 anni, l’attrice tedesca è tornata a far parlare di sé, non per un nuovo film ma per una dolorosa polemica contro il regista Wim Wenders, uno degli uomini che ha contribuito a renderla celebre.

L’infanzia all’ombra del padre Klaus Kinski

Nascere con un cognome importante ma pesante come un macigno è stato il primo ostacolo che Nastassja Kinski ha dovuto affrontare. Nata a Berlino Ovest il 24 gennaio 1961, è la figlia del celebre e tormentato attore Klaus Kinski e della modella Ruth Brigitte Tocki. Crescere con un padre instabile e collerico ha segnato profondamente la sua infanzia, trascorsa tra ristrettezze economiche e paura.

Questo aspetto della sua vita è emerso in tutta la sua drammaticità nel 2013, quando la sorella maggiore Pola ha pubblicato un libro in cui ha accusato il padre, già morto nel 1991, di abusi e violenze sistematiche fin da quando era bambina. In quell’occasione, Nastassja ha sostenuto pubblicamente la sorella definendola un’eroina e, pur non avendo subito gli stessi abusi fisici, ha confermato di aver vissuto in un clima di terrore: “Il novantanove per cento delle volte ero terrorizzata da lui. Non era un padre. Sono felice che non sia più in vita”.

La polemica contro Wim Wenders

Probabilmente la mancanza di protezione da parte dell’ambiente familiare ha contribuito alla sua solitudine, anche quando si è ritrovata catapultata in un mondo, come quello dell’industria cinematografica, scintillante ma spesso pieno di insidie. Un mondo che, come ha denunciato in più di un’occasione ed di cui è tornata a parlare nel 2026, l’ha precocemente sessualizzata.

Una delle ferite che l’attrice si porta dentro praticamente da sempre riguarda uno dei film che ha contribuito al suo grande successo, Falso movimento, diretto dal regista Wim Wenders. Lui che nel 1975 l’aveva scelta apposta per interpretare il ruolo di Mignon, ad appena 13 anni, le fece girare una scena in cui appare quasi completamente nuda per circa due minuti, in cui un uomo adulto giace sopra di lei, la percuote e la accarezza.

A distanza di oltre cinquant’anni, Nastassja Kinski è tornata a parlarne in un’intervista a Süddeutsche Zeitung: “Anche se a tredici anni non sapevo ancora molto, capii subito che quella situazione non era normale“. Da oltre quindici anni chiede a Wenders di rimuovere quella sequenza dalle copie distribuite del film e, di fronte al silenzio del regista, che ha sempre evitato un confronto diretto affidandosi ai propri avvocati, i suoi legali hanno revocato il consenso alla diffusione della scena, chiedendo anche un risarcimento economico per il danno psicologico subito.

Mentre Wenders si difende dietro la “libertà artistica” tipica del cinema sperimentale degli anni Settanta, la Kinski ha dimostrato che cambiare le cose è possibile, riuscendo a ottenere un accordo con l’emittente televisiva NDR per eliminare alcune scene di nudo girate quando aveva 15 anni nella serie Tatort.

Icona del cinema e madre amorevole

Nonostante un inizio burrascoso, la carriera di Nastassja Kinski è stata stellare. Ha fatto sognare intere generazioni con ruoli indimenticabili, come la splendida protagonista in Tess di Roman Polanski, che le è valsa un Golden Globe nel 1981, o la sensuale Francesca in Così come sei del 1978, in cui ha recitato al fianco di Marcello Mastroianni. E ancora, ricordiamo la misteriosa Jane nel capolavoro Paris, Texas di Wim Wenders del 1984.

Al di là dei riflettori, la vera ancora di salvezza dell’attrice è stata la maternità. I suoi tre figli nati da tre importanti capitoli della sua vita privata sono Aljosha, frutto della relazione con l’attore Vincent Spano, Sonja, oggi modella e attrice che e è nata dal matrimonio col produttore Ibrahim Moussa, e Kenya, anche lei modella di successo e frutto dell’amore col leggendario produttore musicale Quincy Jones.