Giovanni Paoli, chi era il figlio avuto con Anna Fabbri e morto un anno prima del padre

La storia di Giovanni Paoli, figlio di Gino: una vita nel giornalismo e una scomparsa che ha segnato gli ultimi anni del cantautore

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Paola Landriani

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Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

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La morte di Gino Paoli segna la fine di un pezzo importante della musica italiana, ma riporta inevitabilmente alla luce anche un dolore più recente e meno raccontato: quello per la scomparsa del figlio Giovanni, morto appena un anno prima. Un doppio lutto che, a distanza di poco tempo, ha colpito una delle famiglie più note e allo stesso tempo più riservate dello spettacolo italiano.

Artista simbolo della canzone d’autore, Gino Paoli è stato un punto di riferimento culturale. Eppure, accanto alla sua carriera pubblica, c’è sempre stata una dimensione privata più silenziosa, fatta di legami profondi e, negli ultimi anni, anche di grandi perdite. Giovanni, scomparso nel 2025, aveva costruito un percorso lontano dai riflettori della musica ma altrettanto solido nel mondo del giornalismo.

Chi era Giovanni Paoli

Nato a Genova nel 1964, Giovanni Paoli era figlio di Gino Paoli e della sua prima moglie, Anna Fabbri. Cresciuto in un ambiente denso di arte e musica, aveva inevitabilmente respirato fin da piccolo il fascino del palcoscenico e della creatività.

Eppure, la sua strada ha preso presto una direzione diversa. Se in gioventù aveva affiancato il padre suonando nella sua band e accompagnandolo nei concerti, col tempo è stato il giornalismo a conquistarlo davvero. Una scelta che racconta molto del suo carattere: curioso, attento, più interessato a osservare e raccontare che a stare sotto i riflettori.

La sua carriera è iniziata all’interno delle riviste di spettacolo, dove ha collaborato con testate come TV Sorrisi e Canzoni e Chi. Il passaggio a Novella 2000 ha poi segnato una tappa importante: una testata in cui ha ricoperto il ruolo di vice direttore, distinguendosi per professionalità e per quell’ironia sottile che lo rendeva riconoscibile.

Nel corso degli anni ha scritto anche per Diva & Donna e Lei Style, fino ad arrivare alla direzione di Dillingernews, progetto che incarnava la sua idea di giornalismo: più libero, diretto, meno ingabbiato nelle logiche tradizionali. Un percorso coerente, costruito passo dopo passo, lontano dal peso, e forse anche dall’ombra, di un cognome così importante.

La morte di Gino Paoli

La scomparsa di Gino Paoli, venuto a mancare il 24 marzo 2026, arriva a distanza di un solo anno da quella del figlio, rendendo ancora più evidente la fragilità che attraversa anche le storie più iconiche. Negli ultimi tempi, infatti,  il cantautore aveva vissuto lontano dai riflettori, mantenendo quella riservatezza che lo ha sempre contraddistinto anche nel corso della sua lunga vita professionale.

La perdita di Giovanni, che a marzo 2025 aveva avuto un infarto, ha rappresentato un colpo durissimo: un dolore privato che il cantante non aveva mai cercato di esporre pubblicamente ma che, inevitabilmente, aveva segnato gli ultimi anni della sua vita.

A rendere ancora più amaro questo quadro familiare è un’altra assenza: quella di Ornella Vanoni, storica compagna artistica e sentimentale di Paoli, scomparsa quattro mesi prima del cantautore.  Il loro legame,  fatto di musica e vita vissuta anche dopo che l’amore tra i due è finito, è sempre stato caratterizzato da un affetto profondo che ha segnato un’epoca e che oggi resta nella memoria collettiva insieme alle loro canzoni.