Dopo la morte di Gino Paoli, il racconto della sua vita è tornato a circolare con quella velocità tipica dei momenti in cui memoria e nostalgia si intrecciano. Tra ricordi autentici e dettagli imprecisi, ce n’è uno che più di altri ha iniziato a rimbalzare: quello dei presunti cinque figli. Una narrazione affascinante, forse, ma non corretta. Perché la realtà è ben diversa.
Gino Paoli non aveva cinque figli
Ovunque si legge dei cinque figli di Gino Paoli. Giovanni, il primogenito morto nel 2025, la più nota Amanda Sandrelli, Nicolò e Tommaso e poi un certo Francesco, nato a quanto pare nel 2000. Ma così non è.
Come i fan del cantautore sanno bene, Gino Paoli aveva solo quattro figli e il diretto interessato lo aveva ribadito in un’intervista del 2024 rilasciata a La Repubblica.
“Ho quattro figli, non so perché me ne attribuiscano un quinto: un certo Francesco, mistero”, aveva detto. Nessuna polemica, solo la volontà di rimettere ordine in una storia che, nel tempo, si era leggermente deformata. Lo aveva raccontato anche nella sua autobiografia, Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni, uscita nel 2023.
La famiglia di Gino Paoli è sempre stata, in qualche modo, una piccola costellazione. Non convenzionale ma capace nel tempo di trovare un proprio equilibrio. Due figli sono nati dall’unione con Paola Penzo, la compagna della maturità, presenza stabile e discreta nella sua vita. Un altro dalla prima moglie, Anna Fabbri. E poi c’è Amanda, nata dalla relazione con Stefania Sandrelli, indubbiamente la più nota al grande pubblico.
Nel tempo, questa famiglia allargata ha imparato a convivere con le proprie differenze, trasformando quella che poteva sembrare una complessità in una forma di armonia. Forse non perfetta ma di certo autentica.
E allora, da dove arriva questo quinto figlio? Da dove nasce questa enorme bufala? La risposta, probabilmente, è meno misteriosa di quanto sembri. A generare confusione potrebbe essere stato un nipote. Paoli, infatti, era anche nonno di cinque nipoti, e tra di loro c’è Francisco, il figlio di Amanda nato nel 2004.
Un dettaglio che, nel passaparola mediatico, può facilmente trasformarsi. Del resto basta davvero poco per dare vita ad una fake news: un nome, una somiglianza, un’informazione riportata senza verifica.
Gino Paoli aveva cinque nipoti
“Dopo i figli sono arrivati i nipoti”, aveva scritto Gino Paoli nel suo libro di memoir, pubblicato tre anni prima della sua morte. “Rocco e Francisco, i figli di Amanda, Olivia, la figlia di Giovanni, Leone e Leda di Nicolò”, aveva precisato l’artista per poi condividere una riflessione sulla paternità:
“Quando arrivano i figli non puoi più fare il vagabondo. I figli, che tu lo voglia o no, ti cambiano la vita, sono come una marmellata sui cog**ioni, con una differenza sostanziale: la marmellata passa, i figli restano. Come i tatuaggi. Sto scherzando. Ma nemmeno troppo”
Gino Paoli aveva inoltre ammesso di aver vietato ai suoi nipoti, per lungo tempo, di chiamarlo nonno. Il motivo?
“Non ne volevo sapere, è un ruolo in cui non mi rivedo, quello del patriarca. Non mi si addice. E infatti ho sempre cercato di comportarmi come un anti-nonno. Solo adesso ho permesso a Leone, che ha dodici anni, di chiamarmi così. Che ci volete fare, con il tempo mi sono addolcito. Anche Leda, che ha quattro anni, può farlo. Quando non fa capricci. È testarda come me”