George Clooney a Cuneo, tra rabbia ed imbarazzo: che facce

George Clooney appassiona il giovane pubblico e non usa mezzi termini per definire le affermazioni di Trump, ma le sue facce sono irresistibili

Foto di Federica Cislaghi

Federica Cislaghi

Royal e Lifestyle Specialist

Dopo il dottorato in filosofia, decide di fare della scrittura una professione. Si specializza così nel raccontare la cronaca rosa, i vizi e le virtù dei Reali, i segreti del mondo dello spettacolo e della televisione.

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George Clooney ha reso indimenticabile una mattinata di lavori a migliaia di studenti delle superiori. La star di Hollywood infatti ha partecipato all’evento “Dialoghi sul Talento” organizzato da Fondazione Crc che si è tenuto al Palazzetto dello Sport di Cuneo.

George Clooney impegnato nel sociale come sua moglie Amal

George Clooney come sua moglie Amal sono attivamente impegnati nel sociale. Insieme hanno costituito la Clooney Foundation for Justice che ha direttamente collaborato all’evento di Cuneo. Nata nel 2016, la Fondazione si occupa di difendere i diritti umani, perseguire i responsabili di crimini di guerra e lottare contro le ingiustizie in oltre 40 Paesi.

Amal Clooney è un noto avvocato e da anni è in prima linea per sostenere i diritti delle donne e delle fasce più deboli della società.

George è stato invitato all’incontro di Cuneo con lo scopo di ispirare le giovani generazioni. E agli studenti ha parlato della Nato, dello scenario politico internazionali prendendo posizioni decise su Trump, della situazione del cinema e di vari argomenti che hanno appassionato il giovane pubblico.

George Clooney
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George Clooney

In effetti, Clooney ha parlato con sincerità e apertamente di questi importanti, non nascondendo i suoi reali sentimenti su certe decisioni politiche, dimostrandolo anche con l’espressività che è propria di un grande attore. Le sue facce hanno rivelato l’imbarazzo per certe dichiarazioni del Presidente americano e la rabbia per ogni volta che vengono calpestati i diritti del vivere civile.

George Clooney, il discorso infervorato contro la strategia di Trump

Clooney non ha nascosto la sua preoccupazione per lo scenario politico internazionale: “Sono preoccupato per la Nato, che ha fatto sì che, sia l’Europa ma anche il resto del mondo, siano stati sicuri. Smantellare un’istituzione come questa mi preoccupa“.

George Clooney Cuneo
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George Clooney

E sulla politica di Trump: “Alcuni sostengono Donald Trump vada benissimo, ma se c’è qualcuno che dice che vuole porre fine alla civiltà questo è un crimine di guerra. Puoi comunque sostenere il punto di vista dei conservatori ma ci deve essere un confine alla decenza, e noi non dobbiamo attraversarlo”.

Ma ha concluso: “Oltre a molti errori gli Usa credo abbiano fatto anche molte cose straordinarie che sono sopravvissute”.

George Clooney, il riferimento indiretto a sua moglie Amal

Clooney ha fatto riferimento implicitamente anche al lavoro di sua moglie Amal che, in quanto avvocato, si batte per i diritti umani, difendendo la libertà di stampa: “È difficile dire quale sia stata la cosa di maggiore successo per me. Direi il fatto che siamo riusciti a fare liberare più di cento giornalisti dalle carceri. Sono molto orgoglioso di questo. Non si può difendere la democrazia senza proteggere chi dice la verità. Il rapporto di Trump con la stampa? Certamente non è elegante, ma d’altra parte tutti i governi hanno un cattivo rapporto con la stampa”.

George Clooney Cuneo
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George Clooney

Ha anche raccontato della sua esperienza di attore e di quello che ha vissuto in prima persona sui set, soprattutto all’inizio della carriera: “Se sono stato testimone di diritti non rispettati nel mondo del cinema? Sì mi è capitato, quando ero giovane all’inizio della mia carriera, i registi e i produttori erano gentaglia, urlavano contro, non trattavano bene gli attori, le attrici poi venivano trattate ancora peggio. Non credo sai più possibile comportarsi così e questo credo sia positivo”.

E ha concluso dicendosi fiducioso nelle nuove generazioni che saranno in grado di migliorare dal punto di vista del rispetto dei diritti umani, imparando anche dagli errori di chi li ha preceduti.