Eurovision 2022, Claudio Baglioni si propone con Giuliano Peparini

Continua la corsa alla conduzione di Eurovision con la grande proposta di Claudio Baglioni che si candida con il suo direttore artistico

Dopo il grande successo riscosso con il Festival di Sanremo, Claudio Baglioni si è detto pronto alla conduzione di Eurovision Song Contest. La manifestazione sarà in Italia nel 2022 dopo il trionfo inaspettato dei Måneskin con Zitti e Buoni.

L’elenco dei candidati alla conduzione della kermesse si fa sempre più lungo e si aggiunge a quelli che desiderano guidare l’evento internazionale che sarà organizzato dalla Rai dopo 31 anni. La proposta arriva direttamente dal cantautore di Centocelle durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento in streaming del 2 giugno, registrato per il supporto dell’album In Questa Storia Che è La Mia. Tra i suoi desideri, rientra anche la presenza di Giuliano Peparini, che ha curato lo spettacolo all’Arena di Verona organizzato per i suoi 50 anni di carriera:

“Io e Giuliano Peparini ci proporremo, abbiamo fatto esperienza in questo senso, al massimo ci risponderanno di no”.

Stando a queste prime dichiarazioni, quindi, Claudio Baglioni sembrerebbe deciso a riassaporare il gusto dell’organizzazione di eventi, dopo l’ottimo riscontro ricevuto con il Festival di Sanremo 2018 e 2019. Giuliano Peparini era invece intervenuto nella realizzazione dello spettacolo per i 50 anni, che aveva portato all’Arena di Verona e in giro per l’Italia, in tutti i maggiori palasport.

Il suo nome giunge inaspettato ma è anche uno dei tanti che vorrebbe prendere parte alla manifestazione. Per il momento, vige il più stretto riserbo sull’argomento, se si fa eccezione per le poche parole spese da Stefano Coletta che ha parlato di “diverse idee” in campo.

Si fa già un gran parlare di Alessandro Cattelan, strappato a Sky e il cui approdo in Rai era stato atteso già da anni, ma non è escluso che possano essere addirittura i Måneskin ad assumere la conduzione dello show che hanno appena vinto.

Sarà richiesta una conoscenza approfondita della lingua inglese, necessaria per la presentazione in Mondovisione, e anche un progetto che faccia dimenticare l’edizione del 1991 con la quale l’Italia non fece una bella figura agli occhi del mondo. Su quello stile di conduzione inadeguato ha glissato anche Stefano Coletta, che ha preferito invece guardare al futuro e parlare dei progetti in campo per Eurovision. Tra i suoi sogni, c’è quello di una grande festa a Roma anche la città più quotata rimane Torino.

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