Divorzio Marini-Cottone: il mistero del matrimonio mai consumato

Purtroppo per la Marini e il di lei (ex) marito Giovanni Cottone, il per sempre si è fermato il 6 maggio 2014, giorno della prima udienza in tribunale

E così la favola di Valeriona naufraga in un mare di carte bollate. Tra udienze, accordi, interviste, accuse e smentite la mole di documentazione risulterebbe abbondante per chiunque, anche per Annamaria Bernardini de Pace, matrimonialista nota per le sue indubbie qualità professionali più che per i suoi vincoli di parentela (è stata per un decennio e più suocera dell’attore Raoul Bova). Purtroppo per la Marini e il di lei (ex) marito Giovanni Cottone, il per sempre si è fermato il 6 maggio 2014, giorno della prima udienza in tribunale. Il giorno successivo al loro primo anniversario di matrimonio. Matrimonio mai consumato? No, secondo il coniuge.

Dettagli, per il matrimonio Marini-Cottone, come Valeria ha sottolineato indirettamente con questa intervista-sfogo rilasciata al Corriere. A rileggerla sembra incomprensibile la tesi di Giovanni, Gianni come lo chiama lei, che la loro sia una crisi passeggera come rivelato a Novella2000: “Trattava male mia madre – ha dichiarato Valeriona al Corsera – ho dovuto scegliere tra lui e la famiglia. Il matrimonio non è stato consumato e io l’ho anche aiutato finanziariamente”. “Mancavano ormai da troppi mesi fiducia, serenità, condivisione – prosegue – si erano rotti gli equilibri per costruire la famiglia che ho sempre desiderato e sognato”. Ecco perché le nozze saranno annullate dalla Sacra Rota. L’attrice al Corriere ha spiegato che la loro non sarà una separazione consensuale. “La crisi va cercata nel rapporto di coppia. I problemi economici si superano. Ma il vero problema riguardava noi due: il nostro matrimonio non è mai stato consumato. Incredibile, vero?”.

“Questa è una bufala alla Marini, smentisco assolutamente, anzi anche abbondantemente – ha replicato Cottone a Rtl 102.5 – . Questa sua dichiarazione è lesiva, diffamatoria e irreale e mi riservo di difendermi nelle sedi più giuste siamo stati insieme 8 anni, abbiamo consumato anche la sera stessa del matrimonio, abbiamo avuto modo. Negli ultimi due o tre mesi, vista la lontananza un po’ per lavoro, lei in America, io a Dubai e poi in Cina, è pur vera la poca frequenza, dopo c’è stata questa litigata, ma da qui a dire che non abbiamo consumato…siamo molto lontani a chiedere l’annullamento per questo”.

Le nozze pianificate con professionisti eccellenti dal Wedding Planner, Enzo Miccio, allo stilista scelto per l’abito, Ermanno Scervino verranno cancellate. Il sogno di un matrimonio da favola realizzato a 45 anni per la Valeriona nazionale si è celebrato in un contesto fiabesco: roba che neanche William e Kate, se ricordiamo solo la lunghezza del velo pari a ben sette metri di strascico.

Ricordi di un amore agognato e sfiorato, sebbene come ricordi il Corriere, l’attrice sarda avesse trascorso la prima notte di nozze sveglia fino alle 7 per scegliere le foto da far pubblicare al settimanale che aveva acquistato l’esclusiva. Un inizio difficile?

“Gianni ha cambiato atteggiamento proprio quel mattino. Lo ricordo ancora adesso mentre mi dà le spalle, immobile, a casa mia a Roma, e reagisce male quando gli parlo di una cosa che riguarda mia madre: “Non me ne frega niente, pensaci tu”. Strano, mi sono detta, magari è nervoso. Purtroppo non è stata una eccezione: questo suo aspetto arrogante e aggressivo si è ripetuto. Ha usato toni inaccettabili verso i miei familiari. Pure a San Valentino, quando mi propose di andare a cena fuori per recuperare il matrimonio, finì con lui che inveiva contro mia madre davanti a tutti mentre io non la smettevo di piangere”.

La perdita di suo padre, nel gennaio di quest’anno, ha segnato una frattura insanabile tra Valeria e suo marito, sempre più assente, oscuro. Giovanni Cottone allude a un presunto tradimento e le foto della sua vacanza ad Ibiza non depongono a suo favore: “Ne sono addolorata, perché in nome dell’affetto e del rispetto che ancora mi legano a lui vorrei mantenere un rapporto civile. Come possa dirlo, non lo so. So invece di essere pedinata, inseguita e braccata dai fotografi: è un fatto. E guarda caso lui sa sempre prima quando un rotocalco sta per pubblicare delle foto. Strano, no? Però, e le carte lo testimoniano (e in effetti le mostra sul tavolo, ndr), l’11 marzo abbiamo firmato un foglio in cui ci autorizzavamo a vivere separati, mentre il 16 aprile abbiamo firmato un accordo consensuale che è stato poi depositato in Tribunale. In teoria, e lo dico solo in teoria, io già ora potrei uscire con chi voglio senza tradire nessuno. Ma adesso desidero solo la compagnia delle persone che mi vogliono bene”. Glielo auguriamo anche noi.

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