Beatrice Arnera negli ultimi mesi è finita al centro del gossip per la fine della sua lunga storia con Andrea Pisani e l’inizio della relazione con Raoul Bova. Ma soprattutto è finita nel vortice di odio che (purtroppo) domina i social. Nella sua ultima intervista è tornata sull’argomento, spiegando senza filtri come si sia andati ben oltre i semplici insulti, ma riconoscendosi anche il merito di aver fatto tutto per il bene della figlia Matilde.
L’odio social che oltrepassa ogni limite
La vita di Beatrice Arnera è cambiata radicalmente dopo la separazione dal comico Andrea Pisani, padre di sua figlia Matilde. Non è la prima relazione che finisce, non è neanche la prima a vedere entrare in scena un “terzo incomodo” (si è da subito vociferato della storia con Raoul Bova), ma la valanga di odio e insulti ricevuti dall’attrice hanno raggiunto livelli assurdi.
Ne ha parlato in un’intervista a Donna Moderna, spiegando come a suo parere questa shitstorm sarebbe stata alimentata principalmente da pregiudizi duri a morire, frutto di una mentalità patriarcale ben radicata.
“I social sono un luogo fertile per l’odio. Ho ricevuto insulti, minacce, mi scrivevano che non ero una buona madre o mi invitavano al suicidio – ha rivelato -. Ma la delusione vera è stata vedere come sono stati usati i video che io e Andrea pubblicavamo sui social per lavoro, a tutti gli effetti contenuti professionali, progetti pubblicitari concordati. Posso capire la delusione, ma vedere quella dimensione lavorativa e creativa usata contro di me, come se fosse la prova di una felicità scippata, è stato straniante”.
Secondo l’attrice, la radice di questo accanimento è profondamente culturale: “Per secoli alle donne è stato chiesto di sacrificarsi per l’idea di famiglia, anche se si trattava di famiglie infelici. Mia nonna nel 1960 non si separò perché al mercato le avrebbero dato della poco di buono. Oggi il meccanismo è lo stesso: non è più il mercato del paese, sono i social”.
Nonostante la sofferenza fisica e psicologica, Beatrice Arnera ha trovato la forza di reagire, partendo da una nuova consapevolezza di sé. “Ho smesso di farmi piccina. Ora occupo il mio spazio”, ha spiegato, rivendicando il diritto di non doversi scusare per le proprie scelte di vita.
Il messaggio per la figlia Matilde
Al centro di ogni suo pensiero c’è la piccola Matilde, nata nel marzo 2024. Beatrice Arnera è fiera di come è riuscita a proteggere la serenità della sua bambina, nonostante la tempesta mediatica: “[Sono fiera, ndr] Del fatto che mia figlia stia bene. Io sono stata male, molto male: vederla serena significa che ho fatto un buon lavoro. Sono fiera di essermela smazzata e di essere fuori dal tunnel. Tutto questo l’ho fatto anche per lei, perché possa essere libera di scegliere quando sarà una giovane donna”.
Il messaggio che Beatrice vuole lasciare alla figlia è un manifesto di autonomia: “Insegnerò a mia figlia che se non sta più bene è libera di andarsene da qualsiasi situazione. Senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera”.