X Factor 2026 e la rivincita della gentilezza (con i suoi rischi)

La nuova giuria, con Gabbani e ora Irama, vira verso una qualità sempre più rara che non sempre il pubblico apprezza: la pacatezza e il focus sugli artisti anziché sui giudici personaggi

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Sara Gambero

Giornalista esperta di Spettacolo e Lifestyle

Una laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia del Cinema. Appassionata di libri, film e del mare, ha fatto in modo che il lavoro coincidesse con le sue passioni. Scrive da vent’anni di televisione, celebrities, costume e trend. Sempre con un occhio critico e l'altro divertito.

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Sono lontani i temi dell’incontinenza del cavallo pazzo Morgan, dell’egocentrismo di Fedez e della alterigia intellettuale di Manuel Agnelli (per tacer del turpiloquio della Maionchi) Con l’entrata in campo dei due nuovi giudici, la conferma di Francesco Gabbani e la novità di Irama, X Factor sta virando verso un  territorio nuovo e rischioso: quella della gentilezza, della pacatezza e del focus spostato dal “giudice personaggio” al concorrente, sconosciuto ed emergente.

Se già con Francesco lo scorso anno questa cosa si era intravista, così come con la conduzione di Giorgia, ora con Irama è confermata. Giudici che chiedono scusa se prendono spazio ai cantanti o se li interrompono per parlare di altro, che non appena si rendono conto che l’attenzione è sbilanciata verso di loro riequilibrano all’istante. Paola materna e protettiva. Il problema è che questa cosa nuova, quasi inusuale, il pubblico della tv, abituato a battibecchi, litigi e toni alti, fatica a comprendere ed apprezzare. Viviamo in un mondo che condanna violenza e pornografia, e poi siamo i primi a rimanere ipnotizzati di fronte alle stesse esibite per strada o davanti ad uno schermo tv. Pornografia fisica, del dolore o intellettuale.

La giuria di X Factor 2026
Ufficio Stampa Sky
La giuria di X Factor 2026

Basta farsi un giro sui social per verificare il giudizio pressochè unanime del pubblico da casa: “Che noia sta giuria, che mai un battibecco, uno scontro, soporifera; ridateci Morgan, Manuele, Fedez”. Un mondo abituato alle urla, fatica ad apprezzare i toni pacati.

Gabbani che chiede scusa, motiva sempre con garbo i suoi no, Irama che abbraccia, con sguardo dolce e parole coccola i ragazzi. E soprattutto l’attenzione spostata, come dovrebbe essere, sul talento degli artisti. Quando c’era Morgan, per quanto fosse sicuramente divertente e interessante grazie alla sua immensa cultura musicale, si ricordavano poco i cantanti e le loro esibizioni, molto di più le sue sparate e oratorie. Discorso simile per Agnelli, decismente più freddo e meno empatico con i concorrenti. X Factor ha fatto una scelta evidente e controcorrente, che forse sarà meno d’impatto e all’inizio potrà arrancare un p0′, ma che ci auguriamo possa dare i suoi frutti. Perché se è vero che nell’immediato con il coraggio e la dirompenza arrivi lontano, con la gentilezza arrivi, piano piano, ovunque.