Il verdetto del cartellone ufficiale per l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia segna un cambio di passo netto per il cinema italiano. Se la Primavera sulla Croisette aveva destato più di una perplessità nell’ambiente per la totale assenza di titoli nostrani nel concorso principale di Cannes, la selezione firmata dal direttore artistico Alberto Barbera risponde con un’imponente presenza tricolore: sono infatti cinque le opere italiane inserite nella corsa al Leone d’Oro.
Un quintetto eterogeneo per stili, registri e percorsi generazionali, chiamato a rappresentare la vivacità del nostro cinema in un momento di complessa ridefinizione dei mercati e dei linguaggi contemporanei. Ecco i film in concorso dal 2 al 12 settembre.
Nanni Moretti – Succederà questa notte
Il dato d’impatto della conferenza stampa di presentazione riguarda indubbiamente il ritorno di Nanni Moretti nel concorso principale del Lido dopo ben trentasette anni d’assenza. Il regista romano porta in gara Succederà questa notte, una narrazione a sfondo drammatico che vede nel cast Louis Garrel e Jasmine Trinca. L’opera si struttura attorno a un racconto notturno denso di sospensione, dove i dilemmi morali e i nodi irrisolti dei protagonisti giungono a un punto di resa dei conti. Un’attesa infinita, questa, che si muove tra il fascino del grande ritorno d’autore e la curiosità per l’evoluzione del suo linguaggio visivo.

Marco Bechis – Ritorno a Buenos Aires
Con Ritorno a Buenos Aires, Marco Bechis riannoda i fili di una cinematografia votata all’impegno civile e all’indagine sulle ferite che riguardano tutti. Il film, che vede protagonista Adriano Giannini nel ruolo di Mariano Guerra, affronta il drammatico riattraversamento del passato da parte di un uomo chiamato a testimoniare in aula contro gli ex militari responsabili del suo sequestro durante la dittatura argentina. Un’opera che conferma la vocazione etica e l’approccio rigoroso di Bechis nei confronti della Storia recente.
Edoardo De Angelis – Il fuoco che ti porti dentro
Edoardo De Angelis propone un lavoro che scava profondamente nella dimensione intima di ognuno di noi. Il fuoco che ti porti dentro si avvale di un comparto attoriale di primo piano guidato da Vanessa Scalera, affiancata da Lino Musella e Tommaso Ragno. Il regista campano torna a occuparsi dei rapporti familiari e delle zone d’ombra dell’animo umano, calando una vicenda di colpe e silenzi all’interno di una cornice visiva materica e profondissima.

Andrea Pallaoro – The Echo Chamber
Si muove su coordinate internazionali la nuova prova di Andrea Pallaoro. Sviluppato a partire da un soggetto inedito di Bernardo Bertolucci, The Echo Chamber schiera un cast di rilievo globale composto da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. La pellicola indaga la complessità psicologica delle relazioni interpersonali e i meccanismi dell’isolamento emotivo, affidandosi a quell’estetica rigorosa e controllata che ha già reso il cinema di Pallaoro un punto di riferimento nei festival internazionali.
Paolo Strippoli – L’estranea
L’elemento di maggiore rottura della cinquina nostrana. Paolo Strippoli firma L’estranea, un lungometraggio che punta a contaminare la struttura del dramma psicologico con le suggestioni del cinema di genere. Il film mette insieme un cast trasversale – Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi – per costruire un’atmosfera inquietante che mira a deviare dai canoni più rassicuranti del racconto cinematografico italiano.

L’Italia non conquista il Leone d’Oro al miglior film dal 2013, anno del successo di Sacro GRA di Gianfranco Rosi. Un digiuno lungo oltre un decennio che questa selezione prova concretamente a interrompere.
Pur a fronte di un dibattito critico già acceso circa la mancanza di registe donne all’interno della rappresentanza italiana nel concorso principale, la cinquina guidata da Barbera è una panoramica articolata dello stato della nostra produzione. Tra l’autorevolezza dei maestri, la solidità del cinema civile e le scommesse sui nuovi autori, la selezione di Venezia 83 pone il cinema italiano di fronte a un banco di prova di primissimo piano nello scenario globale.