Fiorello sarà fra i grandi protagonisti del palinsesto estivo Rai. Nell’estate del 2026 infatti lo showman tornerà in televisione con un docufilm dedicato a Pippo Baudo, figura cardine della tv italiana.
L’omaggio di Fiorello a Pippo Baudo
Fiorello dunque sarà in televisione quest’estate con un docufilm. Protagonista Pippo Baudo che quest’anno avrebbe compiuto 90 anni. In occasione del 90esimo compleanno del conduttore, lo showman racconterà la sua vita in modo inedito e particolare, ragionando anche riguardo l’impatto che Baudo ha avuto sulla cultura e la storia della tv.
Il legame fra Baudo e Fiorello è sempre stato molto forte e di sicuro lo showman troverà un modo originale per portare i telespettatori nell’esistenza del conduttore. Solo qualche tempo fa, ospite di Massimo Giletti, Fiorello aveva raccontato con la consueta ironia di aver fatto uno dei suoi primi provini proprio con Pippo Baudo.
All’epoca, era il 1985, Fiorello si presentò ad una audizione, ma venne bocciato da Pippo Baudo. Un “no” che gli portò fortuna e che svelò in parte il futuro del presentatore.
“Non fu una bocciatura, fu uno dei più grandi complimenti mai ricevuti – aveva svelato -. Mi disse: ‘Io non ti posso prendere perché hai caratteristiche che non si confanno con la cosa che devo fare io. Io ho bisogno di artisti che esibiscano in tre minuti. Tu non hai tre minuti, tu sei lungo, dovresti condurre un programma ma ci sono già io!’, questo disse Pippo Baudo e aggiunse ‘ci vedremo più avanti non appena avrò qualcosa più adatta a te”.
Il ricordo di Pippo Baudo
Scomparso il 16 agosto 2025, Pippo Baudo è stato un volto iconico della tv italiana, legando la sua storia alla Rai e al Festival di Sanremo, condotto per ben 13 volte. Un professionista e un uomo dal fiuto infallibile, capace di scoprire talenti e di lanciare artisti come Lorella Cuccarini, Eros Ramazzotti, Heather Parisi, ma anche Giorgia e Tullio Solenghi.
Poco dopo la sua scomparsa Fiorello aveva parlato della necessità di ricordarlo e di omaggiare la sua carriera nel migliore dei modi.
“Ho sentito che vorrebbero fare una sua statua a Sanremo, la dovrebbero fare a viale Mazzini, dove sta il cavallo – aveva detto -. Baudo ha tracciato un solco enorme che tutti noi abbiamo seguito. Lui ha insegnato a tutti noi, bastava guardare quello che faceva. A volte mi chiedo oggi chi insegnerà ai giovani a fare la tv?”.
“Per noi siciliani è sempre stato un vanto – aveva ammesso, parlando del celebre presentatore -, un orgoglio venire dalla stessa regione di Baudo, sapere di essere siciliani come lui. Anche perché noi lo seguivamo anche su antenna Sicilia, al festival della canzone siciliana che faceva il 100% d’ascolto”. Un rapporto di lavoro che era diventato anche un’amicizia, con scherzi e telefonate. “Al telefono scherzavamo scambiandoci frasi in siciliano – aveva detto lo showman -. Lui mi diceva ‘non dobbiamo mai dimenticare le nostre radici’ e io rispondevo hai ragione… suca’ e Pippo ‘forte'”.
Parole che fanno pensare che il docufilm di Fiorello su Baudo sarà un racconto intenso, interessante e fuori dagli schemi.