C’è chi ha una relazione con un chatbot e non ha il coraggio di dirlo a nessuno. Chi guarda pornografia generata dall’intelligenza artificiale e ha smesso di capire cosa lo eccita davvero. Chi non è più interessato alle persone reali perché troppo distanti da quelle artificiali. Benvenute nello studio di una consulente sessuologa nel 2026: un posto in cui si parla di tutto e in cui ultimamente si parla sempre di più di AI. Non come fantascienza, ma come vita quotidiana. L’intelligenza artificiale è già entrata nelle nostre conversazioni, nelle nostre emozioni e anche nella nostra sessualità.
Chat erotiche sempre disponibili, partner virtuali costruiti su misura, sex toys intelligenti, esperienze immersive in realtà virtuale: non stiamo più parlando di strumenti. Stiamo parlando di qualcosa che assomiglia sempre di più a una relazione.
E qui la questione smette di essere tecnologica e diventa, inevitabilmente, psicologica.
Indice
Come si fa sesso con l’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale è entrata nella sessualità umana attraverso almeno quattro porte diverse:
- La prima sono i companion chatbot o app progettate per fare qualcosa di molto umano: stare in relazione. Non si limitano a rispondere a domande, ma conversano, ascoltano e si adattano all’umano che sta dall’altra parte. Sono disponibili in qualsiasi momento, senza pause né distrazioni, e nel tempo imparano a conoscere chi li usa: il linguaggio, le preferenze e persino il tono emotivo. Possono essere personalizzati nell’aspetto e nella personalità, così da sembrare più affini e più familiari. Il risultato è una forma di compagnia costruita su misura, che può ricordare un’amicizia o una relazione romantica.
- La seconda sono i sex toy connessi a internet, o teledildonics, ovvero dispositivi sessuali controllabili a distanza tramite smartphone, che permettono a due persone di condividere un’esperienza fisica in tempo reale, ovunque si trovino. Per le coppie a distanza il potenziale è evidente. Usati in coppia, anche in presenza, possono aiutare il gioco e una sessualità nuova. Il mercato è in fortissima crescita, ma c’è un rischio grande: quello della sicurezza dei dati. Questi dispositivi raccolgono informazioni sensibili sul nostro corpo e sulle nostre abitudini sessuali, e il rischio è quello che non tutte le aziende le trattino con cura.
- La terza è la pornografia generata dall’AI, personalizzabile all’infinito, sempre più realistica, in quantità illimitata, a costo zero. Il problema non è solo che questi contenuti costruiscano aspettative irrealistiche sul sesso, cosa già nota con la pornografia tradizionale, ma che spingano a una dinamica nuova: i contenuti che si adattano alle preferenze dell’utente creano bolle sempre più chiuse e lontane dalla realtà del desiderio umano e molti giovani stanno costruendo la propria idea di sesso solo su questo.
- La quarta, meno visibile ma non meno rilevante, è l’uso di chatbot per fare domande sulla sessualità che non si osa fare a una medica o a una sessuologa.
Non si tratta di fenomeni di nicchia. Una revisione pubblicata su Current Sexual Health Reports nel 2025, ha mappato per la prima volta l’intero panorama dell’AI applicata alla sessualità. Il quadro che emerge è quello di una trasformazione già in corso, molto più diffusa di quanto la maggior parte delle persone percepisca o immagini.
L’osservatorio Gleeden ha fornito una panoramica sugli usi sessuali ed emotivi dell’AI in Francia, evidenziando non solo il crescente numero di francesi che intrattengono relazioni romantiche ed erotiche con l’intelligenza artificiale, ma anche la capacità di queste piattaforme di creare assuefazione. Il suo impiego non si limita alla masturbazione, ma viene integrato in strategie di seduzione, nella gestione delle relazioni e delle vulnerabilità personali, e per la salute sessuale, fino al punto da assumere un ruolo insolitamente rilevante nella vita intima.
Intimità senza rischio: libertà o illusione?
L’intelligenza artificiale ha una caratteristica vantaggiosa: non dice mai “no”.
Non si distrae, non si stanca, non fraintende, non ha una giornata storta. Si adatta. Sempre.
Impara cosa ti piace, come lo vuoi, quando lo vuoi. Sembra tutto meraviglioso, ma c’è un’implicazione pericolosa: il rischio è che chi la usa, soprattutto le persone giovani, sviluppino aspettative che la vita funzioni così, non allenandosi mai al rifiuto e alle relazioni sociali con altre persone.
In uno studio di Replika, che ha coinvolto 145 utenti, l’88% identificava il proprio chatbot come il proprio partner. E quando si leggono le trascrizioni di queste conversazioni, come hanno fatto i ricercatori della UC Los Angeles in uno studio pubblicato su Perspectives on Psychological Science nel 2025, non è cosi difficile capire perché. Il chatbot è sempre disponibile e non porta i suoi problemi nella conversazione. Risponde esattamente nel modo in cui la persona ha bisogno di essere ascoltata. Per qualcuno, è la prima volta in vita sua che si sente davvero visto.
Con l’AI possiamo dire tutto. Fantasie, fragilità, desideri indicibili. Senza vergogna. Senza paura. Senza conseguenze.
È una rivoluzione? In parte sì. Ma è anche un paradosso. Perché l’intimità reale non è solo apertura. È esposizione. E l’esposizione implica sempre una possibilità: essere feriti, fraintesi, rifiutati.
Con l’intelligenza artificiale togliamo il rischio. E insieme al rischio, togliamo anche qualcosa di fondamentale: la profondità e la reciprocità.
I companion chatbot permettono di vivere i piaceri della compagnia senza le esigenze dell’altra persona. Esisti solo tu. Tutto questo rende questi strumenti estremamente attraenti, ma è anche ciò che li rende fondamentalmente diversi da una relazione umana. Un chatbot non ha bisogno di te. L’intimità vera nasce proprio dal contrario: dal contatto con qualcuno che è davvero altro da noi.
In studio, quando lavoro con persone che usano companion AI, la mia prima osservazione non è mai “Devi smettere!”, ma la domanda: “Cosa cerchi lì, che non riesci a trovare altrove?”. La risposta è sempre una chiave importante.
Sesso perfetto, sempre: e se fosse un problema?
Con l’AI il sesso diventa personalizzabile e senza imprevisti: niente silenzi imbarazzanti, niente goffaggini, niente tentativi falliti. Tutto funziona. Sempre. Ed è proprio questo il punto critico. Perché il sesso reale non è una performance impeccabile. È fatto di errori, imbarazzi, corpi che si cercano e a volte non si trovano subito.
Non è un caso che sempre più spesso siano proprio i giovani uomini ad avere problemi legati alla sessualità, proprio perché mancano sempre di più le esperienze reali e il paragone con l’artificiale si fa implacabile e spaventoso. E l’ansia non è una buona amica dell’erezione e della sessualità.
Pornografia e AI anche senza consenso
Un problema nuovo e urgente sono i deepfake pornografici, ovvero la possibilità di produrre video pornografici con il volto di chiunque, senza il suo consenso.
Un sondaggio condotto in 10 Paesi su oltre 17.000 adulti ha rilevato che il 2% dichiarava di essere stato vittima di questo tipo di abuso. Le conseguenze documentate dalla ricerca includono vergogna intensa, ritiro sociale, danno reputazionale e in alcuni casi ideazione suicidaria. Anche se l’immagine è tecnicamente “falsa” non riduce il trauma vissuto dalla vittima che rimane vero e reale.
Cosa possiamo fare per non cadere in trappola
Le AI relazionali non solo rispondono, creano continuità: ti ricordano e ti fanno sentire visto. Sempre. Questo è più che sufficiente per attivare un legame. Un attaccamento reale, anche se l’altro reale non è. E quindi sì: ci si può affezionare. A volte, persino innamorarsi.
Il problema non è tanto l’emozione, ma la struttura della relazione.
Perché dall’altra parte non c’è un soggetto, né reciprocità né desiderio autonomo. C’è una simulazione progettata per rispondere.
Tutti e tutte noi vivremmo più scomodamente senza l’intelligenza artificiale, fatta non solo di chat, ma anche di navigatori, apparecchi medici, strumenti di automotive e comandi vocali. Ma utile non significa neutrale e di questo ne dobbiamo essere coscienti. Non è neutrale e non è gratuita, non perché per usarla dobbiamo pagare, ma spesso quando non diamo in cambio dei soldi stiamo pagando un prezzo più caro. Con i nostri dati e con le nostre abilità sociali indebolite, che ci fanno essere sempre meno inserite in qualcosa di collettivo e gruppale, da qui lo spegnersi dell’altruismo e del senso di comunità. Ma abbiamo delle risorse che possiamo mettere a disposizione per essere più consapevoli. Ecco cosa fare:
- Fare attenzione ai segnali di sostituzione. Se la tecnologia sta diventando un modo per evitare l’intimità reale è un segnale che vale la pena prendere sul serio.
- Non usare la pornografia come manuale. Né quella tradizionale né quella generata dall’AI riflette la realtà del sesso, dei corpi, del desiderio o del consenso. Usarla come termine di paragone porta quasi inevitabilmente all’insoddisfazione.
- Rivolgersi a una professionista senza aspettare troppo. Se qualcosa nella tua vita sessuale o relazionale ti pesa, una sessuologa o una psicologa possono aiutarti a fare chiarezza. Senza giudizio.
La domanda che dobbiamo farci
L’AI non ha inventato il desiderio di essere visti, desiderati e connessi, ha creato nuovi modi per placarlo, alcuni rischiosi. Ci sta offrendo qualcosa di molto seducente: relazioni senza frizione, desiderio senza rischio, intimità senza vulnerabilità. E tutto in modo semplice e a portata di mano.
Il punto non è se usare o non usare la tecnologia nella propria vita sessuale, ma chiedersi cosa si sta cercando e di cosa si ha paura. Perché il sesso non è una questione di prestazione né di perfezione. È una questione di presenza. E quella, per ora, nessun algoritmo è ancora riuscito a replicare davvero.
Fonti bibliografiche
Ifopstudy for Gleeden carried out by online self-administered questionnaire from November 14 to 19, 2025 among a representative national sample of 2,603 people aged 18 and over
Diel, A. et al. (2025). The harm of deepfakes: a scoping review. AI & Society, Springer.
Doring, N. et al. (2025). The Impact of Artificial Intelligence on Human Sexuality: A Five-Year Literature Review 2020-2024. Current Sexual Health Reports, Springer Nature.
Smith, M.G., Bradbury, T.N. & Karney, B.R. (2025). Can Generative AI Chatbots Emulate Human Connection? A Relationship Science Perspective. Perspectives on Psychological Science.