Covid-19, chi soffre di sclerodermia non è più a rischio d’infezione

Per chi soffre di sclerodermia non ci sono più rischi di infezione da Covid-19. Come si manifesta la sclerosi sistemica e chi colpisce

Federico Mereta Giornalista Scientifico

I polmoni, si sa, sono un organo a rischio per chi contrae il virus sars-CoV-2. E ci sono malattie autoimmuni, come la sclerodermia o sclerosi sistemica, che possono interessare anche le vie respiratorie.

Uno studio italiano dimostra che chi soffre della malattia non si ammala di più rispetto alla popolazione generale. Bisogna seguire le norme di distanziamento e prevenzione, ma non ci sarebbero rischi aggiunti per la malattia. La buona notizia arriva nel mese dedicato alla sensibilizzazione e all’informazione rispetto alla Sclerosi Sistemica. Il 29 giugno si celebra la Giornata Mondiale (World Scleroderma Day), giunta alla sua undicesima edizione. Nonostante il periodo di emergenza non preveda la possibilità di organizzare eventi o manifestazioni in presenza, la Lega Italiana Sclerosi Sistemica ha deciso comunque di celebrare questa importante giornata.

Una malattia da scoprire precocemente

La sclerosi sistemica è una patologia rara che colpisce prevalentemente le donne, molte delle quali giovani, su cui la ricerca ha fatto molti passi avanti, anche se non è stata ancora individuata la causa della malattia. È caratterizzata da manifestazioni vascolari e fibrotiche che interessano la cute e gli organi interni. Fondamentale è scoprirla precocemente.

Dal punto di vista vascolare, la prima manifestazione è spesso rappresentata dal Fenomeno di Raynaud, ossia le mani e/o piedi cambiano di colore con le modifiche della temperatura o gli stati emotivi, diventando bianche, viola o rosse. Successivamente o contemporaneamente la cute comincia ad apparire ispessita e, infine, la malattia può coinvolgere organi interni, causando anche fibrosi polmonare.

Le iniziative dell’Associazione

Due attività sono in programma.  La prima vede la possibilità per pazienti affetti da sclerosi sistemica e loro familiari di inviare via mail o sulle pagine social della Lega Italiana sclerosi sistemica, una breve testimonianza, una riflessione o un audio che risponda al tema “Perché è importante per me far parte di un’associazione di pazienti” con lo scopo di aumentare la consapevolezza sul ruolo del volontariato in Sanità come riferimento primo, nello specifico, per le persone malate.

La seconda iniziativa vede la creazione di una raccolta di fondi sulla piattaforma solidale GoFundMe i cui proventi verranno utilizzati per assicurare a un reparto di Reumatologia un video capillaroscopio, strumento di diagnostica che permette di individuare le alterazioni del tessuto connettivo presenti in  sclerosi sistemica e in altre malattie reumatiche. La diagnosi precoce infatti, attraverso questo strumento, è ad oggi l’unico modo per garantire una presa in carico terapeutica tempestiva.

“Continuiamo a lavorare perché la Sclerosi Sistemica sia diagnosticata sin dai suoi primi sintomi, perché crediamo che una diagnosi precoce possa agevolare l’inserimento in un percorso clinico in tempi brevi a totale vantaggio delle persone affette – spiega Manuela Aloise, presidente dell’Associazione”.  La sclerosi sistemica, chiamata anche sclerodermia, è una malattia mediata dal sistema immunitario che colpisce soprattutto le donne in fascia di età 25-55 anche se la recente indagine epidemiologica pubblicata dall’Associazione conferma che interessa sempre più uomini e adolescenti. Rari sono anche i casi di manifestazioni in età pediatrica, seppure esistenti. Pur facendo parte dell’ampia rosa delle malattie reumatiche, se ne parla ancora poco e si arriva spesso a una diagnosi tardiva.

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