Stress, come la musica aiuta a combatterlo

Uno studio conferma il ruolo della musica nel favorire il benessere regolando il battito cardiaco e la respirazione

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Cinque donne, tra i 18 e i 23 anni, in lotta con lo stress. Non sono proprio come Louis Hamilton alla guida e debbono affrontare un percorso urbano stracarico di traffico. Una guida tra semafori, code, deviazioni. Questo è stato l’ambiente in cui si è svolto un originale esperimento scientifico che ha coinvolto l’Università statale di San Paolo, (sede di Marilia, dove si è svolto il test), l’Università Oxford Brookes nel Regno Unito e l’Università di Parma.

Prima le volontarie hanno fatto questa gimcana nel traffico nel silenzio dell’abitacolo, poi hanno ripetuto l’esperimento sentendo musica. Stando ai risultati della ricerca, nella seconda rilevazione i parametri dello stress, come ad esempio l’accelerazione del battito cardiaco, sono risultati migliori. Il cuore, con la musica, tendeva a battere più lentamente. Insomma, l’ascolto del ritmo che più piace può aiutare a combattere la tensione emotiva  e soprattutto a ridurre il suo impatto sul benessere dell’organismo.

Così agiscono le note

Lo studio sulle donne al volante, peraltro, è solo l’ultimo di una lunga serie e conferma quanto di significativo già si sapeva sul ruolo della musica nel favorire il benessere. Il ritmo sempre uguale, classico dei mantra dei monaci tibetani, può ad esempio aiutare a mantenere più regolare il battito cardiaco e a ridurre il rischio di respirare troppo velocemente. E qualche tempo fa una ricerca apparsa su Circulation aveva chiaramente dimostrato che la classica può addirittura ridurre i valori della pressione arteriosa.

Attenzione però: non bisogna concentrarsi solamente sulle melodie di Bach o sulle armonie sacre per avere effetti positivi. Le ricerche dicono che l’effetto della musica non va legato esclusivamente alla dolcezza della melodia, ma piuttosto alla struttura del brano. Per cui anche un ritmo rock, a patto di avere un giusto alternarsi tra crescendo e decrescendo, può fare al caso vostro.

D’altro canto, anche la medicina cinese segnala come l’arte del pentagramma può aiutare il benessere degli organi, che sarebbe da collegare alle diverse note. In questo caso il La è ottimale per il fegato, il Do per il cuore, il Fa per la milza, il Sol per i polmoni e il Re per i reni. E il terapeuta diventa una sorta di Riccardo Muti. A ricordarlo sono i testi della medicina cinese che riportano come esisterebbe uno stretto rapporto tra le note e il suono che emettono gli organi principali, sia al classico tocco del curante che all’auscultazione. La “musica” del corpo, quindi, può diventare un mezzo per individuare le diverse malattie.

Come nasce lo stress

Lo stress è una reazione del tutto normale. Quando dobbiamo reagire, ad esempio per un incarico improvviso o per un esame, il corpo deve adattarsi alla situazione che si presenta, attraverso la risposta ormonale e immunitaria.

Le chiavi della risposta sono il cortisolo, l’adrenalina e altri ormoni. Il cortisolo favorisce l’attività cerebrale, per cui quando si è “giustamente” agitati, come nel caso di un esame universitario o di un colloquio di lavoro, le prestazioni intellettive aumentano.

Altri ormoni, come le catecolamine (adrenalina e noradrenalina) possono invece attivare altri sistemi, come quello cardiovascolare e quello respiratorio. È grazie a questi che aumenta la velocità del ritmo cardiaco, per cui il cuore pompa più frequentemente il sangue che ha il compito di irrorare l’organismo, ed anche la pressione arteriosa, che contribuisce ad aumentare l’apporto di sangue.

Purtroppo, se l’effetto dello stress si protrae nel tempo, la situazione si rovescia. Compaiono una situazione di malessere e un’ansia incontrollabile, oltre ai fastidi tipici della tensione, classici problemi correlati allo stress. E compaiono bruciori di stomaco, digestione faticosa, movimenti poco controllati dell’intestino.

Sul fronte dell’apparato respiratorio, poi, si possono avere alterazioni del normale ritmo della respirazione con la comparsa di respiri più affannosi. Infine, può diventare un problema prendere sonno e riposare quanto necessario. L’insonnia, e comunque una cattiva qualità del sonno, sono infatti condizioni che si legano specificamente alla tensione emotiva.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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